Caleb

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  1. Ion jr rba - fakirs mods

    Per favore, continua nel thread già attivo e ricorda che bisogna controllare prima di attivarne altri. Grazie!
  2. @peppy e @Groovecrack potreste, per cortesia, smetterla con gli OT? Questo è un forum di svapo, non un sito riguardo gli scambi finanziari e di analisi, dei cui approfondimenti, posso serenamente affermare che non siamo qualificati ad investirci dell'interesse. Grazie!
  3. Percentuale nico

    Scusa ma perché hai postato un altro thread, quando già stai ricevendo risposte nell'altro già da te aperto, QUI? Nell'altra discussione, inoltre, ti è stato linkato un ulteriore topic attivo riguardo la diluizione. Il forum si consulta, prima di porre domande. Questo (e la netiquette riguardo i titoli esplicativi: per favore, tienine conto) lo distingue da un customer care (quale non siamo). Continua nel thread linkato, dunque, per cortesia. Grazie
  4. Riporto, in anteprima, un articolo a cura di Simone Valesini che comparirà domani 5 Novembre, nell'inserto "Salute" di Repubblica. L'articolo originale si trova QUI (accessibile agli abbonati a Rep:) Sigarette elettroniche: svapare non è una buona idea Le e-cig non sono innocue. Sono tossiche, anche se meno di quelle tradizionali. E creano dipendenza. Soprattutto tra i giovani. Ecco perché vanno evitate. Con un'eccezione: i forti fumatori che non riescono a smettere e rischiano il tumore DI SIMONE VALESINI Si porta alla bocca, si inala e si espira. Il gesto è simile, eppure diverso. Tanto da meritare un neologismo: la sigaretta elettronica infatti non si fuma, ma piuttosto si “svapa”. Un termiche che vuole sottolineare le differenze, specie in termini di rischi, con le sigarette tradizionali: si tratta di vapore dopo tutto, prevalentemente glicerina e glicole propilene, presente in molti farmaci e in diversi tipi di amari. Occhio però: le ultime ricerche suggeriscono che potrebbe non essere sempre e del tutto innocuo. Una delle più recenti arriva dall’Università di Birmingham, e indica che il liquido delle e-cig, specie quando viene riscaldato per essere trasformato in vapore, ha un effetto tossico sui macrofagi alveolari, cellule del sistema immunitario presenti all’interno dei polmoni. "Svapando si aumenta la tossicità dei condensati che raggiungono i polmoni", spiega David Thickett, professore di medicina respiratoria dell’Università di Birmingham e coordinatore della ricerca pubblicata sulla rivista Thorax. Il fatto comunque è che le sigarette elettroniche sono comunque meno dannose di quelle tradizionali, perché hanno al loro interno migliaia di sostanze chimiche in meno, tra cui decine di noti cancerogeni. Quello che bisogna capire piuttosto è quanti e quali siano i rischi legati a questa nuova forma di dipendenza. "Quello che ci preoccupa è che le aziende che producono e-cig iniziano ad essere acquisite dai grandi produttori di tabacco – sottolinea Thicket – e che in futuro questa possa rivelarsi una strategia per normalizzare la dipendenza da nicotina, in un periodo in cui la diffusione del tabagismo è finalmente in calo". Anche se, parlando di tumori, il rischio non è paragonabile, non vuol dire necessariamente che sia assente. A raccontarcelo è Silvia Balbo, ricercatrice italiana trapiantata in America, che durante l’ultimo congresso dell’American Chemical Society ha presentato una serie di dati che parlano della possibile cancerogenicità delle e-cig. Insieme ai colleghi del Masonic Cancer Center dell’Università del Minnesota, Balbo ha analizzato i composti presenti nella saliva degli “svapatori” prima e dopo una fumata, individuando livelli fino a 60 volte maggiori di tre sostanze potenzialmente pericolose:formaldeide, acroleina e metilgliossale. E ha quindi cercato nella saliva indizi di un possibile danno al Dna, specchio di mutazioni che possono indurre lo sviluppo di un tumore. "Le nostre analisi hanno rivelato che i soggetti che utilizzano sigarette elettroniche hanno livelli più alti di modificazioni del Dna legati all’azione dell’acroleina, rispetto ai non-fumatori o a chi non utilizza sigarette elettroniche", spiega la ricercatrice: "E questo indica che l’uso di sigarette elettroniche può esporre a sostanze genotossiche, e produrre un danno misurabile". Per parlare di rischi, o fare paragoni, è presto – ammette Balbo – anche perché i risultati dello studio sono ancora preliminari. Ma i tasselli emersi negli ultimi anni sono tanti, e il puzzle che compongono, per quanto incompleto, sembra ormai piuttosto chiaro: pensare alle sigarette elettroniche come un’alternativa priva di rischi è un errore grave. Eppure fin troppo comune. L’American Cancer Society lamenta ad esempio una scarsa percezione del rischio negli Stati Uniti, e un aumento del consumo tra gli adolescenti. Già nel 2016 lo Us Surgeon General aveva diramato infatti una call to action per difendere i più giovani dalle sigarette elettroniche, sottolineando che l’utilizzo tra gli adolescenti è aumentato quasi del 90% tra il 2011 e il 2015. Lo stesso accade in Italia: nonostante i divieti, circa il 4% dei fumatori italiani tra i 14 e i 17 anni ammette infatti di fare uso anche delle e-cig. "Se parliamo di innocuità, i dati che abbiamo a disposizione ci dicono che le sigarette elettroniche non lo sono", commenta Roberto Boffi, responsabile del centro antifumo dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano: "Abbiamo svolto diversi studi a riguardo, e quello che posso dire con certezza è che emettono polveri sottili, anche se in quantità 20 volte inferiore alle sigarette tradizionali; la svapata espone il consumatore a metalli pesanti come il nichel, cromo, argento e titanio, a volte in quantità superiore a quella contenuta nei prodotti contenenti tabacco, e persino a sostanze pericolose come la formaldeide, un noto cancerogeno". Questo non vuol dire che siano paragonabili alle sigarette – ammette l’esperto – ma di certo servono ancora studi di lunga durata per poter dare una risposta definitiva sui possibili effetti nocivi. "In questi casi il senso comune non basta – assicura Boffi – quando sono state introdotte sul mercato le sigarette light si diceva che facessero meno male di quelle normali, e oggi sappiamo invece che provocano tumori e disturbi respiratori al pari di quelle non light". Contro il cancro sono utili Per alcuni esperti l’alternativa è una sola: smettere di fumare. Altri hanno un approccio più laico, e accettano l’idea che per i tabagisti impenitenti anche scegliere il male minore, come una sigaretta elettronica, può fare la differenza. Viene definita riduzione del danno, e se chiedete agli inglesi non hanno dubbi: secondo Public Health England, l’agenzia inglese per la salute pubblica e la lotta alle dipendenze, in Gran Bretagna tra le 18mila e le 50mila persone smettono di fumare ogni anno con l’aiuto delle e-cig. E la Commissione scienza e tecnologia della House of Commons ha pubblicato di recente un rapporto in cui afferma che, seppur non prive di rischio, le e-cig offrono ai tabagisti l’opportunità concreta di ridurre sostanzialmente il rischio di morte prematura e disabilità. I dati italiani, purtroppo, raccontano una storia diversa: stando al rapporto nazionale sul fumo, realizzato da Doxa e Istituto superiore di sanità, nel 2017 poco più del 14% di chi ha provato ad abbandonare le bionde con la sigaretta elettronica è riuscito nell’intento. Risultati che riflettono differenti scelte di politica sanitaria, almeno secondo Riccardo Polosa, direttore del Centro di ricerca per la riduzione del danno da fumo dell’Università di Catania: "Il Regno Unito ha dato dimostrazione di lungimiranza e coerenza ponendo il vapagismo al centro delle proprie politiche antifumo", spiega: "Da loro la prevalenza del tabagismo si è ridotta del 15% in soli tre anni, analogamente a quanto osservato in tutti quei paesi, come Svezia, Norvegia, Islanda e Francia, che hanno deciso di promuovere la sostituzione della nicotina con alternative a basso rischio". Corretta informazione e una minore tassazione, che non equipari le e-cig ai prodotti contenenti tabacco, secondo Polosa sarebbero la chiave per ottenere risultati simili anche nel nostro paese. Perché a detta dell’esperto l’Italia starebbe perdendo l’occasione per una vera e propria rivoluzione. Perché? Promuovere l’utilizzo di un dispositivo non privo di rischi per la salute, specie in mancanza di dati affidabili, può in effetti sembrare una scelta contraria alla deontologia medica. Eppure la risk reduction è accettata nel contrasto alla dipendenza dalla droga, e persino nella scelta delle terapie chirurgiche, mentre, obietta Fabio Beatrice, direttore del Centro antifumo dell’ospedale S.G. Bosco di Torino: "Per il tabagismo continuiamo a perseguire l’obbiettivo della cessazione". È vero dunque che con le e-cig non si risolve il problema della dipendenza, ma lo si sposta semplicemente verso un prodotto meno nocivo. Ma a fronte di quasi 80mila morti l’anno causati dalle sigarette, per Beatrice potrebbe essere arrivato il momento di un cambio di strategia: "Dobbiamo riuscire a raggiungere i fumatori con una proposta ricevibile, perché attualmente solo lo 0,1% chiede aiuto ai centri antifumo E la sigaretta elettronica potrebbe essere un buon mezzo per tenere il fumatore legato al suo medico".
  5. @Skyvape per cortesia, non è la prima volta che devo riprenderti per aver postato notizie già in essere. Sono grato del contributo che tu dai al forum, per cortesia, però, controlla la sezione, prima di postare! Grazie!
  6. Aiuto

    Scusa, ma questo è un forum, non un centro assistenza e, oltretutto, hai anche postato la stessa domanda in un thread di un altro utente, giusto un'ora fa. Ti sembra carino intrometterti? Esiste la funzione cerca del forum, per cortesia usala. "Aiuto" poi, non è un titolo esplicativo: la netiquette!
  7. Sta tranquillo! All'inizio tutti abbiamo una gran confusione in testa. Spero tu ti trovi bene tra noi, anzi. Vedrai che ti verranno dati ottimi suggerimenti. Buon proseguimento!
  8. Ciao! Non ti preoccupare, ho spostato io il tuo thread nella discussione linkata. Ricorda, però, in futuro, di dare prima una controllata ai topic già aperti, prima di iniziarne uno nuovo. @Il_Puma grazie per l'aiuto!
  9. ok grazie.

     

  10. Scusa, ma se ne sta già parlando qui: Prima di pubblicare, è obbligatorio fare una ricerca negli argomenti attivi, per favore. Grazie comunque del tuo contributo. 🙂 Chiudo.
  11. Sudo freddo perché?

    Scusa ma stai chiedendo la stessa cosa qui: Oltre ad aver aperto un altro topic, identico, che ho cancellato. Per favore fai più attenzione, grazie.
  12. Coil artigianali waffohm

    Chiudo su richiesta utente.
  13. Wotofo nudge 22mm single coil

    Ragazzi, per cortesia, rimaniamo IT, altrimenti, chi legge non capisc e quale sia la testa e quale sia la coda del discorso: in questo thread si parla del Wotofo nudge da 22mm, non di altro. Grazie!
  14. Kindbright vampire ii_clone

    Per favore torniamo IT. Qui non si tratta di schierarsi, ma di mantenere un clima sereno e libero da qualsiasi intrusione. Sono stato costretto a prendere provvedimenti verso tre utenti per farli calmare, e ho dovuto cancellare più di una pagina di thread. Il thread rimane attivo e aperto ai contributi di tutti, purché riguardino l'oggetto della discussione. Grazie.
  15. Kindbright vampire ii_clone

    Ragazzi, scusate l'intromissione. Mio malgrado, devo ancora una volta intervenire in questa discussione per precisare qualche punto che, mi pare, chi gioca al voler alzare i toni (da una parte e dall'altra), pensando di farci perdere la pazienza, non ha capito o non vuol comprendere: A) in questo forum si scambiano pareri e opinioni. Non si fanno processi alle intenzioni e, se qualcuno accusa qualcun altro di faziosità o di secondi fini, deve dimostrarlo, nelle sedi competenti, se gli creasse un danno, e comunque al di fuori di questo sito. Noi non siamo giudici e la moderazione non interviene riguardo tutti i pareri degli utenti che, invece, consideriamo legittimi fino a prova contraria. B) Il regolamento lo conosciamo e lo applichiamo, e, in nessuna parte di esso, c'è scritto che si debbano censurare le opinioni. Inutile, quindi, continuare a segnalare sempre gli stessi utenti riguardo presunte contravvenzioni, spacciando una propria volontà come statutaria. C) Credo sia probabile che ci si sia dimenticati del fatto che fare pressione perché i thread che discutono di cloni siano chiusi, sia inutile. I thread si chiudono e gli utenti si estromettono solo secondo il parere dello staff, e questi non agisce spinto dai pettegolezzi. Spero sia chiaro. Grazie dell'attenzione