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  1. di Barbara Mennitti Si terrà a Londra il 13 e il 14 novembre prossimi l’edizione 2018 – la quinta – di Next Generation Nicotine Delivery Conference. Sarà una due giorni incentrata sui trend di mercato dei prodotti di nuova generazione per la somministrazione di nicotina, sulla loro innovazione e anche sulle posizioni della sanità pubblica verso queste novità. Ma il fulcro delle presentazioni e delle sessioni interattive sarà comunque il mercato: cosa vogliono i consumatori dei prodotti alternativi e come soddisfare le loro esigenze, attraendo una clientela sempre più numerosa. La conferenza è dunque rivolta soprattutto agli attori del mercato: l’industria che produce sia hardware che liquidi da inalazione, in senso stretto e in senso lato. Fra gli sponsor si trovano infatti molte aziende del mondo del vaping e aziende tecnologiche, mentre fra i media partner si riscontrano, fra gli altri, nomi noti come l’osservatorio ECigIntelligence, il magazine francese PGVG e la nostra rivista Sigmagazine. Ad oggi sono previsti ventinove speaker, che vanno dai dirigenti di aziende come Chubby Gorilla, Element E-liquid e Nicopure a John Dunne di UKVIA (l’associazione che riunisce l’industria del vaping del Regno Unito), passando per numerosi analisti di mercato, produttori di Cbd e Alexander Nussbaum, il direttore del dipartimento Scientific & medical affairs di Philip Morris Germania. Scorrendo il programma, si nota che particolare attenzione è riservata ai mercati americano ed europeo. Per il primo si cerca di tracciare quale sarà lo scenario per i prossimi dodici mesi, spiegando al contempo cosa devono fare le aziende produttrici per assicurarsi la sopravvivenza e quali sono le richieste della Food and Drug Administration. Per l’Europa, invece, l’attenzione è rivolta alle trasformazioni del mercato della vendita al dettaglio: qual è la situazione nelle diverse aree geografiche del Continente, quali sono le preferenze e le aspettative dei consumatori, quali sono le limitazioni e le opportunità per attuare strategie di marketing vincenti e come “sopravvivere” alla disinformazione sul prodotto. Approfondimenti anche per il mercato dei prodotti a base di Cbd, ormai in rapido sviluppo sia in Europa che negli Usa, e per i sali di nicotina e la possibilità o meno di replicare il successo americano in Europa, dove la Tpd pone il limite dei 20mg/ml di nicotina nei liquidi da inalazione. La conferenza si terrà presso l’hotel Park Plaza London Riverbank. L'articolo Sigarette elettroniche, prospettive e trend di mercato per il futuro del settore sembra essere il primo su Sigmagazine. Articolo importato automaticamente da Sigmagazine
  2. di Stefano Caliciuri Medici e consumatori spagnoli uniti nella diffusione del vaping come migliore strumento per smettere di fumare. In occasione del primo congresso scientifico sulla riduzione del danno da fumo, le associazioni Move e Anesvap (rispettivamente medici e consumatori) hanno redatto un documento di sintesi al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica e il governo a combattere il tabagismo attraverso lil sostegno della sigaretta elettronica. “I prodotti alternativi senza combustione – scrive Carmen Escrig, biologa, coordinatrice di Move – non sono solo un’alternativa meno dannosa al tabacco convenzionale (95% secondo il Ministero della Salute del Regno Unito e più esperti), ma anche che hanno il potenziale per dare un colpo definitivo se prendiamo quei fumatori che non sono riusciti ad abbandonare il loro consumo per passare a queste nuove alternative. A titolo di esempio, i tassi di fumo in paesi come il Regno Unito o gli Stati Uniti, da quando è stato consolidato lo svapo, sono drasticamente diminuiti. Tenuto conto di questa realtà e che riflette le conclusioni della conferenza, un gruppo pionieristico di medici, di esperti di salute pubblica e docenti universitari hanno lavorato ad un manifesto per ridurre i danni da fumo in Spagna chiedendo apertamente e chiaramente un’innovazione necessaria a politiche di controllo che integra la riduzione del danno come uno strumento aggiuntivo. L’obiettivo è abbandonare il vecchio approccio ‘smettere o morire’ ma concentrarsi su ‘smettere o provare’ destinato a coloro i quali le politiche tradizionali non sono servite a nulla. Mentre i nuovi prodotti sono sicuri, la riduzione del danno nei fumatori che sono passati ad un prodotto di vaping è così grande che ci troviamo di fronte ad un vero e proprio nuovo paradigma. Questa è la grande innovazione sanitaria del XXI secolo – conclude Escrig – nella lotta al tabacco e integrarla efficientemente in tutte le nostre politiche tradizionali è, senza dubbio, la grande sfida che dovremo affrontare“. L'articolo Medici spagnoli: “La sigaretta elettronica è innovazione sanitaria del XXI secolo” sembra essere il primo su Sigmagazine. Articolo importato automaticamente da Sigmagazine
  3. In seguito alla pubblicazione dell’articolo che annuncia la probabile introduzione del divieto di vendita delle sigarette elettroniche a Hong Kong, un lettore che vive nel Paese asiatico ha scritto una appassionata lettera che approfondisce la situazione politica e regolatori sui Device di riduzione del danno. Mi chiamo Ilario, vivo e lavoro a Hong Kong da sette anni. Da due anni sono un vaper appassionato e posso esultare di essermi liberato dalle catene del tabacco combusto. A Hong Kong il vaper di norma vaporizza liquidi non nicotinizzati. Anche per questo la comunità dei consumatori locali è rimasta piuttosto basita del contenuto del discorso del primo ministro Carrie Lang che ha annunciato di voler bannare le sigarette elettroniche, anche considerando che solo pochi mesi prima si era aperta la possibilità di regolare il settore del vaping e dei riscaldatori di tabacco. Quest’ultimo piuttosto popolare localmente soprattutto nella declinazione Iqos, che ha invaso il territorio (complici commercianti senza scrupoli che fondamentalmente importano illegalmente il device e gli heets dai vicini giapponesi, dove invece il riscaldatore è regolato essendo stato il Giappone il Paese pilota). Il grande paradosso è che siamo a un’ora di treno da Shenzhen, la fabbrica del vaping mondiale in termini di volumi di produzione. Sulla carta siamo un unico Paese (One Country, Two Systems) ma tant’è, Hong Kong è una regione amministrativa speciale della Repubblica Popolare Cinese e molto spesso si prendono decisioni specialmente miopi. E mi duole dire inoltre che nulla è valsa l’attività di lobbying di Philip Morris, che qui a Hong Kong ha la sua sede rappresentativa per l’area Asia Pacific: in una situazione di volontà di regolarizzarsi come questa che viviamo a Hong Kong contavamo anche su di loro. Penso che anche in Italia, all’indomani delle novità circa l’emendamento Vicari (che ho seguito con interesse dall’altra parte del mondo), il mondo del vaping italiano avrebbe potuto avere pensieri simili, ovvero di potersi affidare anche al braccio forte delle lobby del tabacco. Paradossalmente anche Philip Morris Italia, direttamente o indirettamente, poteva risultare d’aiuto allo svapo italiano. È certo che Carrie Lam abbia ottenuto forti pressioni dai movimenti locali anti-fumo e anti-tabacco (in primis la Hong Kong Council on Smoking and Health COSH) che da anni lottano per una Hong Kong libera dal giogo del tabacco, ma è palese dal loro manifesto programmatico che non comprendono la distinzione tra un prodotto e l’altro, e rigettano con forza il concetto della riduzione del rischio. A Hong Kong è possibile trovare la lettera inviata dal COSH poco prima che Carrie Lam facesse il discorso. Si fa forte leva sul tema dell’uso dei device da parte dei minorenni. Si notino tutte le organizzazioni e associazioni firmatarie coinvolte: ecco, non c’è che dire se non che questa è attività di lobbying fatta piuttosto bene. È anche da sottolineare il fatto che storicamente Hong Kong per riformare e normare ha l’abitudine di sbirciare le policy dei Paesi vicini, nella fattispecie Singapore e Macao, che guarda caso sono Paesi che hanno reso la sigaretta elettronica semi-illegale. La comunità locale che ha a cuore lo svapo, capitanata da alcune associazioni di categoria (Hong Kong Electronic Cigarette Store Alliance HKVAPEA, Asian Vape Association AVA) e i negozianti (per lo più piccolissime società di partite Iva o Ltd di appassionati), ha attivato una petizione su Change.org nel tentativo di salvare lo svapo a Hong Kong. Una firma in più non fa male alla causa. Un cordiale saluto da una Hong Kong che a breve proibirà l’alternativa al tabacco combusto. L'articolo “Neppure l’aiuto di Philip Morris ha evitato il divieto di vendita delle ecig” sembra essere il primo su Sigmagazine. Articolo importato automaticamente da Sigmagazine
  4. di Fortunato Francia Siamo alle solite: il mese di ottobre è il mese utilizzato dai detrattori per portare avanti un attacco frontale ai voporizzatori personali. È un film già visto molte volte, è una consuetudine; ciclicamente la storia si ripete, le notizie pubblicate, sulla stampa laica, hanno un andamento di tipo sinusoidale: oggi ci troviamo nella curva che sta al di sopra dell’asse delle ascisse, attendiamo con fiducia che si compia il ciclo completo per poi ritornare nel previsto periodo di pace scientifica. Ma oramai i vapers sono abituati, proprio come i microrganismi verso gli antibiotici. Anche loro hanno sviluppato una certa resistenza e sono diventati più forti e meno permeabili alle strumentalizzazioni provacatorie. Nei giorni scorsi è apparsa su tutti i maggiori media italiani uno studio condotto dalla Duke University, secondo cui nel vapore delle sigarette elettroniche ci sarebbe una sostanza tossica sino ad oggi sconosciuta. Se fosse davvero così la scoperta sarebbe meritoria del premio Nobel. Ma vediamo invece nel dettaglio di cosa si tratta. Gli acetali incriminati si formano normalmente a partire da aldeidi e/o chetoni in presenza di alcooli, in ambiente acido attraverso un passaggio intermedio con formazione di emiacetali, (questi sì che sono più difficili da isolare in quanto instabili). Gli aromi, secondo la TPD, devono essere puliti dalle aldeidi, anche se non è escluso che si possano formare per pirolisi durante riscaldamento del liquido: ecco perché la temperatura di vaporizzazione è un parametro che bisogna tenere bene sotto controllo. In ogni caso gli acetali non sono assolutamente nuove molecole e sono ben rappresentati in natura, per esempio nella buccia dell’uva e in parte anche nella polpa. Sono proprio loro che conferiscono al vino stesso il caratteristico profumo. Questi sono detti acetali del vino e dell’uva, mentre quelli che eventualmente si formeranno negli eliquids li chiameremo acetali del PG o degli eliquids; dove sta la novità? Dove sta la scoperta? Teniamo sempre presente che in Europa, le aldeidi e tanti altri composti che non sono indicati in etichetta (perché non presenti) sono sempre riportati nelle analisi (quali-quantitative) delle emissioni degli eliquids e sono a disposizione delle autorità di ogni Stato europeo. Se così non è invece previsto in America, non è un problema italiano, così come è pomposamente strumentalizzato. L’altro problema di cui sempre si parla, cioè l’utilizzo degli eliquids da parte dei minori, si risolve semplicemente adottando un divieto specifico come esiste ormai da anni in tutta Europa. Un’altra affermazione contestabile nello studio statunitense è che gli acetali del PG favorirebbero l’asma. A tal proposito ricordiamo che sono stati pubblicati studi, anche del professor Polosa, proprio sulla non interferenza del vaping in pazienti affetti d’asma bronchiale che anzi questi asmatici potrebbero perfino svapare e non certamente fumare. L’irritazione alla gola di cui si parla, a mio avviso, potrebbe essere causata, più verosimilmente, da un titolo elevato di nicotina o anche dalla scarsa qualità di quest’ultima. Ricordiamo che carbonili, acetali, acroleina (acrilaldeide o propenale), benzopirene, nitrosamine e similari sono argomenti che per chi studia i vaporizzatori e gli eliquids non sono certamente nuovi, ma ben conosciuti e la ricerca applicata nel settore vaping è impegnata quotidianamente a ricercare nuove strategie e sistemi volti a ridurre al massimo il rischio di tossicità dei sistemi di svapo. Per questo motivo parliamo di riduzione del danno e non di azzeramento del danno. Ma quando si dice riduzione del danno, parliamo di un enorme riduzione che si attesta a valori pari al 95% rispetto al fumo di sigaretta. Seppure, in certe condizioni di temperatura e pH e in presenza di alcune molecole (aldeidi, chetoni e alcoli) si dovesse formare un “acetale profumato del PG” durante la nebulizzazione di un eliquids, vi siete mai chiesti quante centinaia o migliaia di acetali e di veleni puzzolenti si formano dalla combustione di una sigaretta? L'articolo Nei vapori delle sigarette elettroniche nessuna componente chimica misteriosa sembra essere il primo su Sigmagazine. Articolo importato automaticamente da Sigmagazine
  5. di Pierluigi Mennitti Germania – Dal rapporto governativo sulle dipendenze primi riconoscimenti per l’ecig Le riviste di settore parlano di svolta, anche se con una certa prudenza. Il rapporto governativo 2017 su droghe e dipendenze contiene novità interessanti sul versante della sigaretta elettronica. Se fino allo scorso anno si indugiava sulla mancanza di analisi e informazioni sugli effetti del vaping sul lungo periodo, quest’anno i rapporto aggiunge una frase che anticipa un cambio di atteggiamento: “C’è tuttavia da ritenere che, a causa della minore quantità di sostanze nocive presenti nella vaporizzazione rispetto al tabacco, la sigaretta elettronica sia meno dannosa“. Il rapporto resta prudente anche sull’efficacia dell’ecig come strumento per ridurre o smettere di fumare, ma riconosce che questa motivazione sia presente in molti fumatori che si avvicinano al vaping. Non siamo certo al deciso posizionamento del mondo britannico, ma qualcosa si muove anche nella lenta e letargica Germania. Tunisia – Il vaping in mano al monopolio di Stato favorisce solo il contrabbando Vi ricorda un’altra storia? Nel momento in cui il mercato tunisino del vaping fiorisce, passando dalla fase embrionale a un business che impegna tanti piccoli commercianti, piomba la legge che assegna all’agenzia di Stato (in Tunisia la RNTA) il monopolio dell’intero mercato. E dal 2014, anno in cui la decisione è stata annunciata, tutto è bloccato, lo Stato non prende decisioni, i ricorsi si arenano nelle maglie dei ritardi burocratici e l’unica cosa che è tornata a fiorire è il contrabbando. La rivista finanziaria Business News ha analizzato lo stato delle cose in un articolo questa settimana, in cui si raccontano sul campo le difficoltà dei singoli commerciati di ecig stretti fra burocrazia e illegalità. Thailandia – I vapers chiedono l’intervento del difensore civico Possedere una sigaretta elettronica in Thailandia può costare dieci anni di prigione e un’ammenda pari a 26mila euro per importazione di oggetto illecito. Dal dicembre 2014 la giunta militare ha vietato la produzione di prodotti del vaping e non sono mancati arresti fra i cittadini. Ora un gruppo di vapers thailandesi, raccoltosi attorno all’associazione End Cigarette Smoke Thailand (ECST) hanno chiesto l’intervento del difensore civico (l’Ombudsman) per provare a mettere un freno alla repressione delle autorità contro lo svapo e a rivedere la legge sul divieto. In diversi Paesi l’Ombudsman svolge un ruolo di mediazione ufficiale fra cittadini e potere pubblico. Germania – Fra gli svapatori prevale l’uso duale Meno del 2% della popolazione al di sopra dei 15 anni utilizza in Germania regolarmente la sigaretta elettronica. Il dato emerge da un monitoraggio della Debra Germania effettuato ormai qualche tempo fa, tra giugno 2016 e novembre 2017, dal quale risulta anche che solo un quarto dei Dampfer (gli svapatori tedeschi) è un utilizzatore unico, cioè non fuma anche tabacco. In Germania il vaping è principalmente consumato nel cosiddetto dual use, in combinazione con sigarette o sigari, hanno specificato i ricercatori. Usa – Per ricercatori della Northwestern University l’ecig non è un diverso tipo di sigaretta Le sigarette elttroniche non devono essere trattate come un diverso tipo di sigarette ma come un prodotto del tutto separato. È la conclusione cui è giunto un gruppo di ricercatori della Northwestern University di Chicago che hanno esaminato differenti studi sull’ecig per comprendere meglio come finora è stato trattato questo nuovo strumento. Una delle differenze principali si ritrova nel nome stesso, vaping – ha detto uno degli autori, Matthew Olonoff – giacché gli utilizzatori svapano un liquido piuttosto che fumare nicotina e tabacco attraverso la combustione. Anche il quantitativo di nicotina può variare, a seconda del dosaggio. Insomma le differenze sono troppe per accomunare svapo e fumo. Lo studio, pubblicato su Nicotine & Tobacco Research e approfondito su Sigmagazine, suggerisce un approccio differente agli studi sul vaping e, seppur senza nominarlo, si ricollega alla proposta di Colin Mendelsohn, di cui abbiamo parlato la scorsa settimana: il nome sigaretta elettronica è fuorviante perché troppo legato alla sigaretta tradizionale, meglio usare il termine vaporizzatore. Francia – Rivista sul vaping in esclusiva nelle tabaccherie: un controsenso? Si chiama “La vape de la carotte”, testualmente più o meno “Lo svapo della carota”, ed è il titolo – che vorrebbe essere ironico e bizzarro – della nuova rivista dedicata completamente al vaping in arrivo nei prossimi giorni nelle tabaccherie francesi. Distribuzione: 250 mila copie. Da tempo i tabaccai francesi vengono sollecitati, principalmente dal loro presidente di categoria, a diversificare i propri prodotti per non morire commercialmente. Naturalmente, legittima la domanda se quello dei tabaccai sia il canale giusto o la novità rappresenti piuttosto un semplice episodio di trasformismo. Usa/Cina – Alla Joyetech rilasciato il primo certificato di sicurezza UL per l’ecig UL, azienda leader globale nella scienza della sicurezza, ha annunciato di aver rilasciato il primo certificato UL 8139 Standard, uno standard di sicurezza che valuta i sistemi elettrici e delle batterie delle sigarette elettroniche. Ad aver ottenuto questo primo certificato è la cinese Joyetech, uno dei principali produttori mondiali di ecig e vaporizzatori in genere. Lo standard in questione è riconosciuto dall’American National Standard Institute e dallo Standard Council of Canada, agenzie votate al controllo della sicurezza dei sistemi elettrici e delle batterie dei device elettronici. Francia – A ottobre e marzo i prossimi scatti di aumento delle sigarette In attesa del prossimo aumento dei pacchetti di sigarette alla fine di questo mese, il governo francese ha annunciato la proroga di un mese dello scatto successivo, previsto originariamente per febbraio 2019 e ora spostato a marzo. Gli aumenti graduali fanno parte del piano antifumo dell’esecutivo, che prevede di portare il costo definitivo di un pacchetto di sigarette a 10 euro entro il 2020. Meno pubblicizzato è anche l’obiettivo di accrescere le entrate fiscali e, tra le tante opzioni possibili, quella di tassare il tabacco è tra le più semplici, dal momento che il fumo non gode certo di una grande pubblicità in questo periodo. Lo scatto di marzo 2019 porterà nelle casse statali francesi ulteriori 25 milioni di euro. Ma secondo i dati forniti nei mesi scorsi dal ministero della Sanità, il rincaro sta contribuendo anche a far diminuire il numero dei fumatori. Birmania – Quasi il 60% dei decessi sono legati all’utilizzo del tabacco È del 59% la percentuale dei decessi che sarebbero legati all’uso del tabacco in Birmania. Lo ha riferito il ministro della Salute del paese asiatico Mynt Htwe, annunciando misure politiche per fronteggiare quella che appare una vera e propria emergenza sanitaria. Il ministero lancerà una campagna nazionale, volta a sensibilizzare i fumatori sui rischi alla salute e adotterà misure per il controllo della vendita di prodotti del tabacco, fra cui il tabacco da masticare, particolarmente diffuso in Birmania. Usa – I venerdì neri in borsa delle multinazionali del tabacco Le prospettive nere per il mondo del tabacco continuano a ripercuotersi sulle quotazioni azionarie delle multinazionali del settore. Non basta la forte presenza nei mercati in via di sviluppo, come Asia e Africa, a compensare il calo – a volte rovinoso – del business nei Paesi più sviluppati (quindi anche con i mercati più ricchi). I media finanziari evidenziano cali di borsa anche in questo avvio di autunno: una settimana fa -4% per BAT (Camel, Dunhill e Lucky Strike), -6% per Imperial Brands (Gauloise, Peter Stuyvesant etDavidoff). Emirati Arabi Uniti – Ecig ufficialmente proibita sui luoghi pubblici Tra le varie libertà che trovano vita difficile nei Paesi arabi, quella di svapare potrebbe essere considerata tra le meno gravi. E tuttavia non è una buona notizia quella che giunge dagli Emirati Arabi Uniti, dove la sigaretta elettronica verrà bandita dai luoghi pubblici. Le autorità di Dubai hanno dichiarato che all’ecig verrà riservato lo stesso trattamento delle sigarette di tabacco. Gran Bretagna – BAT ridimensiona le stime di vendita di prodotti di nuova generazione Il secondo colosso mondiale del tabacco in termini di fatturato, British American Tobacco (BAT), ha reso noto questa settimana di aver ridimensionato i propri obiettivi di vendita per il 2018 dei cosiddetti prodotti di nuova generazione, tra cui sono inclusi i riscaldatori di tabacco e le sigarette elettroniche. Due i motivi del calo, come spiegato all’agenzia di stampa Reuters: un mercato più fiacco del previsto in Giappone e il richiamo di alcuni prodotti dagli Usa. Per quanto riguarda il comparto del vaping, BAT ha limato l’obiettivo annuale a 900 milioni di sterline (equivalenti 1,02 miliardi di euro) rispetto al miliardo di sterline precedentemente stimato. Algeria – Ogni giorno 45 algerini muoiono per malattie legate al fumo Sono 15mila all’anno i decessi in Algeria in seguito a malattie provocate dal fumo, una media di 45 persone al giorno. È il dato emerso nel corso delle celebrazioni della giornata contro il tabacco, organizzata dal centro ospedaliero-universitario de Tizi Ouzou, una moderna struttura sanitaria realizzato alla metà degli anni Ottanta nella regione di Kabylie, nel nord del Paese a est della capitale Algeri. Il fumo è una piaga ancora molto diffusa in Africa. Gabon – Campagna in spiaggia contro il fumo tra i giovanissimi L’associazione Sos Tabagisme Gabon ha organizzato una tappa marinara nell’ambito della quarta edizione della campagna itinerante denominata “Vacanze senza tabacco”. I volontari dell’organizzazione si sono presentati sulla spiaggia di Libreville, hanno discusso con villeggianti e bagnanti sollecitando una maggiore attenzione e responsabilità specie verso il fumo tra i giovanissimi. In Gabon, queste sono settimane di vacanze scolastiche e le località marinare sono piene di famiglie con i figli. Inizia dalla loro tutela la battaglia per ricondurre verso numeri più accettabili il problema del tabagismo in Africa. Austria – Cresce la protesta per il fumo in bar e caffè Cresce la pressione di associazioni e gruppi civili in Austria contro la decisione del governo conservatore di rivedere le norme che avrebbero dovuto proibire il fumo nei caffè e nei bar del Paese. L’Austria è uno degli ultimi Stati europei a consentire le sigarette in luoghi pubblici chiusi come bar e caffè, un’eccezione giustificata con la lunga tradizione di fumo in tali luoghi e con il rischio di perdita di incassi. Il precedente governo di Grande Coalizione (socialisti e conservatori) aveva avviato una serie di misure per giungere gradualmente al divieto totale. Ma i nazionalisti, divenuti componente essenziale del nuovo governo di centrodestra, hanno imposto nel programma la revisione del divieto. Le polemiche però non diminuiscono. L'articolo SVAPOWORLD – Notizie internazionali dal 14 al 20 ottobre sembra essere il primo su Sigmagazine. Articolo importato automaticamente da Sigmagazine
  6. Il punto vendita specializzato in sigarette elettroniche VaperStreet di via Cadorna 41 a Opera (Milano) cerca un/a commesso/a da inserire nel proprio organico. I requisiti richiesti sono: •conoscenza dei prodotti del vaping sia di base che avanzati; •predisposizione al contatto con il pubblico e alla vendita. Il contratto e l’orario settimanale di lavoro è a tempo pieno. Chiunque sia interessato e ritenga di avere conoscenze e doti personali richieste può contattare direttamente il punto vendita oppure mandare una mail all’indirizzo: [email protected] L'articolo OFFRO LAVORO – Negozio sigarette elettroniche di Opera (Mi) cerca commesso/a sembra essere il primo su Sigmagazine. Articolo importato automaticamente da Sigmagazine
  7. di Stefano Caliciuri La Coalizione operatori italiani vaping (Coiv) allarga la propria base associativa con tre nuove aziende aderenti: Ribilio, Vitruviano e Shake N Vape. In questo modo il numero totale delle aziende rappresentate diventano diciassette. “Ribilio ha aderito a Coiv – commenta Vincenzo Sparacino – perchè le parole non bastano. Servono gli sforzi di tutta la filiera far emergere la verità su quanto di buono c’è in questo settore“. Luigi D’Alessandro, fondatore di Vitruviano aggiunge: “Questa è finalmente l’occasione per diventare un settore unito e compatto. La nostra decisione di entrare in Coiv nasce dall’esigenza di veder rappresentata tutta la filiera, essere riconosciuti e trattati come un vero e proprio settore, sperando di essere ascoltati in primis dal governo. In questo momento, così importante per tutti, vogliamo contribuire dando un piccolo aiuto, sostenendo il presidente, nonché amico, Dario Colaianni e tutto il direttivo che, con il loro comportamento sopra le parti e da persone appassionate e professionali, lottano per il settore sin dalla nascita della sigaretta elettronica“. È alla prima esperienza associativa Domenico D’Antoni (Shake’n’Vape): “Per un’azienda giovane come la nostra, l’esigenza di essere ben rappresentati in un momento così delicato per tutto il settore è davvero tanta. Crediamo fortemente che le Istituzioni debbano e possano fare di piu’ per la promozione e lo sviluppo di uno strumento ad alta riduzione del danno come la sigaretta elettronica. In Coiv rappresentata da Colaianni, abbiamo trovato il giusto connubio di valori, idee e programmi che rispecchiano appieno la nostra visione sul futuro dell’intero comparto del vaping“. Il flusso di aziende che intendono aderire a Coiv, secondo quanto dice il presidente Colaianni, è costante. Nei prossimi giorni il numero potrebbe aumentare arrivando a quota venti, un numero importante che potrebbe cominciare a pesare sul fronte della rappresentatività. L'articolo Associazioni sigarette elettroniche, anche Ribilio entra in Coiv sembra essere il primo su Sigmagazine. Articolo importato automaticamente da Sigmagazine
  8. L’associazione Eim scrive una lettera aperta al ministro Salvini, che è riuscito a rappresentare con successo le istanze dell’industria del vaping e a farle inserire nel decreto fiscale. “La possibile chiusura del contenzioso fiscale attuabile oggi nelle more del Decreto Fiscale – scrivono i rappresentanti dell’associazione – ci permette di guardare al futuro garantendo alle nostre aziende e famiglie, ai nostri dipendenti ed alla filiera che trova nelle aziende produttrici italiane il primo gradino, la sopravvivenza”. Ma, sottolineano, si tratta di un primo step: ora bisogna andare avanti, definendo una imposizione fiscale sostenibile e “un sistema di regole condivise con tutte le parti sociali, pertinente alla realtà non solo produttiva e di mercato, ma anche di tutela della salute e della libertà di scelta dei consumatori“. Ecco il testo integrale della lettera di Eim: “Egr. On Matteo Salvini Grazie! Può sembrare semplice e forse lo è anche, ma abbiamo il piacere di poterlo fare consci che la sua attività di governo sia stata essenziale e determinante per la soluzione di un problema grave che ha posto le nostre aziende e conseguentemente il settore della “sigaretta elettronica” in grave rischio. Da quando iniziò la campagna elettorale, quando ancora l’incertezza dell’esito elettorale era grande ci siamo sentiti che riporre fiducia in Lei fosse la scelta migliore. Nel nostro piccolo abbiamo creato e sostenuto con la campagna #iovapoiovoto la sensibilizzazione alle problematiche di un settore che ha vissuto anni difficili vittima di disinformazione, interessi diversi e normative inappropriate. La possibile chiusura del contenzioso fiscale attuabile oggi nelle more del Decreto Fiscale ci permette di guardare al futuro garantendo alle nostre aziende e famiglie, ai nostri dipendenti ed alla filiera che trova nelle aziende produttrici italiane il primo gradino, la sopravvivenza. Sarà certo un sacrificio dovere far fronte agli adempimenti previsti dal versamento di imposte mai incassate ma comprendiamo che questa sia stata l’unica soluzione praticabile. Per questo la ringraziamo e ci auguriamo che l’azione di governo possa procedere con la definizione di un’imposizione fiscale sostenibile e di sviluppo per la “sigaretta elettronica”. Auspichiamo che un sistema di regole condivise con tutte le parti sociali, pertinente alla realtà non solo produttiva e di mercato, ma anche di tutela della salute e della libertà di scelta dei consumatori, diventi presto una realtà concreta. Grazie dunque e buon lavoro.” L'articolo Eim: grazie Salvini, ma ora serve un’imposta sostenibile sembra essere il primo su Sigmagazine. Articolo importato automaticamente da Sigmagazine
  9. di Stefano Caliciuri Con l’approvazione del decreto legge fiscale approvato in Consiglio dei Ministri, le aziende della filiera del vaping che hanno un debito pregresso con il fisco possono chiedere uno sconto del 95 sul totale della somma contestata. La cifra risultante non sarà soggetta né a sanzione né a interessi. Le aziende che intendono avvalersi della pace fiscale devono comunicarne l’intenzione all’Agenzia delle dogane e monopoli entro il 30 aprile 2019 compilando la documentazione che Aams dovrà pubblicare sul sito istituzionale entro il 29 febbraio 2019. Le aziende dovranno inserire nella documentazione il totale di imposta dovuto secondo quanto risulta dalle quindicine con il prospetto dei liquidi venduti. Nel caso di dichiarazione non veritiera, l’aziende perde la possibilità di usufruire dell’agevolazione. La presentazione della dichiarazione sospende per novanta giorni i termini per l’impugnazione dei provvedimenti impositivi e degli atti di riscossione delle imposte di consumo di cui ai comma 1 nonché delle sentenze pronunciate su tali atti. Entro quattro mesi dalla presentazione della domanda, l’azienda otterrà una risposta da Aams con il prospetto di quanto dovuto. L’azienda potrà pagare in una unica soluzione oppure dilazionare sino ad un massimo di centoventi rate mensili. Il mancato pagamento di sei rate, anche non consecutive, determina la decadenza dal beneficio deì pagamento rateale con obbligo di versamento delle somme residue entro sessanta giorni dalla scadenza dell’ultima rata non pagata. L’aspetto più importante del provvedimento, oltre naturalmente all’agevolazione in sé della cifra totale da versare, è senza dubbio il congelamento dei procedimenti tributari e giudiziari in corso. Così facendo, il legislatore ha ridato dignità ad un comparto che dal 2013 è nato dal nulla creando nuova occupazione – ma più spesso reinserendo disoccupati nel circuito produttivo – e un giro d’affari di circa 500 milioni annui. Secondo le tabelle ministeriali, il debito totale delle aziende del vaping ammonta a poco più di 186,5 milioni di euro. Con l’approvazione del Decreto, le aziende possono concordare un versamento agevolato di 9,3 milioni di euro. Una boccata d’ossigeno non indifferente per le aziende di produzione e, a cascata, per l’intera catena distributiva e rete commerciale. L'articolo Aziende sigarette elettroniche, cosa fare per ottenere sconto fiscale sembra essere il primo su Sigmagazine. Articolo importato automaticamente da Sigmagazine
  10. di Stefano Caliciuri Meno 95 per cento. È la cifra inserita nel decreto fiscale a sostegno delle aziende del vaping. Significa che il debito pregresso calcolato sulla base di una imposta messa a preventivo dello Stato deve essere ricalcolato secondo nuovi parametri. Il Decreto fiscale prevede che e aziende debbano pagare il 5 per cento di quanto contestato. “Ci abbiamo messo qualche settimana in più – commenta Matteo Salvini contattato direttamente da Sigmagazine – ma ce l’abbiano fatta. Ogni posto di lavoro, ogni negozio salvato per me è una enorme soddisfazione“. Queste le parole a caldo del vicepremier. Ora è attesa la sfida più grande: ridurre – se non azzerare – l’imposta di consumo sui liquidi a inalazione. Per il momento il primo step parrebbe esser stato concluso: annullare del 95 per cento il debito delle aziende significa garantire la spravvivenza di un centinaio di atività produttive e di circa ciquemile famiglie direttamente coinvolte nei processi di produzione lavorativi. L'articolo Sigarette elettroniche, Matteo Salvini: “Ce l’abbiamo fatta!” sembra essere il primo su Sigmagazine. Articolo importato automaticamente da Sigmagazine
  11. di Barbara Mennitti “Il summit di Ginevra (COP 8 recentemente conclusosi) ha sancito per la sigaretta elettronica un momento epocale legalizzando un suo ambito normativo ben chiaro e distinto dagli altri prodotti del tabacco“. Così, in un comunicato congiunto, le associazioni Anpvu, Coiv, Uniecig e il CoEhar (Centro di ricerca per la riduzione del danno da fumo) commentano i risultati dell’ottava conferenza delle parti della Convenzione quadro per la riduzione del tabacco dell’Oms, conclusosi poco più di una settimana fa. Una serie di sigle che copre un ampio spettro del settore del vaping: consumatori (Anpvu), produttori e distributori (Coiv), negozianti (Uniecig) e centri scientifici. Secondo i firmatari, la scelta dell’Organizzazione mondiale di sanità di non includere la sigaretta elettronica fra i nuovi prodotti del tabacco apre uno scenario di opportunità per i sostenitori della riduzione del danno. Soddisfazione anche per la distinzione netta operata fra ecigarette e riscaldatori di tabacco: “Abbiamo accolto bene – si legge nel comunicato – la decisione dell’OMS di prendere le distanze dai c.d. ‘riscaldatori di tabacco’ chiedendo una maggiore analisi sull’efficacia dello strumento. Mentre le elettroniche sono sotto la lente di ingrandimento dei laboratori scientifici internazionali da anni, i riscaldatori di ultima generazione necessitano ancora di studi specifici e indipendenti e pertanto non dovrebbero essere considerate al pari delle e-cig“. Il comunicato si conclude con un auspicio rivolto alla politica nazionale: “La speranza è che con l’imminente riforma dell’attuale regime fiscale dei liquidi da inalazione promessa dal Governo, possa finalmente aprirsi un fronte di concreta e fattiva collaborazione con le istituzioni sanitarie, come già avvenuto in altri Paesi“. E con un appello a “tutti i consumatori, produttori ed esercenti a sostenere in ogni modo e forma gli obiettivi comuni“. Ecco il testo integrale del comunicato a firma di Carmine Canino (presidente Anpvu), Dario Colaianni (presidente Coiv), Antonella Panuzzo (presidente Uniecig) Riccardo Polosa (direttore CoEhar): “Consapevoli che nei prossimi mesi, a livello mondiale, si giocherà una partita determinante sul destino dei prodotti del vaping, ci sentiamo in dovere di sottolineare alcuni punti salienti per il futuro del nostro amato settore. In primis, ci preme evidenziare l’importanza che ha ormai assunto nella comunità scientifica internazionale il concetto della riduzione del danno, inteso come utilizzo di strumenti alternativi al fumo di sigaretta convenzionale (ad esempio le sigarette elettroniche) capaci di ridurre in maniera esponenziale i danni provocati dalla cattiva abitudine al fumo. Numerose evidenze scientifiche hanno dimostrato che il passaggio dal tabagismo al vapagismo arresta o riduce il danno fumo correlato anche in popolazioni vulnerabili come quelle di fumatori ipertesi, con malattie respiratorie croniche e affetti da schizofrenia. A pochi giorni dalla conclusione a Ginevra del COP8, vogliamo qui commentare la recente presa di posizione dell’OMS che non include la sigaretta elettronica nella lista dei nuovi prodotti del tabacco e rimanda ogni decisione al 2020. Tale scelta, se da un lato costituisce uno “scampato pericolo”, dall’altro rappresenta una nuova opportunità di impegno e determinazione in vista di una decisione finale che dovrà per certo affrontare il dibattito con una visione diversa. D’altra parte non pensiamo che l’OMS avrebbe potuto far bene diversamente trattando allo stesso modo prodotti del tabacco e prodotti liquidi e dovendo differenziare tra vaporizzazione e combustione. Abbiamo accolto bene la decisione dell’OMS di prendere le distanze dai c.d. “riscaldatori di tabacco” chiedendo una maggiore analisi sull’efficacia dello strumento. Mentre le elettroniche sono sotto la lente di ingrandimento dei laboratori scientifici internazionali da anni, i riscaldatori di ultima generazione necessitano ancora di studi specifici e indipendenti e pertanto non dovrebbero essere considerate al pari delle e-cig. Il summit di Ginevra (COP 8 recentemente conclusosi) ha sancito per la sigaretta elettronica un momento epocale legalizzando un suo ambito normativo ben chiaro e distinto dagli altri prodotti del tabacco. Era ora! Molto positivo anche il fatto che non si sia più insistito nell’incaricare l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) a stilare preparare un dossier sulla tossicità dei prodotti da svapo; il taglio che si intendeva dare al dossier era palesemente mirato ad enfatizzare la presenza di sostanze chimiche negli aerosol emessi dalle sigarette elettroniche senza alcun riguardo per la evidente riduzione della tossicità a confronto del fumo di tabacco. In ultimo, ma non per importanza, vogliamo precisare che stiamo attraversando un cambiamento epocale che eliminerà la combustione delle sigarette. Paesi come Francia e Regno Unito, sono baluardo di questa rivoluzione. È indispensabile procedere ad una giusta qualificazione di liquidi e vaporizzatori per conferire loro finalmente la dignità che meritano: prodotti atti alla diminuzione e/o azzeramento del danno procurato dai prodotti del tabacco per tutti coloro che non riescono a raggiungere in altro modo la cessazione del fumo! La speranza è che con l’imminente riforma dell’attuale regime fiscale dei liquidi da inalazione promessa dal Governo, possa finalmente aprirsi un fronte di concreta e fattiva collaborazione con le istituzioni sanitarie, come già avvenuto in altri Paesi. Vogliamo essere pronti, se e quando sarà richiesta, ad offrire tutta la nostra collaborazione, mettendo a disposizione tutti i dati e testimonianze che abbiamo raccolto in questi anni. Permane, con sempre maggior vigore, l’appello a tutti i Consumatori, Produttori ed esercenti a sostenere in ogni modo e forma gli obiettivi comuni“. L'articolo Sigarette elettroniche, dall’OMS una opportunità per la riduzione del danno sembra essere il primo su Sigmagazine. Articolo importato automaticamente da Sigmagazine
  12. di Stefano Caliciuri L’articolo 7 dello schema di decreto Legge fiscale, secondo quanto risulta dall’ultima bozza in via di definizione, contiene lo sconto sul debito delle aziende del vaping. “Definizione agevolata delle imposte di consumo dovute ai sensi dell’articolo 62-quater, commi I e I-bis, del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504“, così appare sul documento in visione al governo. Al momento però le frizioni sono molte, soprattutto sul versante del Movimento Cinque Stelle che vedrebbe, questa come alcune altre disposizioni contenuto nel documento, non un aiuto all’impresa ma un vero e proprio condono. Secondo la relazione tecnica di accompagnamento all’articolo, nel quinquennio 2014-2018 l’imposta totale che avrebbe dovuto essere versata all’erario è di 205.088.437 euro. Nelle casse statali sono arrivati invece soltanto 18.520.292 euro, significa cioè che il debito totale delle aziende ammonta a 186.568.145 euro. Con il dispositivo previsto si introdurrebbe uno sconto del 95 per cento, senza interessi o sanzioni, che consentirebbe alle aziende di pagare 9.328.408 euro. Ecco nel dettaglio il contenuto dell’articolo riguardante le aziende del vaping: E’ ammessa la definizione agevolata dei debiti tributari, per i quali non sia ancora intervenuta sentenza passata in giudicato, maturati fino al 31 dicembre 2018 a titolo di imposta di consumo, ai sensi dell’articolo 62-quater, commi 1 e 1-bis, del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, con il versamento, da parte del soggetto obbligato, di un importo pari al 5 per cento degli importi dovuti, con le modalità stabilite nel presente articolo. Non sono dovuti gli interessi e le sanzioni. Ai fini della definizione di cui al comma 1, il soggetto obbligato manifesta all’Agenzia delle dogane e dei monopoli la volontà di avvalersene, facendo pervenire all’Agenzia stessa, entro il 30 aprile 2019, apposita dichiarazione con le modalità e in conformità alla modulistica che l’Agenzia medesima pubblica sul proprio sito internet istituzionale entro il 28 febbraio 2019. Ove la data di pubblicazione delle modalità e della modulistica da parte dell’Agenzia stessa sia successiva al 28 febbraio 2019, la dichiarazione deve pervenire all’Agenzia entro sessanta giorni dalia suddetta data di pubblicazione. I termini indicati per la presentazione della dichiarazione sono perentori. 3. Nella dichiarazione deve essere indicato l’ammontare dell’imposta dovuta ai sensi dell’articolo 62-qtater, commi 1 e l-bis, del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504. Qualora il soggetto obbligato non abbia ottemperato, in tutto o in parte, agli adempimenti di cui all’articolo 6, comma 7, del decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze 29 dicembre 2014,la dichiarazione stessa dovrà essere corredata dei prospetti riepilogativi previsti dal citato articolo. Il soggetto obbligato deve altresì dichiarare che i dati indicati nei prospetti riepilogativi sono conformi a quelli risultanti dalla documentazione contabile tenuta dal soggetto obbligato stesso. 4. La presentazione della dichiarazione sospende per novanta giorni i termini per l’impugnazione dei provvedimenti impositivi e degli atti di riscossione delle imposte di consumo di cui ai comma 1 nonché delle sentenze pronunciate su tali atti. Nel caso in cui i provvedimenti impositivi e gli atti di riscossione siano stati oggetto di impugnazione innanzi alla giurisdizione tributaria il processo è sospeso a domanda della parte diversa dall’Amministrazione finanziaria., fino al perfezionamento della definizione di cui al comma 1. 5. La definizione agevolata perde di efficacia, qualora l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, entro il termine di prescrizione delle imposte di cui al comma 1, accerti 1a non veridicità dei dati comunicati con la dichiarazione di cui al comma 2. La definizione di cui al comma 1 si perfeziona con il pagamento, entro sessanta giomi dalla comunicazione, dell’inttero importo comunicato dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli ai sensi del comma 6, ovvero della prima rata, in caso di pagamento rateale. 6. Entro centoventi giorni dalla ricezione della dichiarazione di cui al comma 2, l’Agenzia delle dogane e dei monopoli comunica al soggetto obbligato l’ammontare complessivo delle somme dovute ai fini della definizione agevolata di cui al comma 1. 7. L’ammontare complessivo delle somme dovute comunicato dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli, ovvero della prima rata in caso di pagamento rateale, è versato dal soggetto obbligato entro sessanta giorni dalla data della comunicazione dell’Agenzia stessa. 8. Nella dichiarazione, il soggetto obbligato può esprimere la volontà di effettuare il pagamento, in forma rateale mensile, delle somme dovute, per un massimo di centoventi rate mensili, previa prestazione di una garanzia, ai sensi dell’articolo I della legge l0 giugno 1982, n. 348, a copertura di sei mensilità. Il mancato pagamento di sei rate, anche non consecutive, determina la decadenza dal beneficio deì pagamento rateale con obbligo di versamento delle somme residue entro sessanta giorni dalla scadenza dell’ultima rata non pagata. L'articolo Sigarette elettroniche, ecco il testo salva-aziende al vaglio del governo sembra essere il primo su Sigmagazine. Articolo importato automaticamente da Sigmagazine
  13. In considerazione delle numerose richieste di informazioni che stanno arrivando alla nostra redazione, si informa che il credito di imposta sugli investimenti pubblicitari incrementali può essere richiesto da tutte le aziende, a prescindere dal settore merceologico e attività di appartenenza. Quindi, anche le aziende di produzione di liquidi e aromi per sigarette elettroniche, esercizi commerciali specializzati in vaping, piattaforme di vendita online, società di importazione e distribuzione dei prodotti del vaping. Il credito d’imposta è pari al 75% dell’investimento totale (il 90% nel caso di PMI o start up). Il modello di “comunicazione telematica” e le relative istruzioni per la compilazione sono reperibili sul sito internet del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri e sul sito internet dell’Agenzia delle entrate. Il credito d’imposta è riconosciuto soltanto per gli investimenti pubblicitari incrementali effettuati sulle emittenti radiofoniche e televisive locali, analogiche o digitali, iscritte presso il Registro degli operatori di comunicazione, ovvero su giornali quotidiani e periodici, nazionali e locali, in edizione cartacea o digitale, iscritti presso il competente Tribunale, ovvero presso il menzionato Registro degli operatori di comunicazione e dotati in ogni caso della figura del direttore responsabile. Nel caso di richiesta per gli investimenti effettuati su Sigmagazine, il numero di registrazione della testata giornalistica presso il Tribunale di Roma al numero è 234/2015 mentre il numero di registrazione al Registro Operatori della Comunicazione è 29956/2017. Non sono pertanto ammesse al credito d’imposta le spese sostenute per altre forme di pubblicità (come ad esempio, a titolo esemplificativo e non esaustivo: grafica pubblicitaria su cartelloni fisici, volantini cartacei periodici, pubblicità su cartellonistica, pubblicità su vetture o apparecchiature, pubblicità mediante affissioni e display, pubblicità su schermi di sale cinematografiche, pubblicità tramite social o piattaforme online, banner pubblicitari su portali online, ecc…). L’agevolazione è riconosciuta per gli investimenti pubblicitari il cui valore superi almeno dell’1% gli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione nell’anno precedente. Per “analoghi investimenti” sugli “stessi mezzi di informazione”, si intende investimenti sullo stesso “canale informativo”, cioè sulle radio e televisioni locali analogiche o digitali, da una parte, oppure sulla stampa cartacea ed online, dall’altra, e non sulla singola emittente o sul singolo giornale. La scadenza per richiedere il credito d’imposta per l’anno 2017 è il 22 ottobre; la scadenza per chiedere il credito d’imposta per il 2018 è il 30 gennaio 2019. L'articolo Aziende del vaping e credito d’imposta investimenti pubblicitari: moduli e scadenze sembra essere il primo su Sigmagazine. Articolo importato automaticamente da Sigmagazine
  14. (tratto da Sigmagazine #10 settembre-ottobre 2018) di Stefano Caldarone Il mercato dei liquidi per vaporizzatori personali è in continua evoluzione e il settore è costantemente soggetto a una grande spinta all’innovazione. Come spesso avviene nei settori commerciali “giovani”, anche in questo campo l’evoluzione di prodotto solo in parte avviene per rispondere alle esigenze espresse dai consumatori; in molti casi, infatti, sono le aziende ad influenzare le scelte di consumo mediante opportune strategie di marketing, l’utilizzo di piattaforme social e la collaborazione (promozionale o produttiva) con noti influencer del settore. Già solo cinque anni fa, il mercato dei liquidi pronti per ecig era dominato da aromi tabaccosi e fruttati semplici, con rare incursioni nel campo degli aromi dolci e cremosi. Poi cominciarono ad arrivare sul mercato italiano i liquidi cremosi di produzione americana, che hanno immediatamente fatto breccia nel cuore dei consumatori nostrani per la loro spiccata dolcezza e burrosità (spesso ottenuta grazie all’utilizzo di ingenti quantità di diacetile). Ancora oggi, il primato dei liquidi cremosi nelle preferenze dei vapers italiani è granitico, anche se il mercato si è dovuto adattare a numerosi cambiamenti importanti, primo fra tutti la progressiva riduzione, che in molti casi è arrivata all’azzeramento totale, dell’uso del diacetile nei prodotti da svapo; seguita nel tempo dalle importanti restrizioni imposte dalla Tpd e dalla legge italiana anche ai prodotti di provenienza estera. Seppure con un certo ritardo, le aziende italiane – peraltro favorite dal protezionismo europeo indirettamente garantito dalle stringenti norme della Tpd – hanno investito molto nella produzione di eccellenti liquidi cremosi, concentrando la propria ricerca soprattutto sull’ottenimento di una elevata burrosità di gusto senza l’utilizzo di diacetile; anche se, ad oggi, sono ancora pochi (non più di un paio) i marchi italiani che possono orgogliosamente annoverare nel proprio portfolio liquidi cremosi veramente burrosi. Si è assistito inoltre, da parte dei produttori italiani, ad un progressivo riappropriarsi delle tradizioni dolciarie nostrane: gli americani e i francesi hanno infatti dimostrato nel tempo di avere un’idea molto approssimativa del gusto di dolci a noi molto familiari, come cannoli, cassate e babà. L’utilizzo di estratti dei limoni campani e siciliani ha dato luogo ad un fiorire – ma si potrebbe parlare di inflazione – di torte e creme al limone; e le nostre eccellenti nocciole hanno dato vita, sebbene con risultati altalenanti, a numerose varianti di creme al cioccolato e gianduia. Nel frattempo, il mercato ha assistito ad un progressivo declino dei gusti fruttati semplici. Sebbene ancora oggi ci siano vapers affezionati ad un particolare liquido alla fragola o alla mela verde, in questo campo c’è stata una evidente frattura con la tradizione: i produttori hanno iniziato una corsa agli abbinamenti originali, caratterizzati da studiati contrasti aromatici ottenuti anche grazie all’utilizzo di frutti inusuali. Soprattutto negli ultimi tempi, spesso in occasione dell’arrivo della stagione estiva, il campo dei fruttati è stato in parte invaso anche da liquidi che tentano di ricreare bevande gassate o alcooliche: diverse aziende hanno infatti offerto le proprie versioni di limonate, aranciate, spritz, ginger ale ed altre note bevande. Per quanto tali prodotti abbiano avuto un discreto successo, sembra che rappresentino, più che un punto d’arrivo, una fase di transizione, un tentativo di mantenere attivo un settore, quello dei fruttati, che potenzialmente ha ancora molto da dare, ma è attualmente ostaggio dei (peraltro ottimi) fruttati mentolati di stampo malese. Senz’altro questi ultimi hanno costituito una delle più grandi innovazioni nel campo dei liquidi; e, per quanto l’idea originale non sia certo nostrana, si può ben dire che il mercato italiano ed europeo si è alla fine attivato per soddisfare le esigenze di una clientela che evidentemente apprezzava questo tipo di prodotti. Lo sforzo creativo delle aziende italiane però è stato teso soprattutto ad una reinterpretazione dei canonici liquidi malesi, con componenti fresche non eccessivamente glaciali e componenti fruttate più delicate ed armoniose. Che questa scelta produttiva sia vincente o meno, solo il tempo potrà dirlo; ma è fuori di dubbio che una parte dei consumatori ricerca e apprezza specificamente i sapori più intensi e “sopra le righe” degli originali malesi. Una possibile evoluzione del mercato dei fruttati potrebbe andare nella direzione di creare abbinamenti inusuali, utilizzando anche frutti esotici e sconosciuti da noi, ma sempre ricreando un’armonia di gusto che non spiazzi il consumatore: tentativi in questo senso ce ne sono già stati, ma spesso il risultato è stato tanto originale quanto poco comprensibile per un palato poco allenato. Alternativamente, la ricerca di laboratorio potrebbe puntare alla creazione di molecole aromatiche complesse che si distanzino completamente dai frutti originali: invece che perseverare nello sforzo di ottenere molecole dal gusto sempre più fedele ai frutti, si potrebbe tentare di creare qualcosa di completamente nuovo, che non possa essere mentalmente associato ad uno specifico frutto, ma che dia comunque una sensazione fruttata. Tornando al passato recente, forse le innovazioni più profonde si sono avute nel campo dei tabaccosi: non di quelli sintetici, che continuano a vivere e prosperare sugli allori di un glorioso passato, ma soprattutto di quelli organici. Gli estratti naturali di tabacco, inizialmente riservati ad un’utenza più esperta e smaliziata, sono ormai da anni alla portata anche dei vapers meno navigati (a patto che sappiano utilizzare correttamente atomizzatori rigenerabili). Numerose aziende hanno proposto inizialmente estratti mono-aromatici, derivati da una singola varietà di tabacco; per poi spostarsi su blend più o meno in linea con la tradizione del “fumo lento”. Ultimamente, il settore si muove in due direzioni diverse: da un lato, alcuni produttori hanno realizzato estratti di tabacchi rari, talvolta tanto rari da non permettere una produzione di massa, ma solo una commercializzazione limitata a poche confezioni “premium”. Dall’altro, i produttori si sono interessati sempre di più ai tabacchi aromatizzati, amalgamando sapientemente gli estratti di tabacco con componenti fruttate, o con ricette cremose, creando dei mix talvolta sorprendenti. L’idea iniziale probabilmente era quella di ricreare, in uno stesso liquido da svapo, la sensazione che si proverebbe assaporando contemporaneamente un buon tabacco e un alimento o un liquore ben abbinato; ma con il tempo la sperimentazione ha portato a ricette complicate e sfaccettate, in cui il tabacco spesso assume un ruolo marginale. Per quanto queste soluzioni abbiano fatto storcere il naso a più di un purista, l’originalità di queste creazioni ha conquistato il mercato, anche grazie alla capacità che hanno questi liquidi, rispetto ai tabaccosi puri, di essere svapabili più a lungo, senza affaticare troppo le papille gustative e senza incrostare eccessivamente le resistenze. Senza dubbio le aziende produttrici continueranno ancora a spingersi avanti lungo questa strada, ricercando abbinamenti sempre più originali tra particolari tabacchi, frutta, creme e liquori. Rimangono oggi solo pochi settori ancora scarsamente esplorati dal mercato: per esempio, i cremosi freschi, caratterizzati da una ricetta cremosa abbinata ad una componente leggermente balsamica, come menta verde, menta piperita e liquirizia; e i tabaccosi mentolati, in cui un estratto naturale di tabacco (o un blend di tabacchi) viene alleggerito da una ben distinguibile aggiunta di mentolo. Sono invero pochissimi gli esempi di liquidi che si sono avventurati in questo territorio e – visti i risultati – si può forse comprendere il motivo per cui i produttori non si affannano più di tanto ad esplorare questi particolari abbinamenti aromatici. L'articolo Sigarette elettroniche, alla ricerca dell’armonia perfetta sembra essere il primo su Sigmagazine. Articolo importato automaticamente da Sigmagazine
  15. di Stefano Caliciuri Importante indiscrezione de Il Sole 24 Ore in edicola oggi. Secondo la testata di Confindustria, nel decreto fiscale al vaglio del governo sarebbe presente la norma salva-aziende del vaping. Secondo quanto scritto da Marco Mobili e Giovanni Parente “nel cantiere del Decreto fiscale dato in arrivo al Cdm di lunedì avrebbe trovato posto anche la sanatoria delle sigarette elettroniche: con il pagamento del 5 per cento si potranno chiudere gli accertamenti e i contenziosi in corso tra i monopoli di Stato e i gestori o rivenditori“. In sostanza, secondo l’anticipazione giornalistica, alle aziende del vaping che hanno maturato un debito pregresso a seguito del mancato o del parziale versamento dell’imposta di consumo, sarà previsto uno sconto fiscale del 95 per cento sulla somma accertata. Per la rimodulazione dell’imposta bisognerà invece attendere la legge di bilancio. Se qualche decisione verrà presa, la nuova imposta entrerà in vigore non prima del 1 gennaio 2019. L'articolo Decreto fiscale, indiscrezione Sole 24 Ore: “Inserita sanatoria sigarette elettroniche” sembra essere il primo su Sigmagazine. Articolo importato automaticamente da Sigmagazine