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  1. di Stefano Caliciuri A meno di un mese dalla quarta edizione di Vapitaly, le aziende stanno cominciando a scoprire le carte. Non solo novità commerciali ma anche testimonial d’eccezione animeranno la tre giorni fieristica veronese, ormai punto di riferimento del vaping europeo. Andrea Pucci, comico milanese noto per le partecipazioni tra gli altri ai programmi televisivi Colorado, Maurizio Costanzo Show e Quelli che il calcio in virtù della sua “fede” interista, sarà presente nella giornata di domenica 20 presso lo stand di Puff. Il cabarettista incontrerà i visitatori e certamente li allieterà con qualche celebre sketch del suo ampio repertorio. Vapitaly si terrà a VeronaFiere da sabato 19 a lunedì 21 maggio dalle 10 alle 18. L’ingresso in quest’ultima giornata è riservato agli operatori di settore. Alla manifestazione possono entrare tutti i visitatori maggiorenni che hanno preventivamente richiesto il pass gratuito compilando l’apposito form sul sito dell’organizzazione. L'articolo Andrea Pucci, dal Maurizio Costanzo Show al Vapitaly sembra essere il primo su Sigmagazine. Articolo importato automaticamente da Sigmagazine
  2. di Barbara Mennitti La prestigiosa Duke University di Durham, città della Carolina del Nord negli Stati Uniti, dichiara guerra alle sigarette. Lo ha annunciato il presidente della stessa università, Vincent Price, in una lettera agli studenti ai docenti e a tutto lo staff del campus. Nelle intenzioni il fumo diventerà off-limits in tutta la Duke University dal 1 luglio del 2020, ma le misure per raggiungere l’obiettivo partiranno molto prima. Già dal prossimo 1 luglio, per esempio, tutti i negozi all’interno del campus smetteranno di vendere sigarette e tabacco. Attenzione, però, perché Price fa una differenziazione importante: in base alla nuova politica, sarà infatti consentito l’uso della sigaretta elettronica, del tabacco da masticare e di altri strumenti per smettere di fumare contenenti nicotina. Dunque alla Duke University si riconosce apertamente la differenza fra vaping e fumo e si mette il primo fra le alternative meno dannose e gli strumenti per la cessazione. La vicenda è particolarmente suggestiva, perché l’università di Durham deve il suo nome attuale al suo maggiore benefattore, James Buchanan Duke, uno che ha fatto la storia dell’industria americana del tabacco. Negli anni Ottanta del 1800, infatti, successe al padre Washington alla guida dell’industria del tabacco di famiglia e nel 1885 iniziò ad usare la prima macchina per la produzione automatica di sigarette, arrivando a rifornire già cinque anni dopo il 40 per cento del mercato statunitense. Nello stesso anno, riunì sotto il suo controllo i suoi quattro concorrenti nella American Tobacco Company, ottenendo il monopolio americano della vendita di sigarette. Forte di questo successo, all’inizio del secolo scorso sbarcò alla conquista del mercato britannico, ma i produttori inglesi gli diedero del filo da torcere, unendosi nella Imperial Tobacco Company of Great Britain and Ireland. Alla fine della contesa, ognuno si tenne il suo mercato, ma le due grandi compagnie si unirono in una joint venture per controllare il commercio del tabacco nel resto del mondo: la British American Tobacco Company. Ed oggi, nell’università che prende il nome dall’uomo che ha controllato e modellato il commercio del tabacco in tutto il mondo, ci si prepara a proibire completamente il fumo, permettendo invece l’uso della sigaretta elettronica. È proprio il caso di dire, sic transit gloria mundi. L'articolo Duke University: vietato il fumo, sì alle sigarette elettroniche sembra essere il primo su Sigmagazine. Articolo importato automaticamente da Sigmagazine
  3. di Stefano Caliciuri Il Ministero della salute britannico ipotizza un’azione giudiziaria contro Philip Morris. La multinazionale del tabacco ha inviato manifesti alle edicole e shop in Gran Bretagna per pubblicizzare Iqos, il riscaldatore di tabacco. Steve Brine, ministro della salute, ha così spiegato al Telegraph: “È assolutamente inaccettabile che le organizzazioni promuovano prodotti del tabacco. Il fumo uccide ed è per questo che abbiamo regole chiare e rigorose che proteggono le persone dai suoi effetti nocivi”. Secondo il ministro, l’apparecchio di Philip Morris è da considerarsi come un prodotto del tabacco e dunque dovrebbe sottostare ai vincoli e alle limitazioni previste dalla legge. Peter Nixon, amministratore delegato di Pmi Uk, ha invece sostenuto che i poster pubblicizzano il riscaldatore, non il tabacco, quindi non sono da considerarsi vietati. L'articolo Regno Unito contro Philip Morris: “Violato divieto pubblicità” sembra essere il primo su Sigmagazine. Articolo importato automaticamente da Sigmagazine
  4. di Pierluigi Mennitti Germania – Calo introiti da tasse sul tabacco, i vapers temono il cattivo esempio italiano Il buon andamento dell’economia rende felice il fisco tedesco che, anno dopo anno, registra numeri da record. Una delle poche voci negative è invece quella degli introiti dal tabacco. Per il nuovo ministro delle Finanze, Olaf Scholz, si porrà presto il problema di come rimediare e il mondo dei Dampfer tedeschi teme che l’occhio del Finanzamt possa rivolgersi sul loro settore, come avvenuto in Italia, esempio negativo esplicitamente citato da Egarage, la rivista online del vaping in Germania. L’esempio italiano può fare scuola, scrive il magazine, anche a costo di tacere sugli aspetti della salute e sull’opportunità che la sigaretta elettronica offre a tanti fumatori di abbandonare per sempre il tabacco. Per ora non vi sono tuttavia indizi in tal senso. L’unica notizia certa è che nel primo trimestre del 2018 gli introiti fiscali da vendita di sigarette sono calati del 5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, a fronte di un calo di vendite del 7%. Stati Uniti – Studio, benefici del vaping molto superiori ai rischi: 3,3 mln persone possono essere salvate I benefici del vaping come metodo per smettere di fumare sono di gran lunga superiori ai rischi connessi alla possibilità che i giovani passino dalla sigaretta elettronica a quella tradizionale. Lo rivela un nuovo studio pubblicato sul Nicotine & Tobacco Research, firmato dai professori Kenneth E. Warner e David Mendez. La ricerca ipotizza anche, sulla base di simulazioni, che l’utilizzo della sigaretta elettronica possa salvare la vita di 3,3 milioni di persone entro il 2070. Nella sezione dedicata alle patologie causate dal fumo del sito Futurity che raccoglie opinioni e ricerche dalle migliori università americane,uno degli autori, Kenneth Warner (che è stato preside dell’University of Michigan School of Public Health) ha aggiunto che “lo studio non dirà una volta per tutte la parola definitiva sull’argomento ma offre risultati sulla base delle più aggiornate informazioni sulla materia”. Francia – On line il sito che accompagna i tabaccai nell’universo dello svapo Grandi movimenti sono in corso in Francia nel mondo del tabacco. Il progressivo passaggio dei consumatori dal fumo allo svapo e l’azione decisa del governo contro il tabacco con l’aumento progressivo delle sigarette hanno già da qualche tempo messo in allarme la reattiva federazione dei tabaccai d’Oltralpe che vuole spingere con decisione i suoi associati a entrare nell’universo del vaping. E così, nonostante preoccupazioni e critiche espresse dagli operatori del settore del vaping francese, la federazione ha avviato la prima iniziativa in merito: il sito “Buraliste de la Vape”, un programma di accompagnamento per i tabaccai che vogliono orientarsi nel mondo del vaping. Su Sigmagazine maggiori dettagli sull’iniziativa. Stati Uniti – Philip Morris, il tabacco del futuro solo attraverso i riscaldatori Un futuro senza fumo? È quello che promette di immaginare il gigante del tabacco Philip Morris. Ma di sicuro non un futuro senza tabacco, visto che il gigante del settore punta molte carte sul suo nuovo prodotto di riscaldatore del tabacco, secondo i dati forniti dalla stessa azienda ormai adottato da oltre un milione di consumatori. Galles – Si riapre la caccia agli aromi dolci: attirano i giovanissimi Prosegue la campagna intimidatoria sul pericolo che i giovanissimi si avvicinino al fumo attraverso la sigaretta elettronica. Nonostante gli studi scientifici abbiano relativizzato molto questo timore (l’ultimo, realizzato da Riccardo Polosa e Konstantinos Farsalinos, è stato illustrato su Sigmagazine), il dibattito prosegue sui media (questa settimana è stato il turno della stampa belga) e tra alcuni operatori del settore medico che propongono provvedimenti restrittivi sui prodotti del vaping. Capita così che, nonostante la Gran Bretagna sia il paese più all’avanguardia nella diffusione dell’ecig come metodo anti-fumo, i responsabili sanitari del Galles chiedano a gran voce l’introduzione di un divieto per gli aromi dolci: motivo, neanche a dirlo, il pericolo che attirino i giovanissimi. Stati Uniti – Presto meno nicotina nelle sigarette Se n’era parlato già il mese scorso, ma negli Stati Uniti l’ipotesi procede a passi spediti: diminuire il tasso di nicotina contenuto nelle sigarette. Una misura che punta a rendere i fumatori meno dipendenti dal tabacco. Ma che trova l’ostilità delle multinazionali del settore, già pronte a lanciare una controffensiva giudiziaria. Congo – Divieto di fumo in luoghi pubblici Qualcosa si muove anche in Africa, il continente che assieme all’Asia ha fatto registrare un aumento complessivo del numero dei fumatori. In Congo il Consiglio dei ministri ha approvato una nuova legge anti-tabacco che prevede come misura chiave il divieto di fumare in ogni luogo pubblico. Un passo in avanti che, si spera, produrrà benefici e potrà essere d’esempio ai legislatori di altri Stati africani. Stati Uniti – Elettori Florida voteranno a novembre per vietare vaping in ristoranti È fissato per novembre il voto dei cittadini della Florida per decidere se vietare l’utilizzo della sigaretta elettronica nei ristoranti. La proposta, assieme ad altre su temi anche molto differenti, farà parte del pacchetto scelto da un’apposita commissione che si riunisce ogni venti anni per invitare gli elettori ad approvare o meno cambiamenti alla costituzione dello Stato americano. Per entrare in costituzione, la proposta deve ottenere il 60% dei voti favorevoli. Stati Uniti – New York, legge vieta distribuzione gratuita di ecig ai minori Il governatore di New York Andrew Cuomo ha firmato una legge che proibisce la distribuzione gratuita di sigarette elettroniche ai minorenni. La legge aggiunge un tassello agli sforzi dell’amministrazione cittadina per rendere più difficile l’accesso alle sigarette elettroniche specialmente ai minori. In autunno il Clean Indoor Air Act era stato esteso all’ecig, vietandone l’uso in ristoranti, bar e luoghi di lavoro, nel luglio precedente si era proibito svapare in ogni tipo di scuola, pubblica e privata. Nello Stato dell’Alaska è allo studio una legge per vietare ai minori la vendita di ecig. Italia – Guida al futuro delle fiere del vaping Per chi se lo fosse perso, Sigmagazine ha riproposto sull’edizione online un approfondito articolo pubblicato sul bimestrale cartaceo che delinea le nuove regole per fiere e mostre mercato del vaping. Il settore è oggetto di continue modifiche normative, la guida si offre come un utile strumento per arginare le incertezze degli operatori. L'articolo SVAPOWORLD – Notizie internazionali dal 15 al 21 aprile sembra essere il primo su Sigmagazine. Articolo importato automaticamente da Sigmagazine
  5. di Barbara Mennitti Detto fatto. Sono passate poco più di due settimane dall’intervista al quotidiano Les Echo in cui Philippe Coy, neopresidente della federazione dei tabaccai francesi, dichiarava l’interesse della categoria per il settore delle sigarette elettroniche. “Dobbiamo investire su questo mercato – spiegava Coy – anche se oggi conta solo due milioni di consumatori. Perché sono i fumatori che vanno verso la sigaretta elettronica. Spostarci verso questo nuovo consumo ci permetterà di mantenere i nostri clienti attuali”. Le sue parole avevano suscitato perplessità e sdegno nel settore del vaping, in particolare quando il presidente della Conféderation des Buralistes aveva suggerito di organizzare un “mese del vaping”, patrocinato proprio dai tabaccai d’Oltralpe. Perplessità che però non hanno scoraggiato la conversione dei tabaccai francesi. La confederazione , infatti, ha appena messo online il sito “Buraliste de la Vape”, letteralmente “tabaccaio dello svapo”, definito “un programma di accompagnamento” per tutti i tabaccai che vogliono orientarsi nel mondo del vaping. Unicamente riservato agli iscritti, il sito raccoglie consigli, glossari, video, tutorial e suggerimenti di vario tipo, come riporta Marc Deniger su Vapoteurs. Si possono, inoltre, scaricare e stampare poster e loghi di varie misure da esporre in negozio o sulla propria pagina Facebook con la scritta: “Buraliste de la Vape”. Insomma, i tabaccai francesi si preparano a seguire le orme di quelli italiani, cercando di entrare in un settore inizialmente guardato con scetticismo, se non con aperta ostilità. Servirà ad arginare la diminuzione di vendite di sigarette, dovuta all’aumento dei prezzi voluto dal governo Macron? Staremo a vedere quali saranno le reazioni dei consumatori e degli operatori del settore del vaping francesi. L'articolo Sigaretta elettronica, in Francia ecco i “Tabaccai dello svapo” sembra essere il primo su Sigmagazine. Articolo importato automaticamente da Sigmagazine
  6. di Barbara Mennitti Sono circa 1200 i furti aggravati commessi ogni anno in Nuova Zelanda contro i cosiddetti “convenience store”, cioè quei negozi sempre aperti dove si trova un po’ di tutto, dai prodotti alimentari, ai giornali alle sigarette. E sono proprio queste ultime, secondo le forze dell’ordine, fra i principali moventi di questi furti (oltre al denaro contante, naturalmente), tanto che si parla di reati legati al tabacco. Fra le possibili soluzioni per mettere fine a questi reati, si è addirittura valutato di eliminare del tutto le sigarette da questi punti vendita. Ma QJ Satchell, il titolare dell’azienda produttrice di liquidi NZVapor, ha avuto un’idea migliore. Quella di sostituire in tutti i convenience store le sigarette con prodotti per il vaping. E la sua azienda offre la consegna gratuita a tutti i negozianti che vorranno farlo. Secondo Satchell questa è la soluzione: “Così si offre ai fumatori – ha dichiarato – un’ottima alternativa, che avrebbero comunque dovuto scegliere prima o poi”. Un’alternativa per i fumatori, ma anche per i negozianti che vedrebbero diminuire di gran lunga i furti legati al tabacco. “Al contrario delle aziende del tabacco – chiosa scherzosamente Satchell – noi vogliamo ridurre il danno, non crearlo. Ridurlo per i negozianti, così come per chi combatte contro la dipendenza da nicotina”. L'articolo Sigarette elettroniche per prevenire i furti e i “reati da tabacco” sembra essere il primo su Sigmagazine. Articolo importato automaticamente da Sigmagazine
  7. (tratto da Sigmagazine #7 marzo-aprile 2018) di Mosè Giacomello Le nuove norme introdotte dai recenti emendamenti alle leggi di Stabilità e Bilancio, unitamente alla sentenza della Corte Costituzionale sulla tassazione dei liquidi senza nicotina, avranno impatti non indifferenti anche sugli eventi e le manifestazioni di settore. Con un impatto economico di quasi 5 euro a confezione unitaria, sono destinati a scomparire i “giveaway” di liquidi da inalazione e contemporaneamente si assisterà ad una riduzione della forbice dei prezzi di vendita. Le aziende straniere – produttrici di liquidi con e senza nicotina – che utilizzano le fiere di settore come vetrina per presentarsi al mercato italiano, già erano obbligate ad avere un rappresentante fiscale per vendere i loro prodotti oppure a pagare l’intera imposta al momento dell’importazione. Ma ora è probabile che, al pari dei produttori nazionali, dovranno anche ottenere l’autorizzazione alla vendita al dettaglio, come previsto dal decreto dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Al momento non è dato a sapere se i requisiti richiesti possano essere soddisfatti da tutti gli operatori, ma sicuramente il divieto di ingresso ai minori per gli eventi con vendita, sarà un aiuto agli stessi espositori che vogliano ottenere tale licenza. Questa situazione darà ulteriore impulso verso modelli espositivi che privilegino la promozione dei prodotti a discapito della vendita diretta al pubblico. Vale la pena evidenziare come questa tendenza si fosse già manifestata nelle ultime edizioni di fiere internazionali; la situazione normativa fungerà quindi semplicemente da acceleratore. Altro elemento positivo è la cura dell’immagine di chi espone in fiera. Mentre in altri settori – soprattutto dell’hobbistica – è privilegiata la vendita a discapito dell’immagine, nel settore del vaping vediamo sempre più spesso stand ed aree espositive di alta qualità. Fra chi privilegia l’immagine tout-court e chi la parte spettacolo, buona parte delle aziende usa questi eventi per raccontare la sua storia, la sua crescita ed i suoi obiettivi futuri. Nondimeno, in un mercato a forte evoluzione tecnologica e con limiti sulla pubblicità, le fiere e le manifestazioni di settore rimangono un canale privilegiato di comunicazione verso il mondo retail e gli stessi consumatori. La comunicazione verso i rivenditori è normalmente fatta online – con tutti i limiti delle piattaforme – ed attraverso le reti commerciali di vendita. Non sempre però i distributori riescono a veicolare correttamente il messaggio di ciascun produttore. Anche i consumatori sono informati online, grazie soprattutto agli influencer ma tale informazione è comunque mediata e non diretta. Vediamo quindi quali saranno i possibili modelli espositivi del prossimo futuro. A forte carattere espositivo, le fiere nazionali e internazionali sono la vetrina ideale per le aziende che vogliono affermare il loro brand. Scenografia e spettacolo diventano quindi elementi integranti dell’azienda che si vuole far conoscere o riaffermare la propria leadership. Gli eventi a carattere internazionale vedranno crescere la partecipazione dei produttori di hardware – in particolare cinesi – che, liberi da vincoli legislativi, potranno anche proporre al pubblico le proprie anteprime. Ricordiamo infatti che le prime fiere di settore erano quasi totalmente ad appannaggio dei produttori di liquidi. Essendo punto d’incontro di tutto il settore, le fiere internazionali attirano anche i fornitori di tecnologie e servizi per la produzione. Dal packaging ai componenti, sempre più aziende si rivolgono a queste manifestazioni per proporre i loro prodotti/servizi. La fiera principale di ogni nazione, diventa anche il momento in cui le istituzioni incontrano il settore. Dibattiti e convegni diventano quindi elementi imprescindibili dell’evento stesso. Evergreen di tutti i mondi che coinvolgono gli appassionati – come ad esempio: elettronica, modellistica, collezionismo – sono le mostre mercato, che offrono al visitatore l’opportunità di trovare e provare nuovi prodotti non sempre sono disponibili nel negozio sotto casa. Sono quindi i dettaglianti (compresi gli online) i principali attori di questi eventi, con un contorno variabile di produttori nazionali che si vogliono far conoscere ad un pubblico a cui non arrivano con i canali tradizionali. Gli eventi B2B rappresentano, invece, il modello a valore aggiunto per gli operatori di settore e probabilmente l’area con maggior opportunità di sviluppo. L’incertezza normativa, unita alla forte evoluzione dei modelli di business, contribuisce a creare una domanda di formazione e di incontri con esperti che possano aiutare i retailer a crescere professionalmente. Per le aziende espositrici sono un’opportunità di incontrare un pubblico selezionato di operatori interessati. Completano il panorama gli eventi promossi da piccoli gruppi di aziende o da associazioni di categoria. Tali manifestazioni hanno carattere di fidelizzazione e di promozione delle nuove linee di prodotti, più che di ampliamento della clientela. Esempio di questa tipologia è la fiera dei tabaccai che, nelle sue cinque tappe italiane, riesce però a coinvolgere a malapena il 7 per cento del totale degli operatori del settore di riferimento. La quantità di eventi sarà comunque fortemente legata allo sviluppo del mercato ed al suo modello. Una presenza predominante di tabaccai porterebbe ad una forte contrazione delle manifestazioni in quanto la categoria non è storicamente abituata a questo tipo di eventi. Uno sviluppo del mercato indipendente invece favorirà anche gli eventi di settore, come già avviene per tanti altri mercati. Le fiere e le manifestazioni sono però, nel bene e nel male, lo specchio del settore stesso. Comportamenti negativi (es. illeciti) verranno amplificati se avvengono durante questi eventi. La professionalità e la qualità delle aziende presenti, contribuiranno invece ad aumentare l’immagine positiva di tutto il settore. Se si vuole “esistere” ed essere riconosciuti dalle istituzioni, è importante coinvolgere i decisori e la classe politica almeno negli eventi principali. Far vedere che questo mercato è cresciuto, sia in dimensione che in professionalità, che l’era pioneristica è finita ed ora ci sono aziende e persone qualificate. Le manifestazioni crescono assieme al settore e molte volte ne anticipano le tendenze e le evoluzioni. Ma devono essere sempre più una vetrina del vaping verso il mondo esterno. Anche per attrarre visitatori che non conoscono i prodotti o che ne hanno solo letto casualmente sugli organi di informazione e che non riescono ancora a comprendere quale vantaggio per la salute rappresentino. L'articolo Sigaretta elettronica, come saranno le fiere del futuro sembra essere il primo su Sigmagazine. Articolo importato automaticamente da Sigmagazine
  8. di Pierluigi Mennitti Unione europea – In 5 anni triplicato l’uso dell’ecig per smettere di fumare. Nell’Unione Europea l’uso delle sigarette elettroniche come strumento per smettere di fumare è triplicato tra il 2012 e il 2017. Lo sostiene il rapporto sui consumi pubblicato da Tobacco Control nel British Medical Journal, i cui dettagli ritrovate nell’articolo su Sigmagazine. India – Governo promuove studio per valutare nocività vaping. Nel contorto rapporto che lega molti Stati asiatici con il mondo del vaping un posto di primo piano spetta all’India. Ora il ministero della Salute dello Stato di Rajasthan ha deciso di promuovere una ricerca che dovrà valutare la nocività della sigaretta elettronica. Il ministro in persona ha aggiunto che, se tale nocività sarà provata, il governo metterà mano a una legge per vietare il vaping anche nel Rajasthan. L’uso della sigaretta elettronica è già interdetto in altri cinque Stati indiani: Kerala, Punjab, Karnataka, Mizoram Jammu-Kashmir e Maharashtra. Giova ricordare che l’India è il secondo paese al mondo per consumo di tabacco con 120 milioni di fumatori e 900.000 morti all’anno per sigarette e una spesa pubblica per cure di malattie legate al tabagismo intorno ai 22 miliardi l’anno. Sui fumatori grava l’87% dei 5,3 miliardi di dollari annualmente incassati dallo Stato dall’intero comparto del tabacco. Stati Uniti – Saldo positivo per la salute pubblica con la sigaretta elettronica. Il saldo dell’uso della sigaretta elettronica è largamente positivo per la salute pubblica in termini di anni di vita guadagnati. È quanto emerge da uno studio pubblicato sull’ultimo numero della rivista accademica Nicotine & Tobacco Research Journal, i cui risultati sono illustrati nell’articolo di approfondimento su Sigmagazine. Austria – Multa fino a mille euro per chi fuma in auto con minorenni a bordo Una nuova legge contro il tabacco bilancia in Austria la recente decisione del governo di continuare a consentire il fumo in caffè e bar. Nel mirino gli automobilisti che si accendono una sigaretta quando in auto è a bordo un minorenne. Chi verrà sorpreso dalla polizia, dovrà pagare una multa fino a 1000 euro. La legge scatta il primo maggio. Un simile divieto esiste anche in altri paesi europei, compreso l’Italia, dove esiste una sanzione modulare per chi fuma con a bordo donne incinte o minorenni. Giusto per rammentare, chi fuma in auto in presenza di donne incinte e bambini fino a 12 anni è passibile di una multa tra i 500 ai 5000 euro, in caso di ragazzi tra i 12 e i 17 anni la sanzione oscilla tra i 250 e i 2500 euro. Cifre più alte di quelle che entreranno in vigore in Austria. Francia – Presidente tabaccai insiste, diversifichiamo con l’ecig Prosegue in Francia la campagna del presidente dell’associazione che raggruppa i tabaccai a favore della diversificazione dell’offerta. Con l’aumento dei pacchetti di sigarette e la diminuzione dei fumatori (le prime stime indicano un crollo delle vendite del 20% dall’inizio di marzo), i tabaccai devono ampliare la propria attività aprendo competenze e vendita ai prodotti del vaping, ha ribadito Philippe Coy in un’intervista a Ouest France: “In futuro offriremo ai nostri clienti oltre al tabacco tradizionale nuovi prodotti come i riscaldatori e le sigarette elettroniche”. Australia – Nel Nuovo Galles del Sud vietato svapare in luoghi pubblici Arriva il divieto di svapo in luoghi pubblici anche nello Stato australiano del Nuovo Galles del Sud. I trasgressori saranno sanzionati con un’ammenda fino a 550 dollari australiani. Germania – Radiografia dei fumatori: uomini, poveri e poco istruiti La Germania è lungi dall’essere un esempio in tema di emancipazione dal tabacco. L’ultima ricerca, elaborata dall’Università di Düsseldorf e pubblicata dalla rivista medica Deutschen Ärzteblatt, riferita al 2016 rivela che il 28% dei tedeschi fuma regolarmente sigarette, sigari o pipe. In dettaglio, il 32% degli uomini, il 28% delle donne, il 12% dei teenager e il 35% dei giovani di età compresa fra i 18 e i 25 anni. Solo fra i pensionati la curva dei fumatori torna a scendere. Si fuma più a est che ad ovest, più a nord che a sud. Anche titolo di studio e reddito giocano un ruolo importante: chi non ha titoli di studio fuma il doppio rispetto a chi ha conseguito una laurea universitaria, chi guadagna di meno o si sostiene con sussidi sociali fuma di più rispetto a chi guadagna oltre 5000 euro al mese. Dallo studio dunque nulla di nuovo, solo ennesime conferme: il fumo è soprattutto una consolazione, cara per il portafoglio e per la salute. Zimbabwe – Minori a rischio salute nelle piantagioni di tabacco Salute dei minori a rischio per colpa del tabacco in Zimbabwe. Lo denuncia un rapporto pubblicato da Human Rights Watch, secondo il quale i lavoratori nelle piantagioni di tabacco, tra cui si annoverano molti minorenni oltre agli adulti, vengono esposti a gravi rischi sanitari durante la raccolta del tabacco. Una condizione che tra l’altro viola le norme del diritto dei lavoratori, conclude lo studio. Stati Uniti – Presidenti e tabacco, una lunga scia di fumo alla Casa Bianca L’eccezione fu Ronald Reagan, il presidente conservatore venuto dalla California che smise di fumare dopo che il fratello ebbe un cancro. Ma quella degli inquilini della Casa Bianca è una lunga storia d’amore con il tabacco, dalle pipe di Richard Nixon e Gerald Ford ai sigari economici di Herber Hoover e a quelli di lusso di John F. Kennedy e Bill Clinton, fino alle sigarette di Barack Obama, che poi smise di fumare prima della fine dei suoi mandati. La ripercorre un divertente racconto della rivista francese Weekend. Se invece non ve la cavate con il francese, qui in inglese una guida completa su usi e abusi di alcol, fumo e droga da parte di tutti i presidenti americani, da George Washington a Barack Obama. In attesa del primo presidente svapatore. Repubblica Ceca – Bilancio positivo a un anno dalla legge anti-fumo Indicazioni positive a un anno dall’entrata in vigore della legge contro il tabacco giungono dal ministero della Salute della Repubblica Ceca. Non sono state fornite ancora cifre precise, ma indicazioni riguardo a una diminuzione evidente dei ricoverìi ospedalieri per malattie legate al consumo di tabacco. La piccola repubblica centroeuropea è stata uno degli ultimi Stati a introdurre, appunto dodici mesi fa, una normativa che ha proibito il fumo in bar e ristoranti. L'articolo SVAPOWORLD – Notizie internazionali dall’8 al 14 aprile sembra essere il primo su Sigmagazine. Articolo importato automaticamente da Sigmagazine
  9. Un nuovo studio di Riccardo Polosa e Konstantinos Farsalinos, insieme a Venera Tomaselli dell’Università di Catania, arriva dalle colonne dell’American Journal of Preventive Medicine a mettere ordine in quella che appare, almeno dai media, una nuova emergenza sanitaria negli Usa. Vale a dire l’uso della sigaretta elettronica da parte dei giovanissimi. Un allarme lanciato nel 2016 da un report dell’allora Sugeon General, Vivek Murthy, e che già lo scorso settembre i due medici avevano confutato, dimostrando come la maggioranza dei giovani americani usasse l’ecig in maniera occasionale o sperimentale e fra questi i non fumatori fossero una parte trascurabile che svapava, fra l’altro, liquidi senza nicotina. Oggi Polosa e Farsalinos ritornano sul tema con uno studio intitolato “Frequency of Use and Smoking Status of U.S. Adolescent E-cigaretteUsers in 2015”. Ancora una volta, analizzando i dati del National Youth Tobacco Survey del 2015, emerge come non esista alcuno “emergenza vaping” fra i giovani d’Oltreoceano. “L’uso dell’ecigarette – si legge nelle conclusioni dello studio – è prevalente fra i giovani fumatori o che hanno fumato nei trenta giorni precedenti rispetto a quelli che non hanno mai fumato. Fra questi ultimi l’uso frequente della sigaretta elettronica è molto raro”. L'articolo Polosa e Farsalinos: la sigaretta elettronica non introduce al fumo sembra essere il primo su Sigmagazine. Articolo importato automaticamente da Sigmagazine
  10. C’erano anche una multinazionale del tabacco e la Lega italiana antifumo insieme alle associazioni del vaping all’incontro svoltosi al Ministero della Salute con il sottosegretario uscente Davide Faraone. E proprio la Liaf dirama un comunicato per diffondere la propria posizione a 24 ore dall’incontro. I funzionari del ministero si sarebbero dimostrati ben disposti a “valutare il report con le ultime evidenze scientifiche internazionali presentato dalla Lega Italiana Anti Fumo” e già nelle prossime settimane si impegnerebbero “a condividere insieme a voi un nuovo percorso per una giusta regolamentazione delle sigarette elettroniche”. Il sottosegretario ha spiegato che “nell’attesa di una nuova fase governativa, siamo qui ancora una volta per ascoltare le vostre proposte e cercare insieme di trovare una soluzione che possa essere condivisa anche con l’Istituto Superiore di Sanità” ha affermato Faraone. All’incontro, promosso dall’associazione EIM, erano presenti le sigle associative del settore: Anafe, Anide, Uniecig, Coiv, Anpvu, Vapit e Aise. Oltre la stessa Liaf era presente la multinazionale Fontem Ventures. “Nell’incontro – si legge nel comunicato firmato dalla Liaf – è emersa la disponibilità dei rappresentanti del Ministero, non appena la situazione politica lo consentirà, a procedere ad incontri tecnico scientifici finalizzati all’accertamento sia della riduzione del danno che dei criteri valutativi della qualità dei liquidi utilizzati nello svapo individuando le basi per una normazione efficace dell’ambito produttivo. Altro aspetto è stato il considerare la distribuzione specializzata quale canale isolato dal contesto del fumo tradizionale utile pertanto nell’allontanamento dal tabagismo e soprattutto nell’evitare l’avvicinamento da parte dei più giovani alle sigarette”. Tutti gli stati membri sono stati chiamati al recepimento della normativa europea soprattutto dal punto di vista della sicurezza e qualità dei prodotti con situazioni, quale quella inglese, in cui lo stato ha valorizzato la diffusione dell’utilizzo della sigaretta elettronica. Un esempio dal quale l’Italia potrebbe assumere posizioni almeno di tutela e di favore allo sviluppo e diffusione dello svapo. E’ per questo motivo che, riportando anche la voce stessa delle associazioni, Liaf si augura “che le autorità sanitarie non si ostinino a restare sorde davanti all’intera comunità scientifica internazionale che continua a dimostrare l’efficacia delle sigarette elettroniche nella riduzione del danno derivato dal fumo di sigaretta convenzionale, condannando in questo modo il settore ad un lento ed inesorabile oblio”. L'articolo Sigarette elettroniche, appello Liaf: “Riconoscere evidenze scientifiche” sembra essere il primo su Sigmagazine. Articolo importato automaticamente da Sigmagazine
  11. di Barbara Mennitti “Me la sento di aiutare gli esercenti che si iscrivono a Uniecig”. Coì Vincenzo Sparacino, titolare di Ribilio, lancia la sua proposta durante una live su Facebook. Scondo lui, è necessario ingrossare le fila dell’associazione dei commercianti “per dare forza alle azioni a tutela del settore” che ci si appresta a intraprendere. Naturalmente il pensiero va subito al possibile ricorso contro il decreto direttoriale di Aams per l’autorizzazione alla vendita di prodotti per il vaping, azione di cui si parla da qualche settimana ma per la quale non è ancora stato dato mandato. Sparacino, dunque, si dichiara disponibile a agli esercenti rimborsare il costo della quota associativa a Uniecig (150 euro) con prodotti di valore pari alla quota. E, al contempo, invita chi è già iscritto a fare delle donazioni volontarie all’associazione. “È una mia idea”, specifica Sparacino, sottolineando come la presidente di Uniecig, Antonella Panuzzo, e i membri del direttivo non siano a conoscenza della sua iniziativa. Il titolare di Ribilio esorta anche i negozianti a far iscrivere i vaper all’associazione consumatori, Anpvu, magari offrendo in cambio un piccolo omaggio. Mentre per produttori e distributori l’invito è quello di associarsi a Coiv. Sparacino, inoltre, esorta tutti i negozianti, corner compresi, a presentare la richiesta di autorizzazione alla vendita e, in caso di rifiuto, di impugnare il provvedimento. L'articolo Sparacino (Ribilio) ai negozi: “Iscrivetevi a UniEcig, vi risarcisco in prodotti” sembra essere il primo su Sigmagazine. Articolo importato automaticamente da Sigmagazine
  12. di Barbara Mennitti Si chiama “Passive vaping: a guide for parrots” (Vapore passivo: una guida per pappagalli) il breve cartone animato pubblicato oggi sul canale Youtube del britannico National Centre for Smoking Cessation and Training. Lo short movie – dura appena 4 minuti e 10 secondi – è stato realizzato in partnership con New Nicotine Alliance e sostenuto da Public Health England ed è a dir poco geniale. Protagonisti sono un topolino bianco e un pappagallo femmina, animali domestici di una donna che ha smesso di fumare ed è passata alla sigaretta elettronica. Il topolino è molto stimolato dagli aromi sprigionati dall’ecig della padrona (“Un’idea di vaniglia con finale alla fragola, molto buono!”), mentre la pappagallina si mostra estremamente preoccupata. E il motivo è presto detto: il fondo della sua gabbietta è tappezzato di pagine di giornale che riportano i titoli allarmistici sugli effetti del vaping. Questo espediente dà modo agli autori del video di ripercorrere e di rispondere a tutte le principali campagne denigratorie sulla sigaretta elettronica passate sui media. Dalla possibile pericolosità delle sostanze chimiche contenute nei liquidi e sprigionate dalla loro vaporizzazione, al rischio rappresentato dalla nicotina, ai componenti degli aromi. Per ogni titolo citato con concitazione dal pappagallo, il topolino ha una risposta rassicurante basata su studi e ricerche scientifiche, senza dimenticare di citare le regole introdotte dalla Tpd a tutela dei consumatori. “Si pensa che il vaping sia del 95 per cento meno dannoso del fumo – spiega il piccolo roditore – e non ci sono davvero prove della nocività della inalazione passiva del vapore”. Dopo tutte queste confutazioni, la pappagallina decide offesa di non parlare più con il topo. Proprio come fanno molti oppositori della sigaretta elettronica, quando sono messi alle strette dalle evidenze scientifiche. L'articolo Un cartone animato contro la disinformazione sulla sigaretta elettronica sembra essere il primo su Sigmagazine. Articolo importato automaticamente da Sigmagazine
  13. di Barbara Mennitti L’uso della sigaretta elettronica, anche con liquidi senza nicotina, è efficace e sicura nel breve termine per aiutare a smettere di fumare. Lo afferma uno studio pubblicato ieri su Nicotine & Tobacco Research e condotto da un team tutto italiano, composto da ricercatori dell’Università di Milano, dell’Ospedale Humanitas e coordinato dall’oncologa Ketti Mazzocco. Per verificare l’efficacia dell’ecigarette come sostegno nella cessazione, i ricercatori italiani hanno utilizzato uno studio controllato randomizzato a doppio cieco. In pratica i partecipanti allo studio sono stati divisi in tre gruppi: uno che ha utilizzato l’ecig, un altro un placebo, mentre un terzo fungeva da gruppo di controllo. Il fatto che lo studio fosse a doppio cieco, significa che né i partecipanti, né le persone che raccolgono i dati sanno se ricevono o prescrivono il trattamento in studio, quello placebo o quello di controllo. In questo modo si evita qualsiasi tipo di “suggestione”. Tutti i partecipanti erano fumatori cronici, coinvolti in un programma a lungo termine di screening del tumore al polmone. Mazzocco e il suo gruppo hanno riscontrato che il 25 per cento dei partecipanti che aveva utilizzato la sigaretta elettronica continuava ad astenersi dal fumo dopo tre mesi, a fronte del 10 per cento del gruppo di controllo. Inoltre il gruppo che usava l’ecig registrava un tasso più alto di riduzione del fumo rispetto agli altri due. Dunque, conclude lo studio, “l’uso della sigaretta elettronica comporta tassi di cessazione più alti”. Ma aiuta anche a ridurre drasticamente il numero di sigarette: “l’uso dell’ecig (anche senza nicotina) – continuano gli autori – permette ai fumatori di raggiungere risultati migliori”. A fronte di questi risultati, lo studio suggerisce la possibilità di utilizzare questo strumento come aiuto ai pazienti che vogliono o devono smettere di fumare o ridurre il consumo di tabacco, per aiutali a gestire meglio i cambiamenti del comportamento e gli effetti collaterali. Una conclusione molto importante, visto che, come spiegano gli stessi autori nell’introduzioneal loro studio, né l’Organizzazione mondiale della sanità, né la Food and Drug Administration riconoscono la sigaretta elettronica come uno strumento efficace per la cessazione. L'articolo Ricerca italiana conferma: la sigaretta elettronica efficace contro il fumo sembra essere il primo su Sigmagazine. Articolo importato automaticamente da Sigmagazine
  14. di Stefano Caliciuri Smettere di fumare è l’unica soluzione che permette di abbattere completamente la probabilità di incorrere nei danni provocati dalla combustione di tabacco. Ma come accade per contrastare ogni dipendenza, occorre fornire ai consumatori valide alternative. In questa ottica possono diventare fondamentali le sigarette elettroniche e i riscaldatori di tabacco. È quanto emerso nel corso del diciottesimo congresso nazionale della Società Italiana di Tossicologia che ha chiamato a raccolta medici, scienziati e ricercatori. Il congresso è stato allargato anche ai produttori dei sistemi di nuova generazione perché, come spiega Patrizia Hrelia, presidente di Sitox, “abbiamo voluto invitare i produttori di questi nuovi sistemi da fumo per presentare con onestà, trasparenza e chiarezza scientifica i loro risultati a supporto delle campagne che promuovono i loro prodotti. Abbiamo voluto mettere a confronto tutti i diversi stakeholder che possono essere interessati nella lotta contro il fumo. Quindi per noi coinvolgere le aziende del fumo è stato veramente un atto di coraggio, per discutere apertamente tra tutti gli interessanti questa grandissima problematica”. “Smettere di fumare – ha continuato Biagio Tinghino, past president di Sitox – è importante, ma poter avere degli strumenti che, ad un’esposizione minore a sostanze potenzialmente tossiche e cancerogene associano un danno minore e quindi una minore incidenza di patologie fumo-correlate, è un per noi un traguardo importante da raggiungere nella lotta contro il tabagismo”. Nel corso dei lavori congressuali è intervenuto anche Riccardo Polosa (Università di Catania): “Tutta la comunità scientifica è concorde nel sostenere che smettere di fumare sia la soluzione migliore per eliminare completamente i danni causati dal fumo. Chi non vuole o non è in grado di abbandonare la sigaretta, ha il diritto di essere informato sull’esistenza di alternative meno dannose per la loro salute, come le sigarette elettroniche e i prodotti a tabacco riscaldato. Molti paesi si stanno già muovendo per adottare la cosiddetta politica della riduzione del danno”. L'articolo Incentivare la sigaretta elettronica per combattere i danni da tabagismo sembra essere il primo su Sigmagazine. Articolo importato automaticamente da Sigmagazine
  15. A seguito delle numerose richieste di chiarimenti, l’Agenzia delle dogane e monopoli risponde pubblicamente alle domande più frequenti. Le risposte sono state curate dalla Direzione generale dei Monopoli di Stato. Si evidenzia l’insistenza sul divieto di vendita ai minori dei liquidi senza nicotina nonostante tale divieto non valga per i tabaccai. D1. A quale Ufficio dei monopoli deve essere inoltrata la domanda per richiedere l’autorizzazione? R1. La domanda deve essere inoltrata all’Ufficio dei monopoli competente per la regione in cui è localizzato l’esercizio di vicinato, la farmacia, la parafarmacia. I recapiti dell’Ufficio sono disponibili in questo sito internet nella sezione “Chi siamo / Articolazione uffici / Organigramma periferico – Area monopoli”. D2. Cosa si intende per “valore delle vendite registrate nell’ultimo anno solare dei prodotti da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide, contenenti o meno nicotina, e dei dispositivi meccanici ed elettronici, comprese le parti di ricambio, che ne consentono il consumo”, nonché per “valore delle vendite delle eventuali altre attività dell’esercizio”? R2. Il comma 5-Bis dell’articolo 62-quater del Testo unico delle accise, prevede che per gli esercizi di vicinato “l’attività di vendita” dei prodotti da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide, contenenti o meno nicotina, e dei dispositivi meccanici ed elettronici, comprese le parti di ricambio, che ne consentono il consumo siaprevalente rispetto alle eventuali altre attività dell’esercizio. La prevalenza “dell’attività di vedita”, pertanto, non può che essere riferita “al valore delle vendite”, comprensive di tutte le imposte (imposta sul valore aggiunto, imposta di consumo). In pratica, il valore dell’attività di vendita corrisponde al prezzo complessivo di vendita al pubblico dei beni e servizi oggetto delle due tipologie di attività. Il requisito della prevalenzadeve sussistere in riferimento a ciascun locale autorizzato e ad un anno solare di attività. D3. Come è possibile verificare la conformità dei prodotti a quanto previsto dai commi 6, 7, 8 e 9 dell’articolo 21 del decreto legislativo n. 6/2016? R3. Poiché l’autorizzazione prevista dall’articolo 62-quater, comma 5-bis del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e successive modificazioni (Testo unico delle accise), non abilita alla preparazione e confezionamento dei prodotti liquidi da inalazione, la conformità dei prodotti a quanto stabilito dall’articolo 21 del decreto legislativo 12 gennaio 2016, n. 6, deve essere assicurata dai fabbricanti. In considerazione dellaresponsabilità solidale del soggetto che commercializza i prodotti, prevista in termini generali dal Codice del consumo (decreto legislativo n. 206/2005), il soggetto medesimo è tenuto, come stabilito dal decreto direttoriale 16 marzo 2018, a verificare detta conformità con le modalità ritenute più opportune, compresa l’acquisizione di certificazioni e dichiarazioni rese dai fabbricanti. D4. L’autorizzazione prevista dal decreto direttoriale 16 marzo 2018 può essere riferita a più locali? R4. No. L’autorizzazione deve essere richiesta per ciascun locale (esercizio di vicinato, farmacia, parafarmacia) che effettua l’attività di vendita dei prodotti da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide, contenenti o meno nicotina, anche se gestiti da un’unica ditta individuale o società. Qualora intervenga unavariazione della denominazione della società o della ditta titolare dell’esercizio di vicinato, farmacia o parafarmacia, della sede legale, del numero di partita Iva, del codice fiscale e delle generalità del legale rappresentante, delle generalità delle persone eventualmente delegate alla gestione dell’esercizio, del comune, della via, del numero civico o della località in cui è ubicato l’esercizio, se ne deve dare comunicazione all’Ufficio competente per territorio entro 15 giorni dalla intervenuta variazione. D5. L’autorizzazione prevista dal decreto direttoriale 16 marzo 2018 si riferisce anche ai distributori automatici di prodotti da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide, contenenti o meno nicotina? R5. Poiché l’articolo 62-quater, comma 5-bis, del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e successive modificazioni (Testo unico delle accise), consente la vendita dei prodotti in questione agli esercizi di vicinato, farmacie, parafarmacie, la relativa autorizzazione è riferibile anche ai distributori automatici a condizione che gli stessi siano installati presso i locali autorizzati in modo che siano ordinariamente riconducibili all’attività di quest’ultimi. D6. Prima di ricevere l’autorizzazione prevista dall’articolo 1, comma 1, del decreto direttoriale 16 marzo 2018 bisogna sospendere l’attività? R6. Il comma 1 dell’articolo 1 si riferisce agli esercizi di vicinato, farmacie e parafarmacie che alla data di pubblicazione del decreto direttoriale 16 marzo 2018 già esercitavano l’attività di vendita dei prodotti liquidi da inalazione. Tali esercizi possono proseguire l’attività ma sono tenuti a presentare l’istanza entro trenta giorni dalla sopraindicata data. Il comma 2 dello stesso articolo si riferisce, invece, agli esercizi di vicinato, farmacie e parafarmacie che intendono, in futuro, esercitare la suddetta attività: in tal caso devono ottenere l’autorizzazione prima di iniziarla. D7. La domanda di autorizzazione è soggetta a bollo? R7. Ai sensi del dpr n. 642/1972, le domande della specie sono soggette all’imposta di bollo. D8. Il divieto di vendita ai minori dei prodotti liquidi da inalazione è applicabile anche nei confronti dei prodotti che non contengono nicotina? R8. Il comma 5-bis dell’articolo 62-quater, comma 5-bis, del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e successive modificazioni (Testo unico delle accise) prevede che, ai fini del rilascio dell’autorizzazione degli esercizi di vicinato, farmacie e parafarmacie, alla vendita e all’approvvigionamento “dei prodotti da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide, contenenti o meno nicotina”, deve essere osservato, tra gli altri, il criterio della “effettiva capacità di garantire il rispetto del divieto di vendita ai minori”. Il decreto direttoriale 16 marzo 2018, recando le disposizioni attuative del citato comma 5-bis, non può che riferire il criterio della “effettiva capacità di garantire il rispetto del divieto di vendita ai minori” ai prodotti che sono oggetto di autorizzazione, “contenenti o meno nicotina”. Per evidenti ragioni di ragionevole e uniforme applicazione della legge, tale divieto deve essere osservato anche dagli altri soggetti abilitati alla vendita al pubblico dei prodotti in questione. L'articolo Decreto direttoriale, Aams risponde ai quesiti più frequenti sembra essere il primo su Sigmagazine. Articolo importato automaticamente da Sigmagazine