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  1. Una grande novità quest’anno per chiunque non sia potuto intervenire direttamente a Verona. RadioRadicale trasmette tutti gli eventi in diretta. Dalle 11 di sabato 19 sino a lunedì alla chiusura, i microfoni della radio coglieranno gli interventi dal palco, le interviste con i protagonisti, gli umori dei partecipanti. Per ascoltare la diretta è sufficiente collegarsi a questo link. L'articolo Vapitaly 2018, segui tutti gli eventi in diretta su Radio Radicale sembra essere il primo su Sigmagazine. Articolo importato automaticamente da Sigmagazine
  2. di Pierluigi Mennitti Usa – YouTube censura l’universo del vaping? Il più famoso contenitore di video del mondo sta censurando il mondo del vaping? Il sospetto si infittisce, dopo che diversi recensori di prodotti del settore di lungo corso si sono visti bloccare i propri video dal gigante americano. Si tratta di nomi notissimi agli utenti d’Oltreoceano (e non solo) come Ruby Roo, Tia Vapes e Ryan Hall. Censurati, senza essere riusciti a ottenere giustificazioni soddisfacenti. Anche l’impressione che YouTube stia agendo contro i video che pubblicizzano Juul, il nuovo prodotto che pare tanto amato dai giovanissimi americani e contro il quale si va sollevando l’opposizione dei politici Usa, viene a cadere di fronte al fatto che siano state oscurate recensioni più generiche. Nel frattempo, diversi canali di vaping statunitensi hanno iniziato a trasmigrare verso piattaforme alternative, come Vimeo o Twitch, sito dedicato ai videogames, mentre prende piede l’idea di creare un autonomo portale video di settore sul modello del canale britannico VapeTube. Australia – Nicotina nei liquidi, si spera nell’esempio neozelandese. La decisione della Nuova Zelanda di autorizzare la vendita di eliquids contenenti nicotina accresce le speranze degli operatori del settore e della sanità che anche l’Australia possa incamminarsi sulla stessa strada, allineandosi ad altri due Paesi di tradizione anglosassone come la Gran Bretagna e gli Stati Uniti. In Australia la battaglia in favore dei liquidi con nicotina va avanti da tempo. I fautori, sorretti da diversi studi scientifici sull’argomento, sostengono che questi liquidi attraggano maggiormente i fumatori, consentendo loro il passaggio a una modalità di consumo meno dannosa per la salute e foriera di un successivo totale abbandono del fumo. Canada – Organizzazione contro legami Università-multinazionali del tabacco. C’è ancora molta strada da fare per raggiungere l’obiettivo di rendere smoke-free al 100% i campus universitari dello Stato di Alberta. Lo sostiene l’organizzazione Action on Smoking and Health che punta a proteggere gli studenti canadesi dai rischi del fumo. Nella classifica delle istituzioni universitarie del paese che si sono adoperate con più efficacia per vietare sigarette e prodotti di tabacco nelle areee dei campus, stilata proprio da questa organizzazione, l’Alberta non occupa le posizioni di testa. Quel che più preoccupa gli attivisti di Action on Smoking and Health è tuttavia la presenza ancora piuttosto diffusa di legami tra le università canadesi e le multinazionali del tabacco che finanziano alcuni investimenti degli atenei e contribuiscono al sostegno degli studenti stessi attraverso sovvenzioni. Il prossimo fronte di battaglia dell’organizzazione è infatti quello di convincere gli organismi di gestione delle università a tagliare del tutto questo tipo di legami. Germania – Studio Università Düsseldorf, l’ecig metodo principale per smettere di fumare. La sigaretta elettronica costituisce il metodo più utilizzato dai fumatori tedeschi per ridurre o smettere il conumo di tabacco. Lo riferisce uno studio di un centro di ricerca della facoltà di medicina dell’Università di Düsseldorf, che ha condotto un’indagine approfondita (sei test a intervallo di due mesi su un campione di oltre 12.000 interpellati) sulle abitudini dei fumatori, allargato per la prima volta ai consumatori di ecig. La ricerca conferma anche la ridotta percentuale di coloro che approdano al vaping senza aver mai fumato prima. I dettagli dello studio nell’approfondimento su Sigmagazine. Usa – Attento, Philip Morris ti ascolta. Secondo quanto riportato da alcuni media internazionali, tra cui l’agenzia Reuters, Philip Morris starebbe realizzando un’applicazione attraverso la quale monitorare abitudini e comportamenti dei fumatori di iQOS, il riscaldatore di tabacco lanciato dalla multinazionale. Basterà registrare il proprio acquisto a Philip Morris e si verrà inseriti in un data base consegnando i propri dati personali. Magari in cambio di qualche vantaggio (tipo raccolta punti o accesso a offerte) si consegneranno informazioni sensibili sul proprio stile di fumo. Francia – Nuova primavera per i negozi di sigarette elettroniche. Dopo anni di flessione, già dal 2017 è tornato a crescere il numero di negozi specializzati in sigarette elettroniche. I dati provengono da un’analisi condotta da PGVG Marketing e da Vaping Post, e sono aggiornati al 1 maggio di quest’anno. Si è registrata una media di 300 nuove aperture l’anno, il numero dei negozi che alza le saracinesche è superiore a quello degli esercizi che le abbassano e la primavera del vaping prosegue anche nell’anno in corso: nei primi quattro mesi del 2018 sono stati aperti 115 negozi. Approfondimento e analisi nell’articolo su Sigmagazine. Usa – Alaska, divieto di vendita di sigarette elettroniche a minori di 19 anni. L’Alaska ha interdetto la vendita di sigarette elettroniche ai minori di 19 anni. È uno dei provvedimenti adottati con la nuova legge emanata dallo Stato artico degli Usa che prevede anche il divieto di fumare in ogni luogo pubblico. La decisione non giunge improvvisa. Al progetto di legge si stava lavorando da almeno sei anni e, assieme alle misure per intensificare la lotta al tabagismo, negli ultimi tempi si erano moltiplicate le voci per una limitazione dell’acquisto dell’ecig ai giovanissimi. Ora la scelta definitiva di porre il limite ai 19 anni, mentre in altri Stati degli Usa si discute su un limite più rigido fissato a 21. Su questo versante, la Camera dei rappresentanti del Massachusetts ha appena varato una prima misura che porterà proprio al divieto di vendita di ecig ai minori di 21 anni. Usa – Scocietà americana sul cancro, piccolo passo in avanti. Ancora prudente nel giudizio sulla sigaretta elettronica, ma quello compiuto dall’American Cancer Society nei giorni scorsi può essere considerato un piccolo passo in avanti. In una dichiarazione sui rischi prodotti dal vaping, l’istituzione americana ha ammesso che l’utilizzo della sigaretta elettronica è certamente meno nocivo rispetto a quello di prodotti di tabacco. La dichiarazione resta tuttavia prudente, dal momento che si aggiunge che lo stesso vaping non è comunque completamente esente da rischi per la salute. Mauritania – Anche l’Africa si muove, nuova legge contro il tabagismo. Eppur si muove. Il detto galileiano si adatta questa settimana alla Mauritania, un’eccezione nel panorama africano dominato dalla massiccia influenza delle multinazionali del tabacco (e per questo sempre in coda nelle classifiche sul numero di fumatori e sulle malattie legate al tabacco). L’assemblea nazionale dello Stato nord-occidentale dell’Africa ha approvato nella capitale Nouakchott un progetto di legge che regola in maniera restrittiva produzione, importazione, commercializzazione, distribuzione pubblicità e promozione del tabacco e dei suoi derivati. Tra le misure più importanti, l’interdizione di fumare nei luoghi pubblici, il divieto di pubblicità e l’obbligo di inserire sui pacchetti di sigarette e sigari gli avvisi di nocività alla salute. “La legge mira a ridurre gli effetti del tabagismo e le sue ripercussioni disastrose sulla salute collettiva e individuale dei mauritani“, ha detto il ministro della Sanità Kane Boubacar, difendendo la nuova normativa di fronte ai parlamentari. Francia – Alcol e tabacco costano 255 milioni di anni di vita all’uomo. Dati shock forniti dal rapporto 2017 sull’uso di droghe lecite e illecite, pubblicato in Francia dalla rivista Addiction e realizzato da un pool di 17 ricercatori sparsi per il globo, che hanno elaborato dati grezzi forniti tra gli altri dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Alcol e tabacco sono le droghe più consumate al mondo e causano più danni di tutte alla salute dell’uomo: il loro consumo mondiale fa perdere all’umanità 255 milioni di anni di vita, 170,9 attribuiti al tabacco, 85 all’alcool. Per la cronaca e a confronto, gli anni di vita persi a causa delle droghe illecite sono 27,8 milioni. Usa – Studio, il fumo passivo aumenta i rischi di otite per i neonati. Due ricercatori medici americani, Adam Johnson dell’Università di Wake Forest e Rakesh D. Mistry dell’Università del Colorado, hanno prodotto degli studi sugli effetti del fumo passivo sui neonati, giungendo a risultati più preoccupanti rispetto a quanto ritenuto sinora. L’eccessiva esposizione dei neonati al fumo di altre persone può provocare rischi di otite e infezioni alle vie respiratorie, aumentando i ricoveri d’urgenza. Corea del Sud – Avvisi più incisivi sui pacchetti di sigarette. Il governo della Corea del Sud ha varato una normativa per inserire sui pacchetti di sigarette avvisi più incisivi circa i rischi per la salute. Le frasi finora stampate sui pacchetti risultano ancora troppo blande e non rendono l’idea dei danni che il tabacco arreca alla salute dei fumatori. La misura si inserisce nel quadro di una campagna di sensibilizzazione nei confronti dei cittadini sui problemi creati dal tabacco. Italia – È l’ora del Vapitaly di Verona. Finalmente al via la nuova edizione del Vapitaly, la fiera del vaping che fa convergere svapatori, produttori, operatori commerciali e distributori in una delle città più affascinanti d’Europa, Verona. In calendario le visite agli stand, i dibattiti, le iniziative e ospiti. Naturalmente presente anche Sigmagazine allo stand L 11, padiglione 11. L’ingresso è libero nelle giornate di sabato 19 e domenica 20, mentre è riservato agli operatori ed alla stampa nella giornata di lunedì 21. La fiera apre i cancelli alle 10 e chiude alle 18. L'articolo SVAPOWORLD – Notizie internazionali dal 13 al 19 maggio sembra essere il primo su Sigmagazine. Articolo importato automaticamente da Sigmagazine
  3. di Barbara Mennitti Sarebbe deceduto in seguito all’esplosione di una mod meccanica il trentottenne americano Tallmage D’Elia. A confermarlo, riportano i media americani, sarebbe stata l’autopsia effettuata sul corpo del produttore televisivo, trovato il 5 maggio scorso nella sua casa. L’uomo aveva riportato ustioni sull’80 per cento del corpo, mentre due frammenti del device sarebbero stati trovati dentro il suo cranio. Le dinamiche dell’incidente non sono ancora state chiarite, né è chiaro se l’esplosione sia dovuta ad un difetto di fabbricazione della mod o alle batterie. L’analisi del coroner non è stata comunque resa pubblica, quindi la fonte di questa notizia è la stampa americana. Il presidente della American Vaping Association Gregory Conley ha cercato di rassicurare l’opinione pubblica, spiegando che le mod meccaniche sono utilizzate prevalentemente da “hobbysti”, mentre quelle usate dal grande pubblico sono dotate di sistemi di sicurezza. “Milioni di adulti – ha spiegato – utilizzano regolarmente prodotti per il vaping e gli eventi tragici sono estremamente rari”. “La stragrande maggioranza dei device presenti sul mercato – conclude Conley – comportano lo stesso rischio di incendio degli altri prodotti alimentati da batterie agli ioni di litio, come i cellulari e i laptop”. Ricordiamo comunque che l’attenzione alla sicurezza è fondamentale e che è sempre necessario osservare poche, importanti regole. Nel 2016 la Independent British Vape Trade Association ha redatto un vademecum per la sicurezza con queste sette indicazioni: 1. Tutte le attrezzature per il vaping, comprese le batterie, dovrebbero essere acquistate da un venditore fidato. 2. Utilizzate solo batterie adatte al vostro strumento per il vaping. Nel dubbio chiedete consiglio. 3. Caricate le batterie solo con il caricatore fornito insieme al vostro prodotto e seguite le istruzioni. 4. Non lasciate incustodite le batterie in carica e non lasciatele in carica per tutta la notte. 5. Conservate le batterie lontano da fonti di calore e dalla luce diretta del sole. 6. Trasportate le batterie con attenzione. Non lasciatele in tasca o in borsa con monete o chiavi. 7. Per il trasporto utilizzate sempre una scatola o un copribatterie in silicone. Inoltre, sul numero 6 gennaio-febbraio della rivista cartacea Sigmagazine, è stato pubblicata una guida per la scelta e il corretto utilizzo delle batterie a firma di Roberto Migani. L'articolo Sigarette elettroniche, la sicurezza non è mai un optional sembra essere il primo su Sigmagazine. Articolo importato automaticamente da Sigmagazine
  4. di Pierluigi Mennitti Quasi un tedesco su dieci utilizza la sigaretta elettronica per smettere di fumare: il 9,1% dei fumatori, contro il 7% che ricorre a terapie farmacologiche e il 6,1% che si affida a consulti medici. Ancora più in dettaglio, il 4,6% utilizza liquidi con nicotina, mentre il 5,4% azzarda da subito il passaggio a liquidi senza nicotina. Il vaping risulta così il metodo più utilizzato in Germania per provare ad abbandonare una volta per tutte il dannoso consumo di tabacco. È il risultato dello studio DEBRA (Deutsche Befragung zum Rauchverhalten, indagine tedesca sulle abitudini del fumo), realizzato dall’Istituto di medicina generale dell’Università di Düsseldorf sotto la supervisione di Daniel Kotz, Melanie Böckmann e Sabrina Kastaun, docenti specializzati nella ricerca sull’assuefazione ed epidemiologia clinica della locale facoltà di medicina e pubblicato dalla rivista medica Deutscher Ärtzenblatt. Si tratta del primo studio sulle abitudini dei fumatori che allarga lo sguardo anche agli svapatori, seguendo un modello di ricerca utilizzato dai centri anglosassoni: sei ondate di questionari ogni due mesi, dal giugno del 2016 al maggio 2017, su un campione di 2 mila persone di età superiore ai 14 anni in tutta la Germania. Totale: 12.273 intervistati, le cui risposte sono state poi aggregate e valutate per giungere ai risultati proposti al mondo scientifico e all’opinione pubblica. E il secondo risultato che balza agli occhi riguarda un altro tema attualmente sotto i riflettori ossessivi dei media: solo lo 0,3% dei vapers interpellati è approdato alla sigaretta elettronica senza passare da quella tradizionale. “Una frazione molto bassa“, avvertono i ricercatori di Düsseldorf. Un dato che, se da un lato conferma precedenti studi su altre aree del mondo presentati da altri gruppi di ricercatori, dall’altro accentua l’impressione che l’assillo posto sul rischio che l’ecig costituisca la porta d’ingresso verso il tabagismo per i giovanissimi è empiricamente infondato e forse dettato da altri interessi. La percentuale complessiva dei vapers tedeschi è dell’1,9% (2,6% di uomini e 1,3% di donne) e sale al 2,8 fra i minori di 18 anni. La sequenza annuale delle rilevazioni effettuate dal DEBRA è riuscita però a rilevare una particolare coincidenza: mentre nelle prime cinque rilevazioni la quota dei vapers è costantemente aumentata, nell’ultima rilevazione si è registrato un calo, passando dal 2,6 appunto all’1,9%. Lo studio sottolinea come “fumare meno tabacco o smettere completamente siano le ragioni principali che spingono i consumatori ad abbracciare il vaping“, accanto ad altre ragioni come il piacere di assaporare aromi diversi, il minor costo rispetto alle sigarette tradizionali, il minor fastidio causato a chi sta intorno e la possibilità di svapare in luoghi e aree dove invece è interdetto il fumo. La sigaretta elettronica “risulta certamente il metodo più utilizzato in Germania per affrancarsi dal tabacco“, proseguono i ricercatori, aggiungendo tuttavia che le indagini del DEBRA “non consentono ancora di conclamare l’evidenza dell’efficacia reale della sigaretta elettronica come strumento che consente di smettere di fumare“. Questo sarà compito di ulteriori analisi e indagini che l’Università di Düsseldorf promette di proseguire nei prossimi anni. Due dati in conclusione sul consumo di tabacco, che in Germania resta più alto rispetto ad altri paesi dell’Europa occidentale: oltre il 28% dei tedeschi, 32% uomini e 25% donne. Vi è una prevalenza geografica nelle regioni del Nord (più povere) rispetto a quelle del Sud (più ricche) e in quelle dell’Est rispetto a quelle dell’Ovest. Le differenze arrivano ad essere anche macroscopiche. Per chi ha dimestichezza con le geografia tedesca, in testa è il Brandeburgo con il 42,6% di fumatori (e qui conta forse anche la prossimità con la Polonia, paese dove le sigarette costano quasi la metà che in Germania), in coda l’Assia con il 18,1%. L’analisi conferma la radiografia del fumatore: povero e poco istruito. “Più aumentano i titoli di studio, più diminuisce la percentuale di fumatori“, scrivono i ricercatori, confermando che lungo la scia del tabacco corre una delle maggiori disuguaglianze sociali della Germania: chi fuma si ammala di più, vive peggio e muore prima. L'articolo Lotta al fumo, la Germania punta sulla sigaretta elettronica sembra essere il primo su Sigmagazine. Articolo importato automaticamente da Sigmagazine
  5. di Stefano Caliciuri Torna il Vapitaly e come ormai è tradizione tornano anche i Sigma Italian Awards, i riconoscimenti che il nostro giornale assegna alle aziende italiane e alle figure professionali che si sono distinte nel corso dell’anno. Otto i riconoscimenti. Uno destinato ad un professionista meritevole nell’attività di comunicazione e di ufficio stampa. Gli altri sette sono stati assegnati ad aziende. Questi i Sigma Italian Awards 2018: COMUNICATORE 2018 AZIENDA SOCIAL 2018 BRAND RIVELAZIONE 2018 AZIENDA DINAMICA START UP 2018 INNOVAZIONE 2018 IMMAGINE E GRAFICA 2018 ITALIA NEL MONDO. I premi saranno consegnati sul palco centrale nel corso della manifestazione. Ci sarà qualcuno che avrà riconfermato il premio ricevuto l’anno scorso? L'articolo Vapitaly 2018, a chi andranno gli ormai tradizionali Sigma Italian Awards? sembra essere il primo su Sigmagazine. Articolo importato automaticamente da Sigmagazine
  6. di Stefano Caliciuri Dalle parole della campagna elettorale alle parole scritte nel contratto di governo. Sono sempre parole ma questa volta è un passo avanti decisivo che potrebbe ridisegnare scenari rosei – e forse insperati – per il settore della sigaretta elettronica italiano. Matteo Salvini annuncia di aver fatto inserire all’interno del contratto di governo con il Movimento Cinque Stelle, l’abolizione di quella che lui stesso definisce “la folle tassa sulle sigarette elettroniche“. Lo abbiamo contatto telefonicamente nel tardo pomeriggio di oggi. “Ho fatto mettere nel contratto di governo – ha dichiarato Salvini a Sigmagazine – l’abolizione della folle tassa che penalizza produttori e consumatori”. Ma ha anche aggiunto una frase che, alla vigilia del Vapitaly, dimostra il reale interesse del leader della Lega a salvaguardare e tutelare la filiera del vaping. “Spero di farcela ad abbracciarvi nel week end e a portare a casa il prima possibile il risultato“. L'articolo Sigarette elettroniche, contratto di governo Lega-M5S: c’è abolizione tassa sembra essere il primo su Sigmagazine. Articolo importato automaticamente da Sigmagazine
  7. di Pierluigi Mennitti Compare l’Italia in un’analisi del Servizio scientifico del Bundestag riferita alla tassazione sulle sigarette elettroniche e non è una citazione benevola. Il nostro paese è inserito nell’elenco dei nove Stati membri dell’Unione Europea nei quali è in vigore una tassazione straordinaria sui prodotti del vaping. Colpa della normativa dello scorso dicembre, varata dall’allora governo di centrosinistra guidato da Paolo Gentiloni, che ha riformato in senso punitivo il settore del vaping, non intervenendo contro l’imposta sui liquidi, vietando la vendita online e sottomettendo l’arcipelago dei negozi specializzati (e le professionalità di chi ci lavora) sotto il mantello interessato dei Monopoli e dei tabaccai. Ma quel che risalta dallo studio degli specialisti tedeschi è la annotazione che l’Italia è l’unico grande paese dell’Ue ad aver compiuto un tale passo. Gli altri otto che hanno imposto tasse speciali sono infatti Stati di piccola o media stazza: Portogallo, Romania, Slovenia, Lettonia, Ungheria, Grecia, Croazia e Finlandia. Grecia, Croazia e Romania peraltro paesi in cui il consumo di tabacco è fra i più alti dell’Unione Europea e da sempre all’indice delle classifiche sui danni provocati dal tabagismo. Insomma non una bella compagnia. Il Servizio scientifico del parlamento tedesco (il Wissenschaftliche Dienst des Bundestages), è un ufficio che fornisce ai parlamentari dati e informazioni su argomenti di natura tecnico-scientifica, sulla tassazione nei paesi europei di tabacchi e (per la prima volta) dei liquidi per i device elettronici. Una sorta di centro studi come tanti altri presenti in molti parlamenti nazionali e sovranazionali, ma specializzato agli argomenti di natura scientifica, particolarmente ostici per parlamentari dotati generalmente di cultura generale. La Germania, al contrario dei paesi menzionati, ha per il momento evitato di procedere isolatamente rispetto alle direttive della Commissione europea, che ha promesso di affrontare i temi legati al settore del vaping in crescita in tutta Europa per fornire delle direttive quadro uniformi. Un atteggiamento che evidentemente i consiglieri dei principi ritengono più appropriato. Il rapporto cita infine l’opinione di un esperto, Volker Stendel dell’associazione che rappresenta la comunità dei vapers, secondo cui “tassare un prodotto che può contribuire alla riduzione del consumo di tabacco contraddice l’obbligo degli Stati di salvaguardare la salute“. Un monito che Stendel rivolge anche alla Commissione europea di Bruxelles. Tuttavia la politica tedesca sembra disinteressata al dibattito sull’ecig. Nelle lunghe trattative dello scorso autunno-inverno per la formazione del governo il tema non è mai comparso in agenda, neppure per quanto riguarda gli aspetti legati alla salute e alle strategie di riduzione del danno. La rivista tedesca Egarage ha riunito un mese fa in un simposio alcuni esponenti dei partiti. Erano presenti politici dei conservatori Cdu, dei liberali Fdp e della sinistra Linke, i quali hanno ammesso la scarsa attenzione riservata al vaping. Vaghe anche le proposte per il futuro: sull’ipotesi di un impegno che ricalchi quanto fatto in Gran Bretagna con il sostegno all’ecig come strumento contro il tabacco, il più esplicito è stato l’esponente della sinistra, per il quale è possibile immaginare una riduzione delle tasse sui liquidi per favorire il passaggio dal fumo al vaping. Ma nel complesso il tono del dibattito è apparso generico e il livello lontano dalla consapevolezza che accompagna quello in Gran Bretagna. L'articolo La Germania bacchetta l’Italia per politiche sulla sigaretta elettronica sembra essere il primo su Sigmagazine. Articolo importato automaticamente da Sigmagazine
  8. di Barbara Mennitti La deputata neozelandese Nicky Wagner coglie l’opportunità del rapporto “Smoke and Vapour” pubblicato dal think tank New Zealand Initiative per ribadire che è arrivato il momento di legalizzare il vaping nel Paese. O meglio, di rendere legale la vendita di liquidi con nicotina ai maggiorenni, al momento ancora solo tollerata. Wagner ha presentato un emendamento allo Smoke-free Environment Act che regolamenterebbe in questo senso il mercato del vaping. “Lo scopo della mia proposta – spiega in un comunicato stampa – è aiutare i grandi fumatori a smettere, facilitando l’accesso ad alternative meno dannose e contribuendo a raggiungere l’obiettivo di una Nuova Zelanda senza fumo entro il 2025”. Wagner elogia il report redatto dalla ricercatrice Jerena Jeram e sottolinea come la recente decisione del tribunale di Wellington di permettere la vendita di prodotti alternativi (escluso il tabacco da masticare e per uso orale), abbia aperto il dibattito sulla riduzione del danno. Insomma, la deputata è decisa a battere il ferro finché è caldo e si dichiara ansiosa di “discutere in commissione parlamentare come regolamentare sigarette elettroniche e vaping”. E pur ribadendo che l’ecigarette debba essere inquadrata come strumento che aiuti i fumatori a smettere, Nicky Wagner è fermissima su un punto: la vendita di liquidi per sigarette elettroniche contenenti nicotina va legalizzata subito. L'articolo Nicotina, dopo la Svizzera potrebbe cadere il tabù anche in Nuova Zelanda sembra essere il primo su Sigmagazine. Articolo importato automaticamente da Sigmagazine
  9. di Barbara Mennitti Torna a crescere in Francia il numero dei negozi specializzati nella vendita di sigarette elettroniche e prodotti per il vaping. Lo dimostra un’analisi condotta da PGVG Marketing e da Vaping Post, i dati arrivano fino al 1 maggio 2018. Dopo la forte decrescita percepita nel 2015, spiegano su Vaping Post, il numero dei negozi ha ricominciato a crescere già nel 2017, stabilizzandosi con una media di 300 nuove aperture all’anno. E soprattutto, il numero degli esercizi che aprono i battenti supera quello dei negozi che abbassano definitivamente la saracinesca. Solo nei primi quattro mesi del 2018 la Francia ha visto inaugurare 115 nuovi negozi specializzati, a fronte di 32 chiusure. Questo porta a 2694 il numero totale degli esercizi censiti. Se il trend rimane questo anche per il resto dell’anno, si supereranno le cifre già buone del 2017, che aveva registrato 307 nuove aperture, ma ben 221 cessazioni di attività. Niente di paragonabile, però, al 2015, l’annus horribilis del commercio del vaping francese. Allora il saldo era stato negativo con 400 aperture e 545 chiusure, confermandosi poi nell’anno seguente, il 2016, con 292 nuovi esercizi e 402 cessazioni di attività. Il numero totale di negozi specializzati, come detto sono 2694, è il più alto dal 2010 ad oggi, fatta esclusione per il 2014, l’anno del boom, in cui si contavano 2780 esercizi. Ma alla fine del 2018 mancano ancora sette mesi e il record sembra del tutto battibile. L'articolo Francia, boom di aperture di negozi specializzati in sigarette elettroniche sembra essere il primo su Sigmagazine. Articolo importato automaticamente da Sigmagazine
  10. di Stefano Caliciuri Hanno creato scompiglio e sconcerto i contenuti della circolare di Aams che abbiamo pubblicato ieri. Pur essendo rivolta alle aziende e ai depositi fiscali, anche i negozianti sono stati indirettamente coinvolti poiché ultimo anello della filiera prima della cessione al consumatore. In particolare, sta facendo discutere la parte relativa le denominazione del liquido e la presenza di immagini che richiamano cibi, bevande o prodotti alimentari e cosmetici. Ma anche locuzioni che possano indurre il consumatore in errore, cioé quelle che richiamano prodotti farmaceutici, cosmetici, biologici. Insomma, secondo Aams, occorre evitare qualunque formula che possa veicolare un messaggio errato. Seppure il decreto di recepimento della Tpd e la Clp prevedano già misure in tal senso, nessuno aveva sino ad ora pensato che neppure parole di concetto potessero essere vietate. Aams, infatti, a titolo esemplificativo elenca alcune parole che non possono essere inserite sulle confezioni. Tra queste compaiono Supreme, Super, Oblivion, Young. Ora, posto che non si capisce perché una circolare dell’agenzia italiana debba recare divieti di parole in inglese – la loro traduzione potrebbe essere quindi accettata?, ndr – il divieto riguarda il loro utilizzo per esaltare l’immagine e il marketing del prodotto. Ovvero, il liquido non può chiamarsi o essere rappresentato con frasi che possano portare in errore il consumatore. Quindi, l’azienda Suprem-e può continuare a chiamarsi in questo modo ma, ad esempio, un liquido che si chiama Supreme Tobacco non potrà più essere commercializzato. E che dire di Mental, l’azienda di caramelle, che utilizza lo stesso marchio anche per i liquidi da inalazione? La sensazione è che i funzionari dell’Aams abbiano copiato ed incollato sulla missiva un elenco di parole già predisposte dall’Fda statunitense. Un discorso a parte meritano le immagini di frutti o dolci. Come si devono comportare le aziende che hanno un logo con un elemento o una parola considerata fuorviante? Paolo Bertacco (Real Farma) pare non avere dubbi anche se dimostra un minimo di preoccupazione per un liquido in particolare: “Quando abbiamo notificato i liquidi tra i tanti adempimenti c’era anche la presentazione degli imballi, primari e secondari, la risposta sta nel “success” inviatoci e pertanto siamo tranquilli, l’unico motivo di preoccupazione sta nel liquido soft tobacco ma allora mi chiedo come possa essere stato approvato“. Gualtiero Salvadori (Suprem-e): “Ce n’è sempre una per disturbare il mercato. Guarda caso arriva proprio tre giorni prima della fiera di Verona. Non credo sia possibile che Aams possa determinare il cambio del marchio di un’azienda“. Fortunato Francia, mentre si dimostra sicuro che i liquidi da lui prodotti siano in regola poiché non contengono alcuna parola o segno grafico vietato, esprime perplessità sul divieto di commercializzazione del Cbd. “Mi pare un atto unilaterale da parte di Aams“. Flavourart ha invece una fragola come segno distintivo dell’azienda. Massimiliano Mancini si dimostra sicuro della liceità del simbolo anche perché sul mercato italiano appare stilizzato. Stefano Giorgetti, titolare di Vaporart, ha ben due linee che contengono parole sospette: Super Flavor e Seven Wonders. Ed oltretutto è anche produttore di liquidi con Cbd che, secondo Aams, non possono più “essere immessi in consumo“. “Aams – commenta Giorgetti – sta travisando la Tpd. La direttiva parla di confezioni camuffate e che possono trarre in inganno il consumatore. Se io scrivo espressamente che ti sto vendendo un liquido per sigarette elettroniche non porto in errore nessuno. Allora anche il medicinale all’arancia trae in inganno il consumatore. Allora anche le sigarette Elixir non possono essere vendute. Stanno intervenendo sul mercato e sulle produzioni in corso, mandando in fumo centinaia di migliaia di euro. Oltretutto i nomi che per noi sono vietati vanno invece bene per il tabacco. Addirittura sono marchi di sigarette. Se si limitassero al codice del consumo posso anche essere d’accordo ma qui si sta esagerando. Ci sono dentro tutte le parole delle mie aziende e dei miei marchi. E guarda caso in inglese, neppure in italiano. A me pare che Aams stia legiferando e questa cosa non credo sia ammissibile. Per quanto riguarda il Cbd credo che sia una sostanza del tutto lecita, non è sostanza illegale. Anche in questo caso stanno legiferando e andando oltre i loro compiti”. La discrezionalità dell’Agenzia delle Dogane nell’individuare le parole vietate può costituire un grave precedente. E se un giorno uscisse una circolare che estendesse il divieto di determinate parole anche per le insegne e i nomi dei negozi? Questo il documento originale spedito dall’agenzia delle dogane e monopoli a depositi fiscali, rappresentanti fiscali e uffici Aams sul territorio. L'articolo Circolare Aams su liquidi e Cbd, l’incredulità delle aziende sembra essere il primo su Sigmagazine. Articolo importato automaticamente da Sigmagazine
  11. di Barbara Mennitti La Nuova Zelanda è sempre più sulla scia del Regno Unito, almeno per quanto riguarda la sigaretta elettronica. Tutto iniziò lo scorso anno con le dichiarazioni di Nicky Wagner, ministro della Salute associato, che durante una conferenza stampa invitò simpaticamente i giornalisti fumatori presenti “a dare una chance al vaping”. E sottolineava anche come le ecig dovessero godere di leggi diverse da quelle del tabacco e costare meno, in modo da incentivare i fumatori a passare all’elettronica. Ed è stata la stessa Wagner a presentare lo scorso aprile, una proposta di legge per la legalizzazione della vendita di liquidi contenenti nicotina, fino ad ora solo tollerata. “Le sigarette elettroniche – commentava Wagner a margine della presentazione della proposta di legge – offrono un’alternativa migliore a quelle convenzionali per i fumatori abituali e sono significativamente meno dannose del tabacco. Inoltre non pongono rischi di vapore passivo”. Lo scorso ottobre anche il Ministero della salute neozelandese fece un passo importante, pubblicando sul suo sito un documento che dichiarava che la sigaretta elettronica sarebbe stata inclusa nella strategia sanitaria per raggiungere l’obiettivo Smokefree 2025, cioè toccare la soglia del 5 per cento di fumatori entro diciassette anni . Dunque per combattere il fumo, la Nuova Zelanda abbraccia in toto la strada della riduzione del danno. Ed è da leggere in quest’ottica anche la decisione del Governo di non fare appello contro la decisione del tribunale di Wellington, in un caso che vedeva contrapposti il Ministero della salute e Philip Morris con le sue ricariche per riscaldatori di tabacco. I giudici hanno deciso che al prodotto non si può applicare il divieto per il tabacco da masticare o per uso orale previsto dallo Smoke-free Environment Act, dunque potrà essere commercializzato come le sigarette tradizionali. E, invece di fare appello, il Ministero ha fatto sapere che si sta adoperando per regolamentare i prodotti del vaping e quelli a tabacco riscaldato. Ma il dibattito non va avanti solo in Parlamento o nei tribunali. Lo dimostra la grande produzione scientifica, di cui abbiamo dato conto su questo giornale, che negli ultimi mesi proviene dalla Nuova Zelanda. Il più recente contributo arriva dal think tank New Zealand Initiative, che ha pubblicato un report di settanta pagine a cura della ricercatrice Jeresa Jeram, intitolato “Smoke and Vapour, the changing world of tobacco harm reduction”. Le posizioni di Jeram sono chiare da subito, quando scrive che “il meglio (l’eliminazione del danno) è nemico del bene (la riduzione del danno)” e infatti l’autrice punta il dito contro le politiche del tabacco “che tradizionalmente non hanno mai preso in considerazione le necessità dei fumatori”. Un approccio, argomenta l’autrice, che non permetterà di raggiungere l’obiettivo Smoke-free entro il 2025. La sigaretta elettronica rappresenta, invece, un metodo per smettere di fumare “molto più accettato dai consumatori rispetto agli altri strumenti, che rende la cessazione un processo da godere e non da sopportare”. Jeram ritiene fondamentale rendere facile l’accesso ai prodotti del vaping, mettendo in guardia dall’applicare regolamentazioni ricalcate da quelle sul tabacco o dal normarlo in maniera eccessiva. Particolarmente controproducenti, secondo l’autrice, sarebbero misure che limitano i gusti dei liquidi di ricarica, la pubblicità, il packaging o i luoghi in cui i prodotti possono essere venduti, così come applicare tasse simili a quelle per i prodotti del tabacco o confinare i vaper nelle aree fumatori e – in generale – rendere difficoltoso al consumatore l’accesso ai prodotti del vaping. Insomma, tutte quelle politiche che stiamo vedendo scatenarsi da questa parte del globo. “I rivenditori – conclude l’autrice del report – devono avere la certezza che non saranno perseguiti per aver partecipato a attività illegale e i consumatori devono avere la sicurezza di non fare qualcosa di indesiderabile. In una società in cui il fumo è stato socialmente marginalizzato, grazie a rigorose campagne per la salute pubblica, il vaping dovrebbe essere incentivato per renderlo più attraente”. L'articolo Divieti e restrizioni sulla sigaretta elettronica non combattono il fumo sembra essere il primo su Sigmagazine. Articolo importato automaticamente da Sigmagazine
  12. di Stefano Caliciuri L’agenzia dei monopoli e delle dogane non darà l’autorizzazione alla vendita nei negozi di vicinato ai liquidi che hanno in etichetta simoboli riconducibili ad alimenti e bevande. Non soltanto in forma grafica ma anche in forma testuale, ovvero scritta. Lo ha stabilito una missiva firmata da Fabio Carducci, direttore centrale Gestione accise accise e monopolio. Ma le limitazioni non finiscono qui. I liquidi al Cbd, in attesa di regolamentazione, non avranno il benestare da parte del’Agenzia dei Monopoli. In sostanza, non verranno trattati come liquidi da inalazione e per questo non potranno essere inseriti nel computo della prevalenza. Aams non darà dunque autorizzazione per vendere liquidi al Cbd ai negozi specializzati un sigarette elettroniche. Ma Aams aggiunge anche che non sarà data autorizzazione a tutti i liquidi che avranno in etichetta grafiche o parole riconducibili a cibi, bevande, frutta o alimenti commestibili. Ma anche che assomiglino ad un prodotto cosmetico. Sono altresì vietate una serie di locuzioni da utilizzare nelle etichettature tra cui Elixir, Passione, Supreme, Super, Strong, Super, Ulyra, Wonder, Young, Natural. Si prevedono ricorsi da parte delle aziende che da anni oprano sul mercato con locuzioni simili a quelle dichiarate non a norma da Aams. L'articolo Sigarette elettroniche, Aams: no autorizzazione se etichetta Cbd o alimenti sembra essere il primo su Sigmagazine. Articolo importato automaticamente da Sigmagazine
  13. Pubblichiamo il comunicato stampa dell’istituto superiore di sanità olandese. L’Istituto nazionale olandese per la salute pubblica e l’ambiente (RIVM) lascerà le commissioni NEN, CEN (il coordinatore è l’italiano Riccado Polosa, ndr) e ISO per il tabacco e le sigarette elettroniche con effetto immediato. La ragione principale è la considerevole influenza che l’industria del tabacco esercita all’interno di questi comitati, in cui la tutela della salute pubblica non viene sufficientemente sottolineata. Rimarremo attivo in altre commissioni NEN, CEN e ISO che si concentrano su soggetti diversi dal tabacco. RIVM è diventato membro dei cosiddetti gruppi di lavoro sul tabacco sei anni fa. Oltre al RIVM e all’Autorità per la sicurezza dei prodotti alimentari e dei consumatori dei Paesi Bassi, otto delegati dell’industria del tabacco hanno partecipato ai gruppi di lavoro sul tabacco. Questa disparità è diventata più stringente nel corso degli anni. La Convenzione quadro dell’OMS sul controllo del tabacco, che ha un ruolo importante nello scoraggiamento del tabacco, indica un conflitto inconciliabile tra gli interessi dell’industria del tabacco e quelli della salute pubblica. Un altro motivo per ritirarsi dai comitati del tabacco e delle sigarette elettroniche è la disponibilità di altri metodi per esaminare il contenuto e le emissioni di sigarette e prodotti correlati, rispetto al metodo ISO. Questi metodi sono stati sviluppati dall’OMS TobLabNet, che sviluppa e convalida metodi indipendentemente dall’industria del tabacco. L’appartenenza di RIVM a TobLabNet consente l’acquisizione e la condivisione delle conoscenze. Lo stesso RIVM possiede una notevole conoscenza sullo sviluppo e la validazione del metodo. RIVM continuerà a utilizzare metodi ISO legalmente prescritti per verificare se i prodotti sono conformi ai requisiti legali. “Le ragioni della partenza si sono accumulate”, afferma Annemiek van Bolhuis, direttore della sanità pubblica e dei servizi sanitari presso il RIVM. “Abbiamo cercato di tutelare la salute pubblica come membro di questi comitati, ma il predominio dell’industria si è dimostrato troppo grande. Ora siamo in una posizione migliore per servire gli interessi della salute pubblica attraverso un percorso alternativo, vale a dire TobLabNet”. L'articolo “Multinazionali del tabacco influiscono sui comitati Iso e Cen” sembra essere il primo su Sigmagazine. Articolo importato automaticamente da Sigmagazine
  14. di Barbara Mennitti Poco meno di un anno fa, nel giugno 2017, il professor Riccardo Polosa, docente dell’Università di Catania, fondatore della Lega Italiana Antifumo e anima del Comitato scientifico internazionale per la sigaretta elettronica, ricevette il “Global award for outstanding Advocacy”, ribattezzato l’Oscar per la ricerca . Ad assegnargli il riconoscimento durante il Global Forum on Nicotine di Varsavia, l’INNCO una coalizione sovranazionale che raccoglie e raccorda le associazioni di vaper in tutto il mondo. La nostra rivista fu la prima, nel marzo 2017, a lanciare la candidatura del professore catanese, che ci onoriamo di avere fra i collaboratori fissi della rivista bimestrale fin dalla sua prima pubblicazione. Ora la stima di INNCO per Polosa si dimostra ancora più tangibile, visto che il professore è appena stato nominato consulente scientifico della coalizione e la aiuterà a relazionarsi e ad informare le organizzazioni di sanità sovranazionali, cruciali per le sorti e la reputazione del vaping. Polosa si è dichiarato entusiasta di questo nuovo ruolo. “Il ruolo di consulente scientifico che mi è stato affidato – ha spiegato – mi consente di assistere le associazioni di svapatori e di consumatori nella loro grande battaglia di diritto alla salute. La possibilità di utilizzare strumenti meno dannosi rispetto al fumo di sigarette convenzionali è un’opportunità che come scienziati dobbiamo valutare, supportare e promuovere. Lo svapo è una rivoluzione che richiede impegno e coraggio. Noi ci saremo sempre”. L'articolo Sigarette elettroniche, Polosa consulente internazionale dei consumatori sembra essere il primo su Sigmagazine. Articolo importato automaticamente da Sigmagazine
  15. di Stefano Caliciuri Sequestrati 300 litri di liquido di ricarica per sigarette elettroniche. E’ successo nella città di Sfax, in Tunisia, e lo ha reso noto il sito di informazione Kapitalis, tra i più autorevoli del Paese nordafricano. Secondo quanto riportato, i liquidi sono stati rinvenuti all’interno di un laboratorio di analisi nel corso di un controllo da parte degli agenti della polizia delle Dogane. Il titolare del laboratorio non ha saputo spiegare la provenienza dei liquidi ed è in stato di detenzione con l’accusa di contrabbando. I liquidi sequestrati erano etichettati J-Vape, un noto negozio che ha sede proprio nella città di Sfax. La polizia ha aperto un’inchiesta per verificare eventuali responsabilità dirette dei titolari del negozio. L'articolo Liquidi per sigarette elettroniche, sequestrati 300 litri in laboratorio analisi sembra essere il primo su Sigmagazine. Articolo importato automaticamente da Sigmagazine