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  1. di Barbara Mennitti Negli Stati Uniti la sigaretta elettronica è sempre più diffusa fra i fumatori con malattie legate al fumo. Lo dice uno studio pubblicato sull’American Journal of Preventive Medicine e condotto da un team guidato da Gina R. Kruse, docente di medicina alla Harward Medical School di Boston. Il lavoro dei ricercatori si è basato sui dati relativi al 2014 e 2015 del National Helath Interview Survey, un sondaggio trasversale annuale, creato per ricavare delle stime su diversi temi sanitari. Lo studio ha coperto 36.697 fumatori nel 2014 e 33.672 nel 2015. Dunque un campione molto ampio che, come spiega Kruse, “fornisce per la prima volta una prova della prevalenza dell’utilizzo dell’ecig fra gli adulti con una o più patologie mediche”. I fumatori senza queste condizioni mediche, ricorrono di meno alla sigaretta elettronica, mentre sono pochissimi i malati non ex fumatori che hanno mai usato l’ecig. I dati del NHIS dimostrano anche che l’utilizzo della sigaretta elettronica continua a crescere fra i fumatori ed è passato dal 47,6 per cento del 2014 al 53,5 del 2015. In particolare vi ricorrono coloro affetti da asma, malattie cardiovascolari e broncopneumopatia cronica ostruttiva, con una prevalenza di questi ultimi. “I fumatori affetti da queste patologie – commenta Kruse – probabilmente usano l’ecig per le stesse ragioni degli altri adulti: per smettere di fumare, ridurre il consumo di sigarette e i danni causati dal fumo. I fumatori con queste patologie croniche sentono il bisogno impellente di ridurre le sigarette e sono disposti a provare nuovi prodotti”. Non accade lo stesso, invece, per gli ammalati di cancro. “La scarsa prevalenza dell’uso della sigaretta elettronica – continua Kruse – può derivare dalla convinzione che sia ormai troppo tardi per essere aiutati da un prodotto a rischio ridotto”. Insomma, questi dati indicano che fra i fumatori affetti da patologie croniche che non riescono a smettere, si stia radicando il concetto che la sigaretta elettronica rappresenta una alternativa più sicura al tabacco. Naturalmente il compito dei medici è di assistere questi pazienti nel loro percorso, valutando senza pregiudizi i potenziali rischi e benefici della loro scelta. L'articolo Sigaretta elettronica, è boom tra asmatici e cardiopatici sembra essere il primo su Sigmagazine. Visualizza l'articolo completo su Sigmagazine
  2. di Stefano Caliciuri Battiti cardiaci aumentati, bruciore alla gola, leggero mal di testa. Sono alcuni sintomi che si possono avvertire in caso di assunzione prolungata o eccessiva di nicotina. Molti svapatori, soprattutto neofiti, lamentano infatti uno o più tra questi sintomi. La colpa non è da imputare al device o al liquido ma ad una concentrazione troppo alta di nicotina. O, per meglio dire, eccessiva per le esigenze del corpo. Un utile consiglio è senza dubbio bere frequentemente. Devono farlo soprattutto i “vaping-dipendenti”, coloro cioé che hanno costantemente la sigaretta elettronica in mano e aspirano molto frequentemente. L’acqua serve reidratare il corpo e “lavare” le scorie nicotiniche. Sono numerosi anche gli alimenti che facilitano la depurazione del corpo contro la nicotina. E’ fondamentale una costante assunzione di vitamina C, presente negli agrumi, nel melograno e nei kiwi, per disintossicare il sangue dalle tossine della nicotina. Buona abitudine potrebbe essere bere a digiuno un succo d’arancia mescolato al succo di mezzo limone e ai semi di melograno. Anche lo zenzero ha un effetto depuratore: è sufficiente aggiungere un paio di grammi di radice grattugiata nei cibi quotidiani per ottenere un effetto benefico. A proposito di cibi, i migliori sono i broccoli e le zucchine ma anche i fagioli, i cetrioli e il sedano, sarebbero indispensabili da inserire nella dieta se ci si vuole liberare in fretta dalle scorie tossiche della nicotina. Tornando ai frutti, una nota di merito anche per i lamponi: è stata individuata un’abbondante quantità di acido ellagico in grado di intervenire direttamente sulle tossine della nicotina ed eliminarle. E per finire, un cenno agli spinaci, il cibo di Popeye: forse non daranno immediata potenza muscolare ma, se mangiati appena scottati, forniranno al nostro organismo una quantità di acido folico idoneo ad annullare le conseguenze di pesantezza e di emicrania dovute ad un’assunzione eccessiva di nicotina. L'articolo Le tossine della nicotina si annientano anche a tavola sembra essere il primo su Sigmagazine. Visualizza l'articolo completo su Sigmagazine
  3. di Stefano Caliciuri Titus Wouda Kuipers è il nuovo capo di Fontem Ventures, l’azienda olandese che produce la sigaretta elettronica Blu venduta esclusivamente nelle tabaccherie. Succede ad Arthur van Benthem. Il nuovo Ceo arriva direttamente dalla casa madre controllante Imperial Brand di cui è stato negli ultimi anni “Responsible for manufacturing on a global basis”. Wouda Kuipers ha alle spalle oltre 25 anni di esperienza maturata nei diversi settori delle vendite, del marketing, della produzione, della distribuzione e della Ricerca e Sviluppo. “Sono onorato di guidare Fontem Ventures – ha dichiarato Titus Wouda Kuipers – Questo mercato cambia e si evolve velocemente e c’è ancora molto lavoro da fare per poter offrire una tecnologia sempre all’avanguardia volta a rafforzare e migliorare il ventaglio dei nostri prodotti per rispondere alle aspettative dei nostri clienti. Nel contesto attuale, nel quale il mercato dei prodotti contenenti nicotina muta costantemente – ha concluso il nuovo Ceo di Fontem Ventures – si registra inoltre un ampio dibattito riguardo al futuro dei prodotti alternativi al tabacco, incluso il relativo quadro normativo. Sono determinato nel mantenere Fontem Ventures in prima fila in queste discussioni, attraverso la necessaria innovazione dei prodotti, la ricerca scientifica e l’adozione di standard manifatturieri di alto livello che possano assicurare un successo a lungo termine per l’azienda”. L'articolo Fontem Ventures rinnova i vertici aziendali sembra essere il primo su Sigmagazine. Visualizza l'articolo completo su Sigmagazine
  4. di Beatrice Mauri Si chiama the Switch, la svolta, la raccolta di video realizzata e pubblicata in collaborazione dal National Centre for Smoking Cessation and Training britannico e New Nicotine Alliance. Sono short movie della durata di pochi minuti, durante i quali ex fumatori raccontano come sono riusciti a superare la loro dipendenza e a passare alla sigaretta elettronica. Una raccolta di messaggi positivi proposti da persone del tutto normali, che narrano la loro esperienza: come hanno scoperto il vaping, come si sono ritrovati a non desiderare più il tabacco, come vivono il loro rapporto con l’ecig e come tutto questo li faccia sentire bene e soddisfatti di loro stessi. Parole e immagini che, nelle intenzioni, dovrebbero essere da stimolo per i fumatori per fare il salto – the switch – e passare ad una alternativa certamente meno dannosa, ma anche più godibile e più aggregante. L’iniziativa di NCSCT e NNA vuole certamente porre rimedio ai tanti danni causati dalla disinformazione sui prodotti del vaping, che ha scoraggiato molti fumatori dal tentare la strada dell’ecig e ha forse anche creato una situazione favorevole a legislazioni punitive. Ma segna anche un cambiamento di paradigma nei messaggi utilizzati per contrastare il tabagismo. Un recente studio condotto da Syed Hussein e Maria Lapinski, rispettivamente della Scuola di giornalismo e del Dipartimento di comunicazione dell’Università del Michigan, hanno messo in dubbio i messaggi negativi solitamente utilizzati nelle campagne anti-fumo. Fare leva sulla paura, il disgusto, sul senso di colpa, magari utilizzando immagini shock, scatena nel fumatore sentimenti negativi verso se stesso e chi gli sta lanciando quei messaggi. Con il risultato che il messaggio non arriva. È molto più efficace, secondo lo studio pubblicato su Communication Research Report, affidarsi a messaggi nostalgici, che rimandino a momenti felici del passato, per disporre il fumatore ad accogliere un messaggio e suscitare una risposta positiva. Ed è, in sostanza, quello che si ritrova nei video the Switch: ex fumatori che parlano ai fumatori, solidarizzando con loro e cercando di coinvolgerli nella bella esperienza che stanno vivendo. Quella di essersi liberati dalla schiavitù del tabacco grazie alla sigaretta elettronica. L'articolo “Ho detto addio al fumo grazie alla sigaretta elettronica” sembra essere il primo su Sigmagazine. Visualizza l'articolo completo su Sigmagazine
  5. di Stefano Caliciuri I fumatori conoscono i pericoli a cui vanno incontro e non possono rivalersi sulle aziende produttrici di tabacco. Lo ha scritto nero su bianco la Corte di Cassazione (sentenza 2610 del 1/2/2017), mettendo fine ad un procedimento giudiziario che andava avanti da oltre sette anni. Il provvedimento colpisce la class action proposta dal Codacons nei confronti di British american tobacco Italia (Bat). Il lungo iter burocratico e giudiziario ha visto la sua conclusione lo scorso 1 febbraio quando la Corte di Cassazione ha posto definitivamente la parola fine al processo e pubblicato le motivazioni. A determinare la decisione anche le differenti situazioni personali in cui si trovavano i tre fumatori rappresentati dal Codacons: non essendo accomunati da un unico motivo non si può parlare di class action ma dovrebbero essere predisposti tre procedimenti autonomi. Di particolare importanza quanto sostengono i giudici contro i tre ricorrenti: “Se il fumatore sceglie liberamente di fumare – ha spiegato spiega la Corte – nella consapevolezza dei pericoli che corre, ivi compreso quello dell’assuefazione e della dipendenza, non può dolersi dei danni che per tale via riceve, giacchè, in definitiva, sceglie volontariamente di procurarseli“. Le Sezioni Unite hanno altresì stabilito che, “ove l’azione di classe di cui all’art. 140-bis del d.lgs. n. 206 del 2005 sia finalizzata ad ottenere la tutela risarcitoria di un pregiudizio subito dai singoli appartenenti alla classe e non anche di un interesse collettivo, l’ordinanza di inammissibilità adottata dalla corte di appello, in sede di reclamo, non è impugnabile con il ricorso ex art. 111, comma 7, Cost., essendo il medesimo diritto tutelabile attraverso l’azione individuale volta ad ottenere il risarcimento del danno, e che tale dichiarazione di inammissibilità preclude la riproposizione dell’azione da parte dei medesimi soggetti, ma non ad opera di chi non abbia aderito all’azione oggetto di quella declaratoria“. L'articolo Bocciata class action fumatori contro British American Tobacco sembra essere il primo su Sigmagazine. Visualizza l'articolo completo su Sigmagazine
  6. di Barbara Mennitti Ennesima conferma della minore tossicità della sigaretta elettronica rispetto al tabacco arriva da uno studio francese pubblicato dalla rivista accademica Toxicology in Vitro. Condotto da un’équipe dell’Istitut Pasteur del Centro ospedaliero universitario di Lille, lo studio si intitola “Comparazione fra gli effetti cellulari e trascrittomici del vapore della sigaretta elettronica e del fumo di sigaretta nelle cellule dell’epitelio dei bronchi umani”. La ricerca del gruppo di Lille, guidato da Sébastien Anthérieu, è iniziata nel marzo del 2014 ed ha riprodotto in laboratorio condizioni realistiche utilizzando una macchina per il fumo, sigarette standard e un’ecig con claromizzatore, batteria Ego a 3,7 volt e resistenze da 2,8 Ohm. Come rivela il sito Vapolitique, sono stati poi vaporizzati liquidi francesi in tre versioni: senza aroma, al tabacco e alla menta, sia senza nicotina che con concentrazione di 16 mg/ml. “In assenza di un profilo standardizzato per lo svapo – spiegano i ricercatori – abbiamo selezionato un volume e una frequenza di inalazione elevata: un volume di 55 ml per 3 secondi con intervalli di 30 secondi”. Per la sigaretta convenzionale, invece, entrambi i parametri erano più moderati: 35 ml per 2 secondi ogni 60 secondi. I risultati sono abbastanza netti: mentre il fumo di sigaretta diminuiva fortemente la vitalità cellulare dopo 48 minuti di esposizione, il vapore dell’ecig non causava alcuna citotossicità fino a 288 minuti di esposizione. Lo stress ossidativo, inoltre, era evidente solo dopo l’esposizione al fumo. Per quanto riguarda l’effetto sui geni, i dati trascrittomici delle cellule esposte hanno indicato che il fumo di sigaretta causa una deregulation di un gran numero di geni, specialmente quelli coinvolti in importanti funzioni biologiche come lo stress ossidativo e la morte cellulare, mentre il vapore di ecig suscitava una modulazione molto discreta. “Questi risultati – conclude lo studio – suggeriscono nettamente una minore tossicità del vapore della sigaretta elettronica rispetto al fumo di quella di tabacco e costituiranno la base per ulteriori studi sperimentali con una maggiore varietà di eliquids e di modelli di ecig”. L'articolo Dalla Francia nuovo studio comparativo tra fumo e vapore sembra essere il primo su Sigmagazine. Visualizza l'articolo completo su Sigmagazine
  7. di Gennaro Scollatone Sarà vista in diretta televisiva da milioni di persone. E lo sarà proprio in uno dei momenti clou della serata. Arsenal-Sutton è solo un incontro di calcio valevole per il quinto turno della Fa Cup ma mette di fronte un gigante della Premier e una squadra di quinta divisione arrivata inaspettatamente fino a questo punto della competizione. Le telecamere saranno impegnate a cercare le espressioni dei protagonisti. E allora siamo sicuri che, oltre ai big dell’Arsenal e al portierone extra large che siederà sulla panchina del Sutton, in tv apparirà anche l’immagine dell’allenatore Paul Doswell. Sarà a quel punto che si vedrà anche lei, la sigaretta elettronica. Già, perché Doswell è uno strenuo sostenitore della sigaretta elettronica, la porta ovunque, soprattutto in occasione delle partite del suo Sutton. Non sappiamo se il Sutton riuscirà ad emulare le gesta trionfali del Leicester dell’anno scorso ma certamente questa sera ci sarà un motivo in più per sostenere la piccola compagine amatoriale e spingerla all’impresa. L'articolo In Arsenal-Sutton scende in campo anche la sigaretta elettronica sembra essere il primo su Sigmagazine. Visualizza l'articolo completo su Sigmagazine
  8. di Barbara Mennitti Si apre uno spiraglio per il settore americano del vaping. La speranza viene dalla proposta di legge bipartisan presentata in Parlamento dai deputati Tom Cole e Sanford Bishop – rispettivamente del Partito repubblicano e di quello democratico – che va sotto il nome di “FDA deeming authority clarification act of 2017”. Se accettata, la proposta modificherebbe alcune parti della normativa della Food and Drug Administration sulla sigaretta elettronica. In particolare, si chiede di eliminare la “predicate date”, cioè la data a partire dalla quale tutti i prodotti immessi sul mercato devono essere sottoposti a un costoso processo di approvazione. La data attualmente prevista dall’agenzia è il 15 febbraio 2007. Una decisione particolarmente punitiva per un settore giovane come quello del vaping: visto che praticamente tutti i prodotti attualmente sul mercato sono stati fabbricati dopo quella data. I costi di approvazione si quantificano in milioni di dollari, una spesa insostenibile per gran parte di un settore composto da piccole e medie imprese. E infatti gli esperti stimano che questa misura cancellerebbe dal mercato il 99 per cento delle aziende esistenti. Ironicamente (ma forse mica tanto) la predicate date finirebbe per avvantaggiare le multinazionali del tabacco, i cui bilanci finanziari permettono di affrontare agilmente questi costi. Insomma, la proposta di Cole e Bishop, potrebbe davvero rappresentare un’ancora di salvezza per il mondo della sigaretta elettronica americana e per chi crede nell’efficacia di questo strumento per combattere il fumo. “I prodotti del vaping – commenta infatti Sandford Bishop – offrono un percorso promettente verso la riduzione del danno a chi cerca di smettere di fumare o di limitare il fumo. Questa proposta garantisce che il processo normativo della FDA non limiti la disponibilità di alternative più sicure al tbacco per coloro che vogliono usarle”. L'articolo Stati Uniti, proposta bipartisan contro regolamentazione Fda sembra essere il primo su Sigmagazine. Visualizza l'articolo completo su Sigmagazine
  9. di Stefano Caliciuri Il loro brand è diventato sinonimo di “liquidi americani”. Da oltre un anno sono sugli scaffali della maggior parte dei negozi italiani e nelle borse di molti consumatori. Campagne social e annunci di restock si sprecano e l’eventuale assenza anche di una sola referenza viene vissuta quasi come una tragedia greca. Davide Luise è il responsabile commerciale di Ejiuce Depo, l’azienda statunitense produttrice, tre le altre, delle due versioni del Too Puft e del Crispi, del Creme Bomb, del Pound It, del Pound’er, del Crack Pie. È lui stesso a spiegare una novità che riguarda l’intero mercato italiano: “Abbiamo affidato la distribuzione esclusiva dei noti brand all’azienda Vaporart. Abbiamo scelto una struttura aziendale consolidata e affermata per dare ordine alla nostra distribuzione. In sostanza, d’ora in poi i liquidi prodotti da Ejiuce Depo, secondo la normativa vigente, avranno etichetta in italiano, dalla quale risulterà chiaramente il brand di Vaporart come importatore e distributore esclusivo per l’Italia“. Nella fase iniziale saranno prodotti in flaconi da 50 millilitri a zero nicotina a cui si potranno aggiungere altri 10 millilitri di base nicotinizzata Mix & Vape. In un secondo momento i liquidi saranno anche prodotti in flaconi nicotinizzati da 10 millilitri. “È un periodo storico strategico per l’intero settore – conclude Luise – e con l’approssimarsi della Tpd molte aziende stanno rivedendo le loro strategie commerciali. Noi abbiamo scelto di formalizzare un unico accordo industriale in esclusiva, così da garantire ai rivenditori la possibilità di avere un solo punto di riferimento“. L'articolo Too Puft, Pound It, Crispi & Co. finiscono in mani italiane sembra essere il primo su Sigmagazine. Visualizza l'articolo completo su Sigmagazine
  10. di Stefano Caliciuri Si presenta come una piccola, compatta e leggera box all in one la nuova proposta di casa Viva Kita, azienda poco conosciuta sul mercato italiano ma dalle idee molto originali. Fusion è una box per il subohm ma senza troppe difficoltà: resistenze da 0,25 ohm e potenza sino a 50 watt controllati. Nel senso che si possono impostare sino a tre differenti wattaggi: 30, 40 e, appunto 50 watt. La batteria da 1500 mAh lavorarerà in autonomia a seconda dell’impostazione prescelta. Il tank ha una capienza da 2 millilitri con resistenza ad immersione. L’aria è regolata da un foro posizionato sotto il drip. Nella confezione sono già presenti due resistenza da 0,25 ohm e il cavo Usb per la ricarica. Quattro i colori disponibili: nero, grigio, blu, rosso. Lo spegnimento è automatico dopo un periodo di inattività, rendendola molto pratica e comoda anche da tenere in tasca. Il tank contiene un led colorato che si accende ad ogni utilizzo in sette colori differenti: azzurro, verde, giallo, rosso, rosa, fucsia e arancio. Sul mercato italiano è distribuita ufficialmente da Vape international products. L'articolo Anche in Italia arriva Fusion, l’Aio di casa Viva Kita sembra essere il primo su Sigmagazine. Visualizza l'articolo completo su Sigmagazine
  11. di Barbara Mennitti In un’intervista a Sigmagazine di quasi un anno e mezzo fa Julie Woessner, presidente della dell’americana Consumer Advocates for Smoke-free Alternatives Association (Casaa), ci disse: “Tutto quello che i governi fanno per rendere le e-cig meno accessibili è un danno per la salute pubblica”. Sembra una frase profetica, perché da allora i sostenitori americani della sigaretta elettronica come strumento alternativo al fumo si sono trovati ad affrontare molte battaglie. L’introduzione della deeming regulation della FDA, accompagnata da alcune legislazioni punitive a livello statale, sta mettendo a dura prova il settore del vaping e la stessa reputazione della sigaretta elettronica. Per contrastare queste leggi e queste campagne, convinti che l’ecig sia il miglior strumento nella lotta al tabagismo e ai suoi danni, Woessner e i suoi hanno realizzato un bel video che spiega tutti i benefici per i fumatori che passano al vaping. Nel video si insiste molto su parole chiave: alternativa, più sicuro, piacevole, contrapponendole ad altre come morte prematura e malattie. Le prime descrivono il mondo del vaping, le seconde il fumo. Casaa evidenzia che milioni di fumatori hanno sviluppato malattie che causano morte prematura. Ed è noto che queste malattie derivano quasi esclusivamente dai prodotti della combustione. Da qui si passa al paragone con le sigarette elettroniche che non contengono tabacco, non bruciano materiale e non producono fumo. Viene spiegato chiaramente che quello inalato tramite la sigaretta elettronica è vapore e che si tratta di una alternativa a basso rischio al tabacco. E i dati dimostrano che è un efficace strumento per smettere di fumare completamente. Secondo Casaa, l’ecig rappresenta un vantaggio per la società perché rappresenta una fonte pulita di nicotina. La maggior parte delle sostanze chimiche che causano malattie presenti nella sigaretta, sono assenti nel vapore dell’ecig o sono presenti in quantità non ritenute dannose per la salute. Inoltre non sono conosciuti danni da vapore passivo. La nicotina da parte sua, si spiega nel video, aumenta il battito cardiaco e la pressione sanguigna, ma non causa il cancro. Al contrario del fumo. E cinque anni di studio condotti dalla Fda sulle terapie a base di nicotina hanno dimostrato queste non producono effetti dannosi. Milioni di persone, conclude il video, hanno smesso di fumare o hanno ridotto drasticamente il numero di sigarette grazie al vaping. “È sempre importante ricordare – si conclude nel video – che le sigarette elettroniche sono un’alternativa meno rischiosa alla morte e alle malattie causate dalla combustione delle sigarette”. L'articolo Tutti i vantaggi della sigaretta elettronica sembra essere il primo su Sigmagazine. Visualizza l'articolo completo su Sigmagazine
  12. di Stefano Caliciuri L’Estonia tasserà i liquidi di ricarica per sigarette elettronica di 20 centesimi a millilitro. Significa cioè un importo totale di 2 euro ogni flacone da 10 millilitri. La nuova imposizione sarà operativa dal prossimo 1 gennaio 2018. Le aziende potranno regolarizzare la loro posizione fiscale senza ioncorrere in sanzioni sino al 31 marzo 2018. Novità anche per i turisti stranieri in ingresso nel Paese baltico. Ogni persona potrà attraversare il confine con un massimo di 20 millilitri di liquido. L’eventuale eccedenza in tasca o nei bagagli dei visitatori sarà anch’essa sottoposta a tassazione di 2 euro ogni 10 millilitri. La tassa vale sia per i liquidi con nicotina che senza. L'articolo Sigarette elettroniche, l’Estonia tassa anche i liquidi dei turisti sembra essere il primo su Sigmagazine. Visualizza l'articolo completo su Sigmagazine
  13. di Beatrice Mauri L’agenzia russa per la protezione dei consumatori Rospotrebnadzor entra nel dibattito sul vaping, chiedendo che i liquidi per sigarette elettroniche siano vietati o che il loro utilizzo sia regolamentato come il fumo di tabacco. Lo scrive il sito di Pravda, che riporta anche una dichiarazione di una fonte interna all’agenzia. “Crediamo che le miscele per i narghilè e per le sigarette elettroniche debbano essere proibite, almeno fino a quando non saranno elaborate regole e requisiti per regolamentare l’uso dei dispositivi elettronici per la somministrazione di nicotina e le miscele utilizzate in questi strumenti”. L’ufficio stampa di Rospotrebnadzor ha aggiunto che l’agenzia ha sostenuto concettualmente la legge che limita l’uso dei prodotti per il fumo elettronico (nel testo in inglese non si fa differenza tra vaping e fumo, ndr). La preoccupazione dell’agenzia – si legge su Pravda – è che la crescente diffusione delle sigarette elettroniche possa mettere in pericolo gli sforzi a lungo termine compiuti per combattere il fumo fra i giovani, rendendo ancora più popolare la nicotina. L'articolo Agenzia protezione consumatori russi chiede divieto totale di vaping sembra essere il primo su Sigmagazine. Visualizza l'articolo completo su Sigmagazine
  14. di Barbara Mennitti Ancora una volta si dovrebbe dire: “Attenti al titolo”. È successo che il sito accademico Nicotine & Tobacco Research ha pubblicato uno studio su giovani, depressione e sigaretta elettronica, che investiga appunto il legame fra depressione e uso dell’ecig. Tempo 24 ore e la notizia è rimbalzata sui media americani – e presto immaginiamo anche su quelli europei – con titoli allarmistici. Ne citiamo per tutti, quello di Itech Post: “Students get depression with e-cigarette use” (GFli studenti diventano depressi usando la sigaretta elettronica). Dunque fra le sciagure più o meno fantasiose causate dalla sigaretta elettronica, ora dobbiamo aggiungere la depressione. Eppure noi non ci sentiamo tanto giù di morale… Infatti lo studio in questione dice cose un po’ diverse ed è evidente fin dal titolo della pubblicazione, che recita “I sintomi depressivi preannunciano l’uso della sigaretta elettronica fra gli studenti universitari in Texas”. E per essere più chiari, passiamo subito alle conclusioni: “Lo studio in questione indica che i sintomi depressivi preannunciano il successivo uso della sigaretta elettronica e non viceversa”. Cioè non è la sigaretta elettronica a causare la depressione, ma quest’ultima a spingere verso l’ecig. E non è una differenza da poco. La ricerca è stata condotta da un team di ricerca guidato da Frank Bandiera, docente presso la School of Public Health della University of Texas. Sono stati presi in esame 5445 studenti in 24 diversi college del Texas e si è scoperto che quelli con sintomi depressivi acuti avevano più probabilità di iniziare ad utilizzare la sigaretta elettronica nei sei mesi successivi, rispetto a quelli che non avevano quel tipo di problemi. “Non sappiamo perché la depressione induca a ricorrere alla sigaretta elettronica – spiega Bandiera – Può essere automedicazione. Come accade con le sigarette, se gli studenti sono stressati, usare l’ecig li fa stare meglio. O può essere che poiché le sigarette elettroniche sono state promosse come strumento per smettere di fumare, gli studenti depressi le usino per abbandonare le sigarette tradizionali”. In ogni caso i ricercatori hanno appurato che l’uso dell’ecig non è causa di elevati livelli di depressione. Un risultato che li ha sopresi: fra sigarette tradizionali e depressione il rapporto è reciproco e quindi si aspettavano risultati analoghi per l’elettronica. Nello studio Bandiera prova a darne una spiegazione: “Dato che le ecig normalmente rilasciano meno nicotina per ogni inalazione delle sigarette, è possibile che il minore contenuto di nicotina spieghi questi dati”. Dunque fumare le sigarette tradizionali causa depressione, svapare no. L'articolo La sigaretta elettronica causa depressione. Ma solo per i media… sembra essere il primo su Sigmagazine. Visualizza l'articolo completo su Sigmagazine
  15. di Barbara Mennitti “È il momento di abbandonare la nostra abitudine di rendere il meglio nemico del bene. Finché la nostra comunità non riuscirà a spegnere definitivamente la sigaretta, dobbiamo esplorare ogni possibile alternativa per ridurre i danni del tabacco”. L’alternativa a cui fa riferimento l’articolo pubblicato sul sito Advocate è la sigaretta elettronica e la comunità è quella Lgbt (lesbiche, gay bisessuali e transgender). A firmare l’accorato appello, invece, è Gregory T. Angelo, presidente di Log Cabinet Republicans, una organizzazione interna al Partito repubblicano americano che lotta per i diritti Lgbt. Secondo lui il fumo è una delle emergenze sanitarie della comunità. La percentuale di fumatori fra le persone Lgbt supera del 68 per cento quella del resto della popolazione. Questo non vuol dire solo che queste persone sono molto più esposte a al rischio di cancro, malattie cardiovascolari e polmonari. Le ultime ricerche dimostrano per esempio che i fumatori positivi al virus Hiv hanno molte più probabilità di morire a causa del fumo che per complicazioni legate al virus. “È una scoperta pericolosa – commenta Angelo – visto che la comunità è gravata da tassi sproporzionatamente alti sia di fumatori che di persone positive all’Hiv”. Le donne trangender, poi, corrono un rischio ancora più immediato, visto che il fumo associato alle terapie ormonali a base di estrogeni aumenta drammaticamente il pericolo di trombosi. E tuttavia negli anni la comunità si è dimostrata impermeabile a tutte le misure e le campagne antifumo, comprese quelle studiate specificamente per le persone Lgbt. “Di fronte al fallimento di queste strategie – dice l’autore – è arrivato il momento di prendere in considerazione soluzioni innovative per la riduzione del danno da tabacco nella comunità Lgbt”. E, ricordando le prese di posizione del Royal College of Physicians e i risultati di alcune ricerche, Antonio conclude: “La sigaretta elettronica e il vaping possono rappresentare un promettente primo passo per alleviare il fardello del tabacco nella nostra comunità”. L'articolo Vaping, una soluzione alternativa anche per la comunità Lgbt sembra essere il primo su Sigmagazine. Visualizza l'articolo completo su Sigmagazine