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  1. di Stefano Caliciuri L’orda di emendamenti presentati sono stati sfoltiti. Ogni gruppo parlamentare ha segnalato quelli che dovranno essere sottoposti a votazione. il comparto delle sigarette eletroniche ne esce con le ossa rotte. In totale, dei circa 6mila emendanti soltanto 1200 sono stati salvati dai gruppi parlamentari. Pochissimi quelli riguardanti il settore del vaping come si evince da questa tabella sugli emendamenti segnalati. 2.10 Abrignani. Chiede la tassa rimodulata con lo sconto del 25 per cento (2,5 euro i.i. per falcone da 10 ml.) con mantenimento del monopolio per i negozi specializzati in sigarette elettroniche, siti web con deposito fiscale ; 2.13 Iannuzzi-Galgano. Mantenimento ex emendamento Vicari; regime autorizzativo non sia discriminante nei confronti di alcun sogetto attico sul mercato o intenzionato a intraprendere nuova attività nel settore; soppressione divieto vendoita on line siti italiani; 2.3 Galgano. Abrogazione ex emendamento Vicari (articolo 19 quinquies decreto legge fiscale); 10.47 Rotta. Sconto tassa del 50 per cento (2,5 euro per 10 ml con o senza nicotina); riduzione degli importi pregressi dovuti dalle aziende non inferiore all’85 per cento e dilazione del pagamento in rate pari a 120. 10.10 Fedriga. Uguale all’emendamento Rotta, in più chiede la soppressione dell’ex emendamento Vicari (art. 19 quinquies dl fiscale) , ovvero il passaggio al monopolio dei negozi. L'articolo Sigarette elettroniche, il futuro dice Monopolio sembra essere il primo su Sigmagazine. Visualizza l'articolo completo su Sigmagazine
  2. di Stefano Caliciuri Sono le ore più calde per il fumo elettronico. Tra pesi e contrappesi politici, confronti e compromessi, l’annunciato emendamento Rotta-Boccadutri è stato scorporato in due differenti emendamenti. Il primo, come evidenziato da questo giornale, propone di dimezzare la tassazione attuale e riformulare la rateizzazione fiscale delle aziende sul pregresso debitorio; il secondo, firmato solo Rotta, inserito nell’elenco poco fa all’interno del terzo tomo, chiede invece di cancellare articolo 19-quinquies dal decreto fiscale già approvato in sede parlamentare. Secondo quanto suggerito dagli uffici legislativi della camera e del Pd, se fosse stato compreso in un unico emendamento non avrebbe trovato la copertura finanziaria sui 9,5 milioni di euro inseriti da Vicari. Anche un emendamento dell’onorevole Galgano va nella direzione di abrogare il cosiddetto emendamento Vicari. Così facendo invece, nel testo dell’emendamento si darebbe seguito anche alla copertura finanziaria con la dicitura esatta riferita soltanto al mancato assoggettamento dei negozi al Monopolio di Stato. La situazione è tutta in divenire ed è altresì complicata. La questione del vaping appare trasversale ai vari schieramenti. Non ha una etichetta ben precisa e quindi bisogna affidarsi alle volontà o alle convinzioni politiche dei singoli parlamentari. Questo il breve testo dell’emendamento di abrogazione del Vicari: Dopo il comma 623, inserire i seguenti: 623-bis. L’articolo 19-quinquies del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2017, h. 172, è abrogato. 623-ter. Agli oneri derivanti dall’attuazione del comma 623-bis pari a 9,5 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307. L'articolo Sigarette elettroniche, scorporato emendamento Pd anti-monopolio sembra essere il primo su Sigmagazine. Visualizza l'articolo completo su Sigmagazine
  3. di Stefano Caliciuri Ieri era stato dichiarato inammissibile. Poi è stato sottoposto a ricorso e riscritto. Oggi ricompare nella lista degli emendamenti che potrebbero essere segnalati dai gruppi. L’emendamento Rotta-Boccadutri-Barbanti (Pd) è stato privato della parte iniziale che abrogava l’articolo 19 quinquies del decreto fiscale, il cosiddetto emendamento Vicari. Così rimanendo le cose, l’emendamento tratta soltanto la parte fiscale (sconto tassa aumentato del 50 per cento) e dilazione debito pregresso delle aziende. Secondo il legislativo del partito democratico, la prima scrittura aveva dei problemi di copertura. Cosa che invece non ha se si evita di abrogare l’articolo 19 quinquies. Da quanto è dato intuire, quindi, se variazioni ci saranno nel testo di legge di bilancio a prescindere da quali emendamenti possano essere eventualmente approvati, andranno nella direzione di abbassare la tassazione sui liquidi, dimezzando la cifra che diventerebbe circa 2,5 euro a flacone da 10 millilitri anziché gli attuali circa 5 euro iva compresa, e di negoziare il debito delle aziende sulla tassazione pregressa. Questo è il testo riformulato: Dopo il comma 39, sono inseriti i seguenti commi: 39-bis. Agli articoli 62-quater, comma 1-bis, e 39-terdecies, comma 3, del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, le parole: «cinquanta per cento» ogni qual volta ricorrano sono sostituite dalle parole: «venticinque per cento». 39-ter. Con modalità corrispondenti a quelle disciplinate dal decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218, è possibile l’accertamento con adesione delle imposte di consumo dovute ai sensi di all’articolo 62-quater, commi 1 e 1-bis, del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504 fino all’entrata in vigore della presente norma. L’accertamento con adesione dovrà prevedere la riduzione degli importi dovuti in misura non inferiore all’85 per cento e la dilazione del pagamento della somma definita in adesione in un numero di rate pari a 120, tenendo conto dell’impossibilità di traslazione economica sui consumatori, dell’effettiva capacità di assolvere il debito tributario da parte dei soggetti, tenuti al pagamento e dell’esigenza di garantire la continuità aziendale, determinata anche in base ai dati in possesso dell’Agenzia delle Dogane e del Monopoli o di altre agenzie fiscali. È esclusa la punibilità per le violazioni commesse da parte dei soggetti che aderiscono alla definizione in adesione. 39-quater. I debitori di imposta presentano domanda di definizione in adesione ai sensi del precedente comma 39-ter mediante presentazione in via telematica del modello approvato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli entro e non oltre il 31 marzo 2018. Il procedimento di definizione in adesione si conclude entro 60 giorni dalla presentazione del modello con la sottoscrizione dell’accordo di definizione. L’accordo deve, prevedere la concessione da parte dell’aderente di una garanzia fideiussoria, prestata secondo le modalità di cui all’articolo 1, legge 10 giugno 1982, n. 348, a copertura di tre rate di pagamento. L’accordo si perfeziona al pagamento dell’imposta ivi definita; ovvero della prima rata. Il mancato pagamento di tre rate determina la risoluzione del medesimo. 39-quinquies. La presentazione del modello sospende per novanta giorni i termini per l’impugnazione di provvedimenti impositivi aventi ad oggetto le imposte di cui al comma 39-ter. Nel caso in cui tali provvedimenti siano stati oggetto di impugnazione dinanzi alla giurisdizione tributaria il processo è sospeso a domanda della parte più diligente fino alla conclusione del procedimento di cui al comma 39-quater. Il perfezionamento della definizione in adesione produce gli effetti di cui all’articolo 46 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546. 39-sexies. Il Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 dicembre 2004, n. 307, è incrementato di 44 milioni di euro a decorrere dall’anno 2018. Ai relativi oneri si provvede mediante corrispondente utilizzo delle maggiori entrate derivanti dalle norme di cui ai commi 39-bis, 39-ter, 39-quater e 39-quinquies. L'articolo Riformulato emendamento Rotta, cancellata abrogazione Vicari sembra essere il primo su Sigmagazine. Visualizza l'articolo completo su Sigmagazine
  4. (tratto da Sigmagazine bimestrale #5 novembre-dicembre 2017) di Riccardo Polosa Negli Stati Uniti d’America il Surgeon General è il chirurgo generale della nazione, il capo esecutivo dello United States Public Health Service Commissioned Corps ed il portavoce delle questioni di salute pubblica all’interno del governo federale. Insomma, è tra le massime autorità in termini di salute pubblica. Ciononostante, lo scorso mese insieme ad alcuni esperti del settore dello svapo siamo riusciti a smentire alcune sue affermazioni sull’utilizzo della sigaretta elettronica tra i giovani americani. Con una revisione pubblicata sull’Harm Reduction Journal, infatti, abbiamo spiegato che il report pubblicato dal Surgeon General nel 2016 si è basato più sulla finzione che sui fatti. Secondo i nostri dati “non c’è alcuna epidemia di utilizzo delle sigarette elettroniche tra i giovani”. Lo studio, firmato da me e redatto insieme al dottor Christopher Russell, al dottor Joel Nitzkin e al dottor Konstantinos Farsalinos, ha rilevato che i dati utilizzati nel report del Surgeon General sono stati presentati e interpretati in maniera così fuorviante da sollevare preoccupazioni esagerate circa i rischi per la salute, tanto da indurre la gente a concludere che la commercializzazione e la diffusione dello svapo sia una crisi sanitaria pubblica. In queste affermazioni, l’interpretazione della scienza è talmente erronea da mettere in discussione l’integrità scientifica dello stesso report. Lungi dall’essere una crisi sanitaria, abbiamo rilevato che i dati contenuti nel report in realtà dicono il contrario: anni di ricerche e sondaggi rappresentativi a livello nazionale indicano che l’uso della sigaretta elettronica tra i giovani statunitensi è poco frequente o sperimentale e trascurabile tra i giovani non fumatori; i crolli più alti nei tassi di fumo negli Stati Uniti si sono verificati quando le ecig sono diventate sempre più disponibili ed, infine, la gran maggioranza della pur piccola percentuale di giovani americani che ha dichiarato di usare regolarmente una ecig consuma effettivamente liquidi privi di nicotina. Secondo il nostro studio, peraltro, la maggior parte delle prove presentate nel report a proposito del danno da nicotina non è applicabile all’uso della sigaretta elettronica perché si basa quasi esclusivamente sull’esposizione alla nicotina da fumo di sigaretta e non da aerosol di sigaretta elettronica. Ci è voluto molto coraggio per criticare il Surgeon General ma il report era così fuorviante che ha richiesto un’analisi critica da parte del mondo della scienza impegnato ormai da anni nello studio di questi strumenti. © Best Edizioni – tutti i diritti riservati L'articolo Sigarette elettroniche, non esiste emergenza sanitaria tra i giovani sembra essere il primo su Sigmagazine. Visualizza l'articolo completo su Sigmagazine
  5. di Stefano Caliciuri Pd, Lega e Cinquestelle allineati sullo stesso emendamento. Sembra strano da dire, ma la sigaretta elettronica è riuscita a riunire sotto uno stesso tetto le tre forze politiche. Al momento l’emendamento è sotto osservazione della Commissione per una mancanza formale di copertura finanziaria. Ma probabilmente – dicono dagli uffici legislativi della Camera – si tratterebbe di un errore poiché l’ultimo articolo dell’emendamento reca la cifra di 44 milioni di entrate. Nella tarda mattinata di domani si sapranno quali emendamenti saranno stati segnalati dei gruppi parlamentari, ovvero quali continueranno la “corsa verso la votazione” e quali saranno destinati ad essere cestinati. Tre emendamenti singoli con tre numeri d’assegnazione ma il testo presentato dai tre gruppi è praticamente identico. Per il Pd lo hanno firmato Rotta, Boccadutri, Malpezzi, Morani, Paola Bragantini, Barbanti; per la Lega Fedriga, Guidesi, Saltamartini; per i Cinquestelle Castelli, Sorial, Brugnerotto, Cariello, D’Incà, Villarosa. Tra le evidenze: la soppressione dell’articolo 19 quinquies (emendamento Vicari), il dimezzamento della tassa (2,5 euro a flacone anziché 5 euro), la dilazione concordata del debito per le aziende in difetto di pagamento con le imposte pregresse. Questo il testo dell’emendamento presentato dai tre gruppi: Dopo il comma 39, sono inseriti i seguenti commi: 39-bis. Al decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, convertito con legge 4 dicembre 2017, n. 172, l’articolo 19-quinquies è soppresso. 39-ter. Agli articoli 62-quater, comma 1-bis, e 39-terdecies, comma 3, del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, le parole: «cinquanta per cento» ogni qual volta ricorrano sono sostituite dalle parole: «venticinque per cento». 39-quater. Con modalità corrispondenti a quelle disciplinate dal decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218, è possibile l’accertamento con adesione delle imposte di consumo dovute ai sensi di all’articolo 62-quater, commi 1 e 1-bis, del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504 fino all’entrata in vigore della presente norma. L’accertamento con adesione dovrà prevedere la riduzione degli importi dovuti in misura non inferiore all’85 per cento e la dilazione del pagamento della somma definita in adesione in un numero di rate pari a 120, tenendo conto dell’impossibilità di traslazione economica sui consumatori, dell’effettiva capacità di assolvere il debito tributario da parte dei soggetti, tenuti al pagamento e dell’esigenza di garantire la continuità aziendale, determinata anche in base ai dati in possesso dell’Agenzia delle Dogane e del Monopoli o di altre agenzie fiscali. È esclusa la punibilità per le violazioni commesse da parte dei soggetti che aderiscono alla definizione in adesione. 39-quinquies. I debitori di imposta presentano domanda di definizione in adesione ai sensi del precedente comma 39-quater mediante presentazione in via telematica del modello approvato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli entro e non oltre il 31 marzo 2018. Il procedimento di definizione in adesione si conclude entro 60 giorni dalla presentazione del modello con la sottoscrizione dell’accordo di definizione. L’accordo deve, prevedere la concessione da parte dell’aderente di una garanzia fideiussoria, prestata secondo le modalità di cui all’articolo 1, legge 10 giugno 1982, n. 348, a copertura di tre rate di pagamento. L’accordo si perfeziona al pagamento dell’imposta ivi definita; ovvero della prima rata. Il mancato pagamento di tre rate determina la risoluzione del medesimo. 39-sexies. La presentazione del modello sospende per novanta giorni i termini per l’impugnazione di provvedimenti impositivi aventi ad oggetto le imposte di cui al comma 39-quater. Nel caso in cui tali provvedimenti siano stati oggetto di impugnazione dinanzi alla giurisdizione tributaria il processo è sospeso a domanda della parte più diligente fino alla conclusione del procedimento di cui al comma 39-quinquies. Il perfezionamento della definizione in adesione produce gli effetti di cui all’articolo 46 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546. 39-septies. Il Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 dicembre 2004, n. 307, è incrementato di 44 milioni di euro a decorrere dall’anno 2018. Ai relativi oneri si provvede mediante corrispondente utilizzo delle maggiori entrate derivanti dalle norme di cui ai commi 39-ter, 39-quater, 39-quinquies e 39-sexies. L'articolo Lega, Cinquestelle e Pd chiedono soppressione “emendamento Vicari” sembra essere il primo su Sigmagazine. Visualizza l'articolo completo su Sigmagazine
  6. di Stefano Caliciuri È un emendamento inaspettato quello presentato dall’onorevole Dario Ginefra (Pd). Non era stato preannunciato e riporta parziali modifiche rispetto quello presentato dal presidente dell’intergruppo parlamentare sulla sigaretta elettronica Ignazio Abrignani. L’ipotesi prospettata dal parlamentare di maggioranza prevede il passaggio sotto il monopolio dei liquidi con e senza nicotina con vendita in via esclusiva dalle tabaccherie. Alla lettera B9 dell’emendamento però si puntualizza che possono continuare ad esercitare “gli esercizi di vicinato ad attività prevalente” nella vendita di liquidi di ricarica con e senza nicotina e dei dispositivi meccanici ed elettronici che ne consentono il consumo, comprese le parti di ricambio. Si prospetta inoltre di dimezzare la tassazione attualmente in essere, portandola dunque a circa 2 euro (iva esclusa) ogni 10 millilitri, così come verrebbe dimezzata anche per le cartucce di ricarica dei riscaldatori di tabacco. Prevede inoltre il divieto di vendita online dei liquidi (con o senza nicotina) ai consumatori che acquistano nel territorio dello Stato. questo il testo dell’emendamento Ginefra: Dopo il comma 39, sono inseriti i seguenti commi: 39-bis. Al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, articolo 62-quater, così come modificato dal decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2017 n. 172 sono apportate le seguenti modificazioni:    a) al comma 5, le parole da: «La vendita» fino a: «in via esclusiva» sono sostituite dalle seguenti: «La vendita dei prodotti di cui ai commi 1 e 1-bis, contenenti o meno nicotina, ad esclusione dei dispositivi meccanici ed elettronici, comprese le parti di ricambio, è effettuata in via esclusiva»;    b) il comma 5-bis è interamente sostituito dal seguente: «5-bis. Per gli esercizi di vicinato ad attività prevalente nella vendita dei prodotti di cui al comma 1-bis e dei dispositivi meccanici ed elettronici che ne consentono il consumo, comprese le parti di ricambio, già attivi alla data di entrata in vigore della presente norma, sono stabilite, con decreto direttoriale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, area Monopoli, da adottare entro il 31 marzo 2018, le modalità e i requisiti per l’autorizzazione e l’approvvigionamento dei medesimi prodotti, con esclusione dei dispositivi meccanici ed elettronici e delle parti di ricambio. Nelle more dell’adozione del decreto, agli esercizi di cui al presente comma è consentita la prosecuzione dell’attività.»;    c) dopo il comma 7 è inserito il seguente: «8. Le disposizioni di cui agli articoli 291-bis, ter, e quater del decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43, trovano applicazione anche con riferimento ai prodotti di cui ai commi 1 e 1-bis, ad esclusione dei dispositivi meccanici ed elettronici e delle parti di ricambio, secondo il meccanismo di equivalenza di cui al medesimo comma 1-bis. Trovano altresì applicazione ai prodotti di cui al comma 1, ad esclusione dei dispositivi meccanici ed elettronici delle parti di ricambio, ed al comma 1-bis le disposizioni di cui all’articolo 96 della legge 17 luglio 1942, n. 907 nonché quelle di cui all’articolo 5 della legge 18 gennaio 1994, n. 50. 39-ter. Agli articoli 62-quater, comma 1-bis, e 39-terdecies, comma 3, del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, le parole «cinquanta per cento» ogni qual volta ricorrano sono sostituite dalle parole «venticinque per cento». 39-quater. Con modalità corrispondenti a quelle disciplinate dal decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218, è possibile l’accertamento con adesione delle imposte di consumo dovute ai sensi dell’articolo 62-quater, commi 1 e 1-bis, del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504 fino all’entrata in vigore della presente norma. L’accertamento con adesione dovrà prevedere la riduzione degli importi dovuti in misura non inferiore all’85 per cento e la dilazione del pagamento della somma definita in adesione in un numero di rate pari a 120, tenendo conto dell’impossibilità di traslazione economica sui consumatori, dell’effettiva capacità di assolvere il debito tributario da parte dei soggetti tenuti al pagamento e dell’esigenza di garantire la continuità aziendale, determinata anche in base ai dati in possesso dell’Agenzia delle Dogane e del Monopoli o di altre agenzie fiscali. È esclusa la punibilità per le violazioni commesse da parte dei soggetti che aderiscono alla definizione in adesione. 39-quinquies. I debitori di imposta presentano domanda di definizione in adesione ai sensi del precedente comma 39-quater mediante presentazione in via telematica del modello approvato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli entro e non oltre il 31 marzo 2018. Il procedimento di definizione in adesione si conclude entro 60 giorni dalla presentazione del modello con la sottoscrizione dell’accordo di definizione. L’accordo deve prevedere la concessione da parte dell’aderente di una garanzia fideiussoria, prestata secondo le modalità di cui all’articolo 1, legge 10 giugno 1982, n. 348, a copertura di tre rate di pagamento. L’accordo si perfeziona al pagamento dell’imposta ivi definita, ovvero della prima rata. Il mancato pagamento di tre rate determina la risoluzione del medesimo. 39-sexies. La presentazione del modello sospende per novanta giorni i termini per l’impugnazione di provvedimenti impositivi aventi ad oggetto le imposte di cui al comma 39-quater. Nel caso in cui tali provvedimenti siano stati oggetto di impugnazione dinanzi alla giurisdizione tributaria il processo è sospeso a domanda della parte più diligente fino alla conclusione del procedimento di cui al comma 39-quinquies. 11 perfezionamento della definizione in adesione produce gli effetti di cui all’articolo 46 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546. 39-septies. Al decreto legislativo 12 gennaio 2016, n. 6, articolo 21, il comma 11 è sostituito dal seguente: «11. È vietata la vendita a distanza di prodotti da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide, contenenti o meno nicotina, ai consumatori che acquistano nel territorio delle Stato.». 39-octies. Il Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all’articolo 19, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 dicembre 2004, n. 307, è incrementato di 44 milioni di euro a decorrere dall’anno 2018. Ai relativi oneri si provvede mediante corrispondente utilizzo delle maggiori entrate derivanti dalle norme di cui ai commi 39-ter, 39-quater, 39-quinquies e 39-sexies. *10. 41. Ginefra. L'articolo Emendamento Ginefra (Pd): tassa a 2 euro per 10 ml e no liquidi online sembra essere il primo su Sigmagazine. Visualizza l'articolo completo su Sigmagazine
  7. di Stefano Caliciuri Ammesso l’emendamento Galgano-Iannuzzi (Civici Innovatori- Energie per l’Italia) con cui si chiede la possibilità di apertura di nuovi negozi anche dopo l’emanazione del decreto Aams (come previsto dall’emendamento Vicari) e il ripristino della vendita on line tout court. Questo il testo dell’emendamento: Dopo il comma 2, inserire il seguente: 2-bis. All’articolo 62-quater del testo unico di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, sono apportate le seguenti modificazioni:    a) il comma 5-bis è sostituito dal seguente: «5-bis. Per gli esercizi di vicinato ad attività prevalente nella vendita dei prodotti con nicotina di cui ai commi 1 e 1-bis sono stabilite con decreto direttoriale dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, area Monopoli, da adottare entro il 31 marzo 2018, le modalità e i requisiti per l’autorizzazione dell’attività di tali esercizi e l’approvvigionamento dei prodotti con nicotina di cui ai commi 1 e 1-bis osservando i seguenti criteri:    a) il regime autorizzativo non sia discriminante nei confronti di alcun soggetto attivo sul mercato o intenzionato ad intraprendere una nuova attività nel settore;    b) non ricomprendere nell’ambito della vendita a distanza vietata dal comma 11 dell’articolo 21 del decreto legislativo 12 gennaio 2016 n. 6, la vendita online effettuata dai medesimi soggetti di cui alla lettera a). Dopo il comma 2, aggiungere il seguente: 2-bis. All’articolo 21, comma 11, del decreto legislativo 12 gennaio 2016, n.6, prima delle parole: «È vietata» inserire la seguente: «Non». L'articolo Galgano Iannuzzi, ok all’online e no barriere per nuove aperture sembra essere il primo su Sigmagazine. Visualizza l'articolo completo su Sigmagazine
  8. di Stefano Caliciuri Dopo il testo a firma Abrignani ammesso anche emendamento Paolo Tancredi. Non tocca le questioni volute dalla collega di partito Vicari ma vuole definire solo la tassazione sui liquidi con nicotina. Propone la proporzionalità della tassa sul quantitativo di nicotina: 1 euro ogni 10 millilitri su un liquido a 10 mg. Questa la formula da applicare per calcolare l’imposta sul singolo flacone: 0,1 euro X millilitri X milligrammi Questo il testo dell’emendamento: Dopo il comma 2, inserire i seguenti: 2-bis. All’articolo 62-quater del testo unico del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, il comma 1-bis è sostituito dal seguente: «1-bis. Dal 1o gennaio 2018 i prodotti da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide, contenenti nicotina, esclusi quelli autorizzati all’immissione in commercio come medicinali ai sensi del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219, sono soggetti ad imposta di consumo parametrata alla quantità di nicotina contenuta nei medesimi liquidi. L’imposta di consumo di cui al presente comma consumo parametrata alla quantità di nicotina contenuta nei medesimi liquidi. L’imposta di consumo di cui al presente comma è fissata in euro 10.000 per un chilogrammo di nicotina». 2-ter. Dalla data di entrata in vigore del presente comma 1-bis dell’articolo 62-quater del testo unico di cui al decreto legislativo n. 504 del 1995, come sostituito dal comma 2-bis del presente articolo cessa di avere applicazione l’imposta prevista dal comma 1 del citato articolo 62-quater, le cui disposizioni continuano ad avere applicazione esclusivamente per la disciplina delle obbligazioni sorte in vigenza del regime di imposizione previsto dal medesimo comma. Conseguentemente, alla Tabella A voce Ministero dell’economia e delle finanze sono apportate le seguenti variazioni: 2018: – 10.000.000; 2019: – 10.000.000; 2020: – 10.000.000. L'articolo Ok anche emendamento Tancredi: tassa parametrata al livello di nicotina sembra essere il primo su Sigmagazine. Visualizza l'articolo completo su Sigmagazine
  9. di Stefano Caliciuri Ignazio Abrignani, presidente dell’intergruppo parlamentare sulla sigaretta elettronica, ha depositato un lungo emendamento al Ddl 4768 (Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020) volto alla riforma generale del comparto fumo elettronico. L’ipotesi Abrignani non prevede la cancellazione dell’articolo 19 Quinquies (emendamento Vicari) ma la riformulazione con un testo differente e differenti modalità di prosecuzione delle attività del vaping. La filiera sarebbe sempre assoggettata al monopolio (e vi rientrerebbero anche le farmacie e le parafarmacie che vendono liquidi per ecig) ma non ci sarebbero ostacoli per le nuove aperture (o meglio, Aams non dovrebbe porre paletti all’interno del decreto da emenarsi entro il 31 marzo 2018). I negozi dovrebbero dunque dotarsi di licenza per la vendita e l’approvvigionamento di liquidi con e senza nicotina. I siti web potrebbero continuare a vendere anche i liquidi con o senza nicotina previa apertura di deposito fiscale. Le aziende in debito con lo Stato sui versamenti delle accise passate potranno ottenere “la riduzione degli importi dovuti in misura non inferiore all’85 per cento e la dilazione del pagamento della somma definita in adesione in un numero di rate mensili pari a 120“. Il decreto Aams di attuazione che dovrà essere emanato entro il 31 marzo 2018. Questo il testo completo dell’emendamento che il gruppo Ala potrebbe domani segnalare in Commisisone Bilancio della Camera. “Dopo il comma 2, inserire i seguenti commi: 2-bis. All’articolo 62-quater del testo unico di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, sono apportate le seguenti modificazioni:    a) al comma 1-bis le parole: «cinquanta per cento» sono sostituite dalle seguenti: «venticinque per cento»;    b) al comma 5, le parole da: «La vendita» fino a: «in via esclusiva» sono sostituite dalle seguenti: «La vendita dei prodotti di cui ai commi 1 e 1-bis, contenenti o meno nicotina, ad esclusione dei dispositivi meccanici ed elettronici, comprese le parti di ricambio, è effettuata in via esclusiva»;    c) al comma 5, sono aggiunte in fine le seguenti parole: «e le disposizioni di cui all’articolo 21, commi 11 e 12, del decreto legislativo 12 gennaio 2016, n. 6»;    d) il comma 5-bis è sostituito dal seguente: 5-bis. Per gli esercizi di vicinato ad attività prevalente nella vendita: dei prodotti da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide, contenenti o meno nicotina, di cui ai commi 1 e 1-bis e dei dispositivi meccanici ed elettronici, comprese le parti di ricambio, già attivi alla data di entrata in vigore del presente comma, nonché per le farmacie e le parafarmacie attive nella vendita dei medesimi prodotti alla stessa data, sono stabilite, con decreto direttoriale dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, area Monopoli, da adottare entro il 31 marzo 2018, le modalità e i requisiti per l’autorizzazione e l’approvvigionamento dei medesimi prodotti, con esclusione dei dispositivi meccanici ed elettronici e delle parti di ricambio. Nelle more dell’adozione del decreto agli esercizi di cui al presente comma è consentita la prosecuzione dell’attività»;    e) dopo il comma 7 è aggiunto il seguente: 7-bis. Le disposizioni di cui agli articoli 291-bis, 291-ter e 291-quater del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43, anche con riferimento ai prodotti di cui ai commi 1 e 1-bis, ad esclusione dei dispositivi meccanici ed elettronici e delle parti di ricambio, secondo il meccanismo di equivalenza di cui al comma 1-bis. Ai medesimi prodotti di cui ai commi 5 e 5-bis si applicano le disposizioni di cui all’articolo 96 della legge 17 luglio 1942, n. 907 nonché le disposizioni di cui all’articolo 5 della legge 18 gennaio 1994, n. 50».   2-ter. All’articolo 39-terdecies, comma 3, del testo unico di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, le parole: «cinquanta per cento» sono sostituite dalle seguenti: «venticinque per cento». 2-quater. All’articolo 21 del decreto legislativo 12 gennaio 2016, n. 6:    a) Il comma 11 è sostituito dal seguente: 11. È vietata la vendita distanza transfrontaliera di sigarette elettroniche e di contenitori di liquido di ricarica, di cui ai commi 1 e 1-bis dell’articolo 62-quater del testo unico di cui al decreto legislativo del 26 ottobre 1995, n. 504, ai consumatori che acquistano nel territorio dello Stato;    b) Dopo il comma 11, è inserito il seguente: 11-bis. La vendita a distanza non transfrontaliera di sigarette elettroniche e di contenitori di liquido di ricarica ai consumatori che acquistano nel territorio dello Stato è consentita in regime di autorizzazione ai sensi del decreto del Ministero dell’economia e delle finanze 29 dicembre 2014.    c) Il comma 12 e sostituito dal seguente: 12. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, fermi i poteri dell’autorità e della polizia giudiziaria ove il fatto costituisca reato, comunica ai fornitori di connettività alla rete internet ovvero ai gestori di altre reti telematiche o di telecomunicazione o agli operatori che in relazione ad esse forniscono servizi telematici o di telecomunicazione, i siti web che effettuano vendite a distanza transfrontaliera ed i siti web che effettuano vendite a distanza non transfrontaliera in difetto dell’autorizzazione ai sensi del decreto del Ministero dell’economia e delle finanze 29 dicembre 2014, ai quali inibire l’accesso attraverso le predette reti, offerenti prodotti da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide contenenti nicotina ai sensi dell’articolo 62-quater comma 1-bis del testo unico di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995 n. 504.   2-quinquies. Agli articoli 62-quater, comma 1-bis, e 39-terdecies, comma 3, del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, le parole: «cinquanta per cento» sono sostituite dalle seguenti: «venti per cento». 2-sexies. Con le modalità di cui al decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218, è possibile l’accertamento con adesione delle imposte di consumo dovuti ai sensi dell’articolo 62-quater, commi 1 e 1-bis, del testo unico di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, fino alla data di entrata in vigore del presente comma. L’accertamento con adesione dovrà prevedere la riduzione degli importi dovuti in misura non inferiore all’85 per cento e la dilazione del pagamento della somma definita in adesione in un numero di rate mensili pari a 120, tenendo conto dell’impossibilità di traslazione economica sui consumatori, dell’effettiva capacità di assolvere il debito tributario da parte dei soggetti tenuti al pagamento e dell’esigenza di garantire la continuità aziendale, determinata anche in base ai dati in possesso dell’Agenzia delle Dogane e del Monopoli o di altre agenzie fiscali. È esclusa la punibilità per le violazioni commesse da parte dei soggetti che aderiscono alla definizione in adesione. 2-septies. I debitori di imposta presentano domanda di definizione in adesione ai sensi del comma 2-quinquies mediante presentazione in via telematica del modello approvato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli entro il 31 marzo 2018. Il procedimento di definizione in adesione si conclude entro 60 giorni dalla presentazione del modello con la sottoscrizione dell’accordo di definizione. L’accordo deve prevedere la concessione da parte dell’aderente di una garanzia fideiussoria, prestata secondo le modalità di cui all’articolo 1 della legge 10 giugno 1982, n. 348, a copertura di tre rate di pagamento. L’accordo si perfeziona al pagamento dell’imposta ivi definita, ovvero della prima rata. Il mancato pagamento di tre rate determina la risoluzione del medesimo. 2-octies. La presentazione del modello sospende per novanta giorni i termini per l’impugnazione di provvedimenti impositivi aventi ad oggetto le imposte di cui al comma 2-quinquies. Nel caso in cui tali provvedimenti siano stati oggetto di impugnazione dinanzi alla giurisdizione tributaria il processo è sospeso a domanda della parte più diligente fino alla conclusione del procedimento di cui al comma 2-sexies. Il perfezionamento della definizione in adesione produce gli effetti di cui all’articolo 46 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546. 2-novies. Le maggiori entrate derivanti dalle norme di cui ai commi da 2-quinquies a 2-septies calcolate in 30 milioni di euro a decorrere dall’anno 2018 sono destinate al Fondo per interventi strutturali di politica economica; di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 dicembre 2004, n. 307. L'articolo Emendamento Abrignani: licenza negozi e deposito fiscale web sembra essere il primo su Sigmagazine. Visualizza l'articolo completo su Sigmagazine
  10. di Stefano Caliciuri È la settimana decisiva per il futuro del mercato della sigaretta elettronica. La Commissione Bilancio della Camera dei deputati ha avviato l’esame dei 5900 emendamenti presentati per modificare il testo della legge di bilancio. Tra oggi e domani avverà la prima scrematura con il vaglio delle ammissibilità a cui seguiranno gli emendamenti segnalati dai vari gruppi. Il regolamento della Camera, al comma 10 dell’articolo 79, prevede infatti che “le deliberazioni per la formulazione del testo degli articoli possono avere luogo secondo princìpi di economia procedurale, assicurando comunque che per ogni articolo siano posti in votazione, di norma, almeno due emendamenti, indicati da ciascun Gruppo, anche interamente sostitutivi del testo proposto dal relatore”. In questo caso, essendo il ddl costituito da un unico articolo (causa fiducia al Senato) e trattandosi dell’ultima Legge di Bilancio, gli emendamenti segnalati potrebbero essere molto pochi ma, allo stesso tempo, con alte probabilità di votazione favorevole. L’attenzione della filiera è rivolta agli emendamenti che hanno per oggetto il restyling del comparto del vaping. Da un lato quelli che chiedono la soppressione dell’articolo 19 quinquies del decreto fiscale (emendamento Vicari), dall’altro quelli che vogliono abbassare la tassazione attualmente in vigore. Mentre alcuni emendamenti tendono a modificare una o l’altra parte (ad esempio, Galgano chiede la soppressione del Vicari; Busin chiede di portare lo sconto al 20 per cento), il maxi emendamento a firma Rotta-Boccadutri parrebbe contenere gli interessi di tutti gli anelli della catena: negozianti (abolizione Vicari), produttori (spalmatura pluriennale del debito), web (ripristino status quo ante Vicari), distributori (mantenimento deposito fiscale). Superato il vaglio di ammissibilità, domani i gruppi parlamentari dovranno presentare le proposte di modifica “segnalate” sulle quali si concentrerà il voto, che dovrebbe cominciare mercoledì 13. Gli emendamenti approvati in Commissione con molta probabilità non saranno più modificati in sede di votazione in aula. L'articolo Sigaretta elettronica, settimana decisiva per impianto di riforma del settore sembra essere il primo su Sigmagazine. Visualizza l'articolo completo su Sigmagazine
  11. di Stefano Caliciuri La storia è triste. E’ una storia che racconta di un barista del centro di Roma che, pur avendo la licenza di rivendita di tabacchi, non ha mai acquistato i biglietti del Gratta e Vinci. Semplicemente perché non voleva “indurre in tentazione i proprio clienti”, magari spingendoli ad occupare il tempo mentre stanno mangiando un tramezzino. Ma il povero barista non sapeva che stava andando contro la legge. Chiunque ha una licenza di rivendita di generi di Monopolio è obbligato ad acquistare un “congruo” numero di biglietti della lotteria, sia istantanee che ad estrazione unica. Il barista romano, dopo aver ricevuto la visita degli ispettori di Aams, ha dovuto pagare la sanzione e provvedere a comprare i biglietti. Anche questo è il Monopolio: l’obbligo di acquistare cosa vuole lo Stato e da chi vuole lo Stato. Ed infatti un comunicato diramato dalla Fit va proprio in questa direzione, ricorda cioé ai propri associati che sono cominciate le ispezioni per verificare che tutti i tabaccai abbiano provveduto ad acquistare i biglietti della Lotteria Italia. La doppia morale dello Stato, per mano del Monopolio, vuole che da un lato si spendano risorse per contrastare il gioco d’azardo e curare le ludopatia, dall’altro però obbliga i propri rivendintori a scommettere – è proprio il caso di dirlo – sulla vendita dei Gratta e Vinci e biglietti delle varie lotterie. Il comunicato della Federazione Italiana dei Tabaccai è molto chiaro, quasi minaccioso: “La vendita dei biglietti è iniziata già dal 12 settembre scorso ma, stando alle verifiche effettuate dalla società concessionaria per conto dell’Amministrazione, sembrerebbe che diverse tabaccherie non abbiano ancora espletato alcun ordine dei tagliandi. A tal proposito giova ricordare che i titolari di rivendita di generi di monopolio, sulla base di quanto previsto dal punto b) dell’art.15 (Obblighi speciali dei rivenditori) del Capitolato d’Oneri per la gestione della tabaccheria di generi di monopolio, sono chiamati a «tenere costantemente rifornita la rivendita in quantità adeguata alle esigenze di consumo del proprio mercato di riferimento: […] dei biglietti delle lotterie nazionali ad estrazione differita fino ad un massimo di due lotterie per ciascun anno. Per tale ragione, tutti i tabaccai sono tenuti ad effettuare l’approvvigionamento dei biglietti della Lotteria Italia sin dalla data di messa in vendita, dovendo altresì provvedere a mantenere la tabaccheria costantemente rifornita dei tagliandi, per tutto il periodo di indizione della medesima. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha avviato le prescritte operazioni di verifica invitando gli Uffici dei Monopoli competenti per territorio ad effettuare le contestazioni nei confronti dei titolari di rivendite che non risultino essersi approvvigionati dei biglietti secondo le risultanze comunicate da Lotterie Nazionali, società affidataria del servizio di distribuzione dei biglietti. Non dimentichiamo che le rivendite non in regola con il prelievo dei tagliandi della Lotteria Italia si vedranno applicata la sanzione pecuniaria di cui all’art. 35 della Legge 22 dicembre 1957 n. 1293, trattandosi di violazione degli obblighi di gestione. Sarà compito dei singoli Uffici territoriali dei Monopoli graduare l’importo della suddetta sanzione pecuniaria disciplinare che, pertanto, potrà risultare anche di importo maggiore rispetto al valore dell’acquisto dei biglietti stessi“. Cosa significherebbe per il mondo del vaping entrare nelle grinfie del Monopolio? Vedersi azzerata la capacità di scelta, poter essere soggetti a qualsivoglia “cruccio” statale, doversi accontentare delle linee strategiche commerciali nazionali, appiattire qualunque forma di libera iniziativa, poter acquistare solo cosa vuole lo Stato, dove vuole lo Stato, da chi vuole lo Stato. A noi, un mondo così non piace. L'articolo Hai pochi Gratta e Vinci? Aams ti sanziona. Anche questo è Monopolio sembra essere il primo su Sigmagazine. Visualizza l'articolo completo su Sigmagazine
  12. di Stefano Caliciuri Alessia Rotta, 42 anni, giornalista, laureata con Umberto Eco in scienze della Comunicazione, è la deputata che in questi giorni sta cercando di risollevare le sorti del vaping. Che sia di Verona, poi, non è un caso: la città di Romeo e Giulietta è anche sede di Vapitaly, Fiera internazionale del vaping che ormai da tre anni richiama decine di migliaia di visitatori. Dato territoriale a parte, in coerenza con i propri valori politici, con la presentazione dell’emendamento che porta il suo nome come prima firmataria, Rotta ha voluto “difendere i più deboli, i più piccoli, tutte le persone e i lavoratori che hanno investito i loro risparmi in una attività di salvaguardia della salute e di riduzione del danno“. In occasione della manifestazione nazionale del 29 novembre, guardando negli occhi le centinaia di persone, Rotta ha fatto proprio il problema. Lo ha portato all’attenzione del suo partito, ne è nata una discussione da cui è scaturito il testo dell’emendamento. Testo che riesce a metter d’accordo tutti gli attori della filiera, comprese le multinazionali e le istituzioni. “Come promesso, abbiamo presentato un emendamento composito che va incontro alle richieste dei tanti attori coinvolti nel sistema sigarette elettroniche. Lavoratori, produttori, distributori ma soprattutto penso ai piccoli, ai negozianti sia su strada che online, che sono quelli da difendere maggiormente“. In prima istanza ha proposto l’abrogazione dell’articolo 19 quinquies, l’ex emendamento Vicari. “Sappiamo che è una strada in salita. Però dobbiamo intervenire per ridare un futuro a tutte quelle persone che a gennaio rischiano di non poter riaprire o riprendere l’attività. Per far questo siamo dovuti anche intervenire sulla tassazione lavorando nelle more della sentenza della Corte costituzionale. Proponiamo dunque di rivedere la scontistica derivante dall’equivalenza portandola al 25 per cento su tutti i liquidi con o senza nicotina. La discriminante scelta non riguarda la quantità di nicotina ma la differenza tra combusto e non combusto. Lo ripeto, il mio più grande impegno è tutelare le persone che lavorano ma la cui storia è relativamente recente. In piazza, durante la manifestazione, ho visto i volti di persone che, dopo aver perso un lavoro, hanno avuto la forza e la lungimiranza di reinvestire i loro risparmi nell’impresa della sigaretta elettronica. Lottare per loro risponde ai miei principi: rispettare il lavoro, rispettare le persone, rispettare le regole”. Un bel segnale di distensione ma anche di apertura del dibattito e del confronto. “Occorre ragionare con metodo. Devo essere sincera: c’è stato grande dibattito anche al nostro interno. Ma noi ci atteniamo alla riduzione del danno e dopo dieci anni non si può strozzare un mercato che va nella direzione di tutelare la salute e ridurre i rischi. Il mio suggerimento è di evitare la dispersione delle forze e di aprire invece la discussione. La filiera non è disonesta, non evade: chiede soltanto di avere tasse eque e giuste per poterne sopportare la pressione, avere la possibilità di fare impresa e lavorare serenamente“. Lunedì 11 entro mezzogiorno ci sarà la dichiarazione di ammissibilità degli emendamenti. Se tutto andrà bene – come auspicabile – l’emendamento sarà votato a partire già da martedì 12. Quante possibilità ci sono che l’emendamento Rotta-Boccadutri mercoledì possa chiamarsi Riforma Rotta-Boccadutri? “Chiamarlo riforma sarebbe esagerato. Però contiamo di avere delle buone ragioni per sostenerlo e portarlo avanti. E soprattutto contiamo di poter far valere le ragioni del settore“. Riproduzione riservata © Best Edizioni L'articolo Alessia Rotta: laureata con Umberto Eco, in piazza per il vaping sembra essere il primo su Sigmagazine. Visualizza l'articolo completo su Sigmagazine
  13. di Stefano Caliciuri Prove di larghe intese in corso. Laddove non è riuscita l’alchimia delle segreterie politiche, pare stia riuscendo la sigaretta elettronica. Dal Pd ai Civici innovatori, passando per Ala e Lega, i gruppi parlamentari della Camera sono impegnati riformulare il cosiddetto emendamento Vicari, assorbito all’articolo 19 quinquies del decreto fiscale, per salvare il mercato del vaping. Gli emendamenti presentati in sede di quinta commissione sono tutti volti a ridisegnare quanto prospettato dall’alfaniana Vicari. Il testo che dovrebbe salvaguardare tutti gli interessi della filiera è quello che vede Alessia Rotta come prima firmataria e Sergio Boccadutri presentatore in sede di Commissione Bilancio. La riforma del settore, così come prospettato nell’ipotesi della deputata veronese, prevede l’abrogazione del nefasto articolo 19 quinquies. Stessa soluzione è stata prospettata dall’onorevole Adriana Galgano (Civici Innovatori). Nel testo Rotta-Boccadutri, però, si parla anche di tassazione. Si punta alla riduzione fiscale del 25 per cento, abbassando di fatto l’imposta sul singolo flacone a circa 0,195 euro per millilitro. In sostanza, ogni flacone da 10 millilitri, con o senza nicotina, sarabbe tassato con circa 2 euro più Iva. Le aziende interessate dall’accertamento fiscale sulla tassa pregressa avrebbero inoltre l’opportunità di rinegoziare il debito spalmandolo su più anni. Per quanto riguarda l’online, potrebbe essere reintrodotto il divieto di vendita transfrontaliera, rimettendo quindi la situazione nei giusti binari e consentendo ai siti italiani di continuare ad operare nella legalità. Rimarrebbe in vigore la circolare direttoriale di Aams che prevede sanzioni e oscuramento per i siti che vendono prodotti non conformi alla Tpd o non notificati. L’emendamento Rotta-Boccadutri, nato in seguito alla manifestazione del 29 novembre, è un segnale di distensione da parte del governo. Il maggior partito di maggioranza, intestandosi la paternità del progetto di riforma, ha di fatto smentito quanto sino ad oggi è parso appannaggio di Alternativa Popolare (sia Vicari che il ministro Lorenzin fanno parte della compagine alfaniana), ma ha anche dato un importante input politico all’Agenzia dei Monopoli. Tra gli altri emendamenti presentati ce n’è uno che prevede di tassare la nicotina liquida con 10mila euro in fase di acquisto da parte dei produttori. Propone cioè una tassazione proporzionale al contenuto nicotinico. Probabilmente questa ipotesi avrà vita breve, soppiantata dal più realistico sconto sulla equivalenza. Altri emendamenti propongono invece di abbassare ulteriormente lo sconto al 20 per cento per i liquidi con nicotina e al 5 per cento per quelli senza nicotina. Potrebbe però essere il testo Rotta-Boccadutri a mettere d’accordo le istituzioni e i player della filiera: aziende, negozi fisici e online, associazioni di settore ma anche tutte le multinazionali. Imperial, Bat e Jti vedrebbero salvati i loro ultimi investimenti sugli online, Philip Morris si gioverebbe dello sconto applicabile anche al suo riscaldatore di tabacco, il Ministero delle Finanze avrebbe garanzia di incassare buona parte del pregresso e un’arma per combattere l’elusione in futuro. I negozi, inoltre, potrebbero continuare a sopravvivere e, cosa ancora più importante, non saranno impedite nuove aperture. Questo il testo integrale dell’emendamento Rotta Boccadutri: All’articolo 1, dopo il comma 39, sono inseriti i seguenti commi: 39-bis. Al decreto-legge 16 ottobre 2017, n.148, convertito con legge 4 dicembre 2017, n. 172, l’articolo 19-quinquies è soppresso. 39-ter. Agli articoli 62-quater, comma 1-bis, e 39-terdecies, comma 3, del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, le parole “cinquanta per cento” ogni qual volta ricorrano sono sostituite dalle parole “venticinque per cento”. 39-quater. Con modalità corrispondenti a quelle disciplinate dal decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218, è possibile l’accertamento con adesione delle imposte di consumo dovute ai sensi dell’art. 62-quater, commi 1 e 1-bis, del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504 fino all’entrata in vigore della presente norma. L’accertamento con adesione dovrà prevedere la riduzione degli importi dovuti in misura non inferiore all’85% e la dilazione del pagamento della somma definita in adesione in un numero di rate pari a 120, tenendo conto dell’impossibilità di traslazione economica sui consumatori, dell’effettiva capacità di assolvere il debito tributario da parte dei soggetti tenuti al pagamento e dell’esigenza di garantire la continuità aziendale, determinata anche in base ai dati in possesso dell’Agenzia delle Dogane e del Monopoli o di altre agenzie fiscali. È esclusa la punibilità per le violazioni commesse da parte dei soggetti che aderiscono alla definizione in adesione. 39-quinquies. I debitori di imposta presentano domanda di definizione in adesione ai sensi del precedente comma 39-quater mediante presentazione in via telematica del modello approvato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli entro e non oltre il 31 marzo 2018. Il procedimento di definizione in adesione si conclude entro 60 giorni dalla presentazione del modello con la sottoscrizione dell’accordo di definizione. L’accordo deve prevedere la concessione da parte dell’aderente di una garanzia fideiussoria, prestata secondo le modalità di cui all’art. 1, legge 10 giugno 1982, n. 348, a copertura di tre rate di pagamento. L’accordo si perfeziona al pagamento dell’imposta ivi definita, ovvero della prima rata. Il mancato pagamento di tre rate determina la risoluzione del medesimo. 39-sexies. La presentazione del modello sospende per novanta giorni i termini per l’impugnazione di provvedimenti impositivi aventi ad oggetto le imposte di cui al comma 39-quater. Nel caso in cui tali provvedimenti siano stati oggetto di impugnazione dinanzi alla giurisdizione tributaria il processo è sospeso a domanda della parte più diligente fino alla conclusione del procedimento di cui al comma 39-quinquies. Il perfezionamento della definizione in adesione produce gli effetti di cui all’articolo 46 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546. 39-septies. Il Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 dicembre 2004, n. 307, è incrementato di 44 milioni di euro a decorrere dall’anno 2018. Ai relativi oneri si provvede mediante corrispondente utilizzo delle maggiori entrate derivanti dalle norme di cui ai commi 39-ter, 39-quater, 39-quinquies e 39-sexies. L'articolo Legge di stabilità, presentati emendamenti “salva sigarette elettroniche” sembra essere il primo su Sigmagazine. Visualizza l'articolo completo su Sigmagazine
  14. di Stefano Caliciuri È una delle giornate più importanti per il vaping. Scadono alle ore 16 i termini per la presentazione degli emendamenti da discutere e votare in legge di Stabilità. L’onorevole Adriana Galgano (Civici Innovatori) da tempo è sostenitrice della causa del riduzione del danno e lo dimostra ancora una volta presentando una ipotesi di ristrutturazione del settore. Che, però, parte dall’abrogazione dell’articolo 19 Quinquies del decreto fiscale, già noto come “emendamento Vicari”. L’onorevole perugina chiede l’abrogazione in toto dell’articolo in questione a cui dovrebbe conseguire l’apertura di un tavolo istituzionale che posso coinvolgere il governo, le associazioni e gli esperti del settore. Solo a quel punto potranno essere scritte regole condivise e certe sul comparto del fumo elettronico. L’emendamento è firmato anche dai colleghi di partito Domenico Menorello, Ivan Catalano e Mara Mucci. “Oncologi di fama mondiale, come il compianto Veronesi e Tirelli – spiega Adriana Galgano – hanno più volte dichiarato di considerare le sigarette elettroniche un importante strumento di prevenzione e tutela dei danni da tabagismo. In Italia, infatti, l’80% dei 70mila decessi annui da fumo sarebbe dovuto non alla nicotina ma ad inalazione di catrame, particelle e gas tossici che non sono presenti nelle sigarette elettroniche. Secondo il rapporto condotto nel Regno Unito per conto di Public Health England, l’autorità sanitaria inglese, le sigarette elettroniche sono per il 95% meno dannose rispetto a quelle convenzionali e c’è comunque ampio consenso all’interno della comunità scientifica sul fatto che il vapore elettronico sia significativamente meno dannoso del fumo di tabacco. Pertanto le sigarette elettroniche potrebbero svolgere un ruolo importante nel raggiungere uno degli obiettivi delle Nazioni Unite per il 2025: ridurre del 30% il numero di fumatori e le morti per cancro e tumori“. “L’utilizzo della sigaretta elettronica – continua l’onorevole Adriana Galgano – rappresenta un primo passo per l’abbandono dell’abitudine del fumo. L’emendamento abroga le disposizioni sulle sigarette elettroniche introdotte recentemente nel decreto fiscale, perchè si ritiene che qualsiasi iniziativa legislativa riguardante la salute e la diminuzione dei costi sanitari derivanti dai danni dal fumo sia da prendere attraverso la costituzione di un apposito tavolo tra ministeri interessati gli operatori e gli esperti del settore“. L'articolo “Abrogare Vicari, istituire tavolo di confronto governo-associazioni” sembra essere il primo su Sigmagazine. Visualizza l'articolo completo su Sigmagazine
  15. di Stefano Caliciuri L’articolo 19 quinquies del Decreto fiscale è legge dello Stato. Pubblicato questa mattina in Gazzetta Ufficiale, la norma voluta dalla senatrice alfaniana Simona Vicari sta ridisegnando il settore del vaping. Il primo e immediato effetto ha coinvolto i siti e gli shop on line che hanno provveduto ad eliminare dalle proposte d’acquisto i liquidi contenenti nicotina e le sigarette elettroniche regolamentate da Tpd. Chi non ancora non lo ha fatto potrebbe essere colpito dalle sanzioni dell’Agenzia dei Monopoli tra cui l’oscuramento del sito. Entro domani alle 16 ci sarà la possibilità di intervenire con soluzioni politiche alternative. Il confronto tra le parti in queste ore è serrato: le associazioni di settore sono impegnate a tutelare la sopravvivenza dei siti on line consentendo loro di essere considerati alla stregua dei negozi su strada. Con il divieto di vendita di nicotina on line, il legislatore ha voluto parificare il vaping al tabacco. Non rendendosi però conto che così facendo sta intervendo a piè pari nella vita di migliaia di famiglie che hanno costruito nel tempo un’attività economica legata all’innovazione e alla tutela della salute. Il progresso non può essere fermato, rendere fuorilegge il web è segno di miopia politica, oltre che impossibile nei fatti interromperne l’avanzata. L'articolo Sigarette elettroniche, in vigore il divieto di vendita nicotina on line sembra essere il primo su Sigmagazine. Visualizza l'articolo completo su Sigmagazine