Cheshire

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Reputazione Forum

1351 Ottima

Su Cheshire

  • Compleanno 02/03/2016
  1. Sogni proibiti (del vaper)

    e considerato che io ho la "fortuna" degna di Pilaf... Comunque... Di questo non dite nulla? https://www.fasttech.com/products/3028/10024947/5410401 Due tank indipendenti, due liquidi separati, due aromi differenti... il tutto in una bocca unica, perchè ... "Tciù is mej che uan! " (chi ha vissuto gli anni 90 non può essersi scordato di questa pubblicità...) No, seriamente... due tank indipendenti e un'aspirazione unica (che potete anche usare singolarmente, se non siete così coraggiosi) , ottimi per raddoppiare il rischi di steccate e mescolare i sapori più assurdi (tipo... Crispy Bacon di Capella sotto , e Tartaruga palustre di Hangsen sopra...e giuro che esistono entrambi gli aromi http://www.e-cigs-shops.com/10ml30ml50mlhangsenhs-ejuiceeliquid-turtleturtle-6mg11mg24mg-p-176.html )
  2. Sogni proibiti (del vaper)

    non saprei, ma vale la pena tentare
  3. Sogni proibiti (del vaper)

    io mi trovo benissimo, l'ho accantonato solo per una questione di portabilità, e perchè ultimamente stà sperimentando un'adattamento molto artigianale per far rendere la kangertech drip-ez (e funziona!) Consiglio personale, se non lo vuoi assolutamente perchè "dragonball" (leggasi : collezionista sfegatato ) , prendi la versione tutta nera , che è MOLTO più elegante e sobria. Funzionare...funziona molto bene, il deck è spazioso, è tanto arioso, non avrai problemi di liquidi densi perchè pesca anche il catrame, la resa aromatica è ottima... ma un paio di difetti li ha: vetro fragile: non tanto per il vetro, che è pure bello spesso per gli standard dei tank... quanto per la sua forma, che se casca o prende un'urto, è matematico che ad essere colpito è il vetro. Certo, non è che a sfiorarlo si rompe...ma a me tutti gli atomizzatori son cascati almeno una volta dalla scrivania... il dragonball mi è cascato SULLA scrivania perchè si è rovesciata la box e il vetro ha salutato. (comunque ,a differenza di altri atom ,il vetro si trova di ricambio, e uno di scorta è nella scatola) Il drip tip si sfila con troppa facilità: è attaccato con un'incastro troppo facile da sfilare. Non ti resta attaccato alle labbra mentre svapi, ma non ci vuole molto a sfilarlo (nota positiva, è in ultem, una resina ad alta resistenza termica che non si scalda manco per sbaglio) la cotonatura richiede un po di pratica: non è difficile da cotonare nel senso stretto, và imparato a cotonare. Non ne serve troppo, ma se ne metti poco la prima volta che lo inclini o fai un refill , piscia dalle prese d'aria. In compenso, se ne metti troppo, non ti dà alcun problema, a patto di non comprimerlo come una pressa o posizionarlo sopra i condotti dell'aria.
  4. Sogni proibiti (del vaper)

    seeee... a trovarla disponibile (davvero disponibile, non segnata disponibile e poi aspetti due mesi, già pagata, per sentirti dire che non è ancora disponibile e non sanno quando lo sarà) sono 2 anni che la cerco.
  5. Resa aromatica polmone - a quanti watt svapate?

    è proprio il concetto di fondo di questa tua perplessità ad essere sbagliato. Non esiste un "wattaggio oltre il quale..." i watt non sono e non saranno MAI un parametro univoco di riferimento per la resa di una build. I watt sono una risultante. Tu parti dall'idea di tralasciare coil diametri etc, ed è proprio quello invece che và preso in considerazione. Vuoi lavorare nel range dei 40-80W? Nessun problema. Inizia a studiarti build che riescano ad avere la massima superficie di contatto possibile e mantenersi nel range dei 200-350mW/mm2 con quei wattaggi. Non valuterai poi i fili più o meno spessi , materiali e spire, le devi valutare prima. Gli approcci alla massimizzazione della resa, in particolare su elettronico, sono sostanzialmente 2: Studiare una build che offra maggior superficie di contatto possibile, verificare quanti watt servono per portarla fra 200 e 350mW/mm2 (che è questo il parametro che devi osservare, non i watt fini a se stessi) e poi, di conseguenza , regolare la tua box con i wattaggi ricavati,qualunque essi siano. Porti un range di watt massimo-minimo (o anche solo massimo), e studiare la build che riesce ad equilibrare la massima superficie di contatto con la resa di 350mw/mm2 per i watt che hai deciso. [Il meccanico è tutto un'altro mondo e un'altro modo di ragionare, perchè ti subentra il parametro dei volt erogati, dai quali dipendono i watt in relazione alla resistenza, e tutto si complica.] Quando hai preparato una build secondo queste logiche, allora puoi iniziare a agire su i watt cercando la resa che più ti aggrada Resa che non dipende solo dai watt o dalla potenza dissipata, ma anche dal tipo di build, dal tipo di atomizzatore, dal tipo di liquido...
  6. Acciaio 430 e competition wire

    L'acciaio ti conviene stare sempre a +1ga rispetto al kanthal, così pareggi la maggior reattività del kanthal (a pari diametro). Andare a +2ga di fatto rovesci la situazione che si presenta con pari ga. Se a pari ga hai un kanthal più reattivo dell'acciaio, con un acciaio di +2ga ti trovi un acciaio più reattivo del kanthal in modo simile ma inverso del precedente. Il vantaggio comunque è proprio avere un amteriale leggermente più reattivo dell'altro, che scalda prima (iniziando dunque prima la vaporizzazione) e aiuta il secondo a scaldare più velocemente. L'idea, teorica, è ottenere una vaporizzazione non lineare, che parta "delicata" con un solo materiale e poi cresca di colpo esponenziale con l'arrivo in temperatura del secondo.Un po, sempre in linea teorica, come la differenza di erogazione fra una macchina turbo e una macchina aspirata, lineare e progressiva l'aspirata, lenta all'inizio e poi di colpo a pieno regime per la turbo Altrimenti, se devi pareggiare i comportamenti dei materiali, tanto vale usare tutto lo stesso materiale Riguardo la questione della vaporizzazione, è vero che un filo molto più reattivo dell'altro potrebbe portare a steccate. Questo prevederebbe il vaporizzare tutto il liquido nel cotone a contatto prima che le fibre del cotone riescano a trasportare il liquido assorbito e rimasto attorno. In teoria è un'analisi corretta, in pratica parliamo di spazi così ristretti che è praticamente impossibile da ottenere. E' più facile che la parallel, nel suo totale complesso, butti in secca il cotone prima che riesca a pescare liquido dal tank (nelle soluzioni a tank). Comunque son tutte prove che, a mio avviso, se si è curiosi di sperimentare vanno fatte almeno una volta. Non muore nessuno e magari scoprite una soluzione che vi piace
  7. Acciaio 430 e competition wire

    In realtà una parallel kanthal/ss316 rompe la teoria e funziona anche bene. L'ho provata qualche volta con kanthal e ss316 entrambi 26ga e : -riesci ad avere una resistenza finale più bassa del doppio kanthal e più alta del doppio acciaio, che spesso può fare la differenza -riduci la perdita di reattività che avresti facendola solo acciaio -generi un'effetto induzione, dove il materiale che scalda prima (kanthal) trasmette parte del suo calore all'altro materiale adiacente (acciaio) velocizzandolo -il calore generato, per principio di induzione (e considerate le ridotte misure in gioco), è uguale in ogni punto della coil Seppur la teoria possa suggerire il contrario, la pratica minimizza i problemi e evidenzia la funzionalità della soluzione. Ah, ovviamente con fili del medesimo spessore; variando lo spessore si può andare incontro a comportamenti anomali, come nette differenze nei tempi di accensione (che andrebbero provati, perchè teoricamente possono dare luogo ad un riscaldamento progressivo non lineare, che potrebbe essere interessante)
  8. Clapton 26+30 ga demon killer

    Caro figlio del difensore di Zephyria... (spettacolare quella serie ) L'acciaio rilascia microparticelle dannose... Verissimo.... a temperature tali che, con ogni probabilità, il tuo atomizzatore si è già sciolto in una colata di metallo fuso e il cotone si è incenerito da almeno 10 minuti Si parla di oltre gli 800°... fai te Comunque, guardando quel filo ,che è kanthal, ("clapton" è il tipo di lavorazione) come sostanzialmente tutte le clapton se non specificato diversamente (abbastanza rare, ve le dovete proprio cercare)... In dual coil, su punta da 3 , con 5 spire sei a circa 0.5ohm (0.48-0.49 stando ai calcoli), e ti servono un bel pò di watt, grossomodo dai 60 ai 130W, che non sono pochi. Se riduciamo a 4 le spire, meglio se ben spaziate, scendiamo a 0.42 ohm, e le richieste di watt scendono a grossomodo 50-100W. E' un filo abbastanza esoso in termini di watt.
  9. Acciaio 430 e competition wire

    Andiamo per ordine inverso SS321 : acciaio inossidabile austenitico, della stessa famiglia del 316 (sempre standard AISI serie 300). Rietra fra gli acciai inossidabili definiti "ad uso alimentare", assieme per esempio al 316 , 304 e 430 (ma NON il 317, che vedremo dopo). La caratteristica di questo acciaio è l'alta concentrazione di titanio (circa 5%) che lo rende più resistente alla corrosione e alle alte temperature. Viene usato in ambito chimico ma anche largamente in campo automobilistico e motociclistico, dove viene usato per realizzare i collettori di scarico ad alte prestazioni per i motori. Ridimensionandoci al mondo svapo, ha caratteristiche del tutto identiche al 316,anzi...si potrebbe quasi dire che non c'è differenza In realtà la minima differenza c'è, a parità di spire e sezione, si passa da , per esempio, una 0.45 ohm con un ss316 a 0.44 ohm con ss321, con una reattività del 321 peggiore solo sulla carta (talmente poca la differenza che è impossibile da notare). Cambia, quella di parecchio, la curva del TCR, obbligando a impostarla specifica per il 321 se si vuole usare in TC. Tolto questo, sono praticamente identici come comportamento. SS317L : intanto una premessa: la lettera L che trovate spesso a seguito dei codici AISI degli acciai, indica "low carbon", ovvero una lega uguale alla sua versione normale (senza L) ma con un processo di lavorazione più curato che riduce la presenza di carbonio sotto la soglia dello 0.03%. Parlando dell'acciaio inossidabile 317, è caratterizzato dall'alta concentrazione di molibdeno (3-4%) ed è particolarmente usato nel settore chimico data la sua ottima resistenza ad acidi e materiali corrosivi. Per lo svapo risulta più resistivo del 316 e più reattivo, anche se non in modo così esagerato. Diciamo che per notare la differeza dovete essere bravi A livello di controllo temperatura, è utilizzabile ma richiede l'impostazione del suo TCR, molto diverso da quello del 316. Nota: talvolta si trova sotto la dicitura commerciale di "Haywire" Ni90 : è un NiChrome, composto al 90% da Nichel e 10% Cromo. Come tutti i NiChrome ha un campo di impiego vastissimo. Nello svapo è poco più resistivo del N80 e poco più reattivo. Di fatto, è praticamente identico al N80 Ni60: anche questo è un NiChrome, 60% nichel e 40% cromo; è detto talvolta anche NIChrome type C ( il type A è il N80 e il type B è il N70). Lievemente meno resistivo del N80 e lievemente meno reattivo del N80. Di fatto sono differenze minime che faticano ad avere , nel nostro ambito, una differenza visibile. Si, il concetto era quello, ovvero come rendere un cacciavite magnetico, anche se l'acciaio usato non ha caratteristiche di magnetismo permanente (e risparmiare un sacco di soldi, a dire del capo officina...cosa discutibile se mai per sbaglio ti beccasse un controllo della sicurezza sul lavoro a fare cortocircuiti con bobine improvvisate Ma a 16 anni era anche divertente ...finchè non tenevi troppo i fili a contatto con la batteria, sciogliendo la plastica della guaina, scottandoti le dita e aspirandoti dei bei vapori tossici... bei tempi ) Concordo con te, è inutile andare a cercarsi materiali assurdi e improbabili (e con questi includo anche i fili "da competizione", che dietro a nomi pubblicitari non si sà esattamente cosa ci sia) quando poi non è che ci manchino le scelte. Io sono il primo che si proverebbe anche il filo spinato per il puro gusto di farlo, ma da qui a consigliarlo ci passa non un mare ma un'oceano intero Fra l'altro, anche il discorso dell'acciaio "magnetico" mi pare una commercialata bella e buona, per attaccare una dicitura fascinosa su un prodotto per spingerne le vendite. Come ho detto, di per sè l'appellativo "magnetico" vuol dire tutto e nulla. No, non sono un chimico. Ho studiato elettronica, ho passato più di 15 anni fra officine e nel settore della meccanica, ho lavorato qualche anno nel settore degli animali esotici (prevalentemente rettili) e ora faccio un lavoro completamente diverso , in un centro recupero animali selvatici...ma ho sempre amato capire le cose; non tanto apprenderle, quanto capire il perchè e il come; sono uno di quei bambini che non erano interessati all'imparare che aprendo il carillon iniziava la musica, ma volevo smontarlo per capire perchè partiva la musica e come veniva prodotta Sono quello che ora rompe le scatole ai veterinari per farsi spiegare le basi di farmacologia e biologia , perchè non mi basta sapere che per l'effeto X serve il farmaco Y, ma voglio capire perchè e come funziona (e dove non arrivo, provo a studiare e farmi spiegare) Si, sono un nerd
  10. Acciaio 430 e competition wire

    Chiedo scusa a tutti, ultimamente faccio fatica a seguire il forum causa impegni vari Andiamo con ordine: Acciaio 430 : scelta interessante e valida. Usabile sia in variwatt che in TC (ovviamente su box che permettano di inserire valori di TCR personalizzati, visto che NON funziona con il TCR del 316) Calcolatori come Steam engine lo hanno tranquillamente fra i materiali selezionabili, perciò ci si può fare un'idea di quale sia la misura più adatta ai nostri scopi senza troppa difficoltà. Nichrome : anche se si porta dietro vecchie discussioni su una sua eventuale tossicità (discussioni abbondanti e abbastanza inconcludenti), resta a mio avviso uno dei materiali da mettere nella triade "d'obbligo" per chi rigenera, assieme a Kanthal e s316. E' la perfetta via di mezzo fra Kanthal e SS316L , meno resistivo del kanthal e più reattivo del ss316l (senza però essere mai poco reattivo come il ss316L o tanto resistivo come il kanthal). Consiglio, per iniziare ad usare questo materiale, un filo da 26GA che è particolarmente versatile. Nota: ci sono svariate tipologie di Nichrome, espresse con un numero dopo la N (N80. N70, N60... pare il vecchio catalogo Nokia ) , Il numero indica la percentuale di nichel nella lega (N80 stà per 80% nichel). Il tipo N80 è il più diffuso e, di norma, quando trovate un nichrome senza specifiche particolari, è un N80. Acciai magnetici: è un discorso lunghissimo, visto che ,escludendo le leghe specifiche per magneti (dove viene aggiunto neodimio, cobalto etc) in linea di massima si dovrebbe parlare di acciai NON magnetici (ovvero che non possono essere magnetizzati, e sono pochi, grossomodo tutto il gruppo AISI300, fra cui i "nostri" 304, 316, 316L ) , e acciai a magnetizzazione non permanente (la maggior parte). Volendo fare proprio una distinzione indicativa , tenendo a mente che il termine "acciai magnetici" è abbastanza improprio, sono magnetici tutti gli acciai ad alta concentrazione di carbonio (>0.3%) o di silicio (>3%) ; o più generalmente, sono definibili "magnetici" tutti gli acciai inossidabili ferritici (AISI serie 400) e martensitici (AISI serie 500) , lasciando come "non magnetici" gli acciai inossidabili austenitici (AISI serie 200 e 300). Ribadisco come la definizione "acciai magnetici" sia fuorviante. In primo luogo perchè dire acciaio non equivale a dire acciaio inossidabile (il quale è una tipologia di acciaio, e non un sinonimo). Gli acciai che andiamo ad usare noi sono (si spera) tutti inossidabili, e con "acciai magnetici" si può intendere anche leghe appartenenti agli acciai ,con caratteristiche di magnetismo (stabile/permanente) ,che con lo svapo ci azzeccano poco. In secondo luogo perchè il termine stesso "magnetici" indica un gruppo di materiali divisi fra magnetici permanenti (che mantengono capacità magnetiche stabili dopo essere stati magnetizzati) e magneti non permanenti (le cui caratteristiche elettromagnetiche calano nel tempo al termine della magnetizzazione) Perciò, diciamo pure che l'affermare "acciai magnetici", è un pò come dire "frutti rossi"... che seppur generalmente indica i frutti di bosco, letteralmente può indicare tanto i pomodori, quanto i peperoncini Aneddoto: quando comincia a lavorare in officina, da buon apprendista ignorante come una zappa, avevo sempre difficoltà ad andare ad avvitare viti nei peggio meandri delle automobili; il problema era che le viti non stavano incastrate sulla punta del cacciavite (che ovviamente non era con la punta magnetica, costano troppo -_-' ). Un giorno un collega anziano, dopo essersi fatto abbondanti risate guardandomi, mi insegnò un "trucco". Bastava prendere il cacciavite , avvolgerlo in un filo elettrico abbastanza spesso, collegare il filo elettrico ai due capi di una batteria da auto e, in pochi secondi (possibilmente prima di incendiare il cavo elettrico e di lasciarci le mani), il cacciavite era stato "magicamente" magnetizzato per qualche ora, essendo i cacciaviti realizzati in acciai magnetici non permanenti. Già dopo un'ora il cacciavite era molto meno "magnetico" e dopo un paio d'ore il suo magnetismo era scomparso. Questa è la sostanziale differenza fra acciai magnetici permanenti (che costano uno sproposito) e non permanenti Materiali "non usuali": Sezione lunga anche qua, ma voglio fare due premesse che reputo molto importanti: Ci sono molti materiali che -potenzialmente- possono essere usati nello svapo. Alla fine basta che siano filabili, che non fondano a bassa temperatura ,che non deformino a bassa temperatura e che presentino una resistività/metro accettabile. Sono tutti materiali che nascono per altri scopi ed usi, pensati per altre lavorazioni e che ,più o meno casualmente, presentano caratteristiche compatibili con lo svapo. Quello che però nessuno sà con certezza ,di questi materiali, è il rilascio di sostanze tossiche durante il riscaldamento, o le possibili interazioni con i liquidi. Non si può sapere perchè non ci sono studi, essendo materiali destinati in origine e in progetto a tutt'altro scopo. Mentre possiamo facilmente sapere, di qualsiasi materiale normalizzato (appartenente cioè ad una normativa o standarizzazione produttiva) caratteristiche fisiche come la resistività e la conduttività, praticamente mai avremo indicazioni chiare riguardo la tossicità (ad esclusione di quei materiali appunto destinati ad uso alimentare, o uso medico). Il fatto che siano presenti su uno shop internazionale, non garantisce automaticamente la loro non tossicità. Perciò quando troviamo materiali "strani" e "nuovi", vi prego: andiamoci sempre con la massima cautela. (e la questione potrebbe essere espansa anche ai vari fili dai nomi commerciali più strani, e dalla composizione sconosciuta... io per principio , in un mondo dove ci sono milioni di leghe codificate internazionalmente, mi fido poco di chi non precisa il materiale in uso) Chiuse le premesse... Tungsteno : bhe, lo conosciamo tutti, ci fanno i filamenti delle lampadine E' il metallo con il più alto punto di fusione, e l'elemento, dopo il carbonio, con la più alta temperatura di fusione. Oltre alle lampadine ha una marea di campi di applicazione, che vanno dagli armamenti e i metalli super pesanti ( grazie alla sua stabilità e alta densità, viene usato anche in sostituzione dell'uranio impoverito ), alla bigiotteria, all'uso in leghe aerospaziali, a gli impianti nucleari e schermature anti radiazioni (offre caratteristiche di schermatura quasi migliori del piombo,e resiste anche al plasma)... E' un gran materiale, che a noi può interessare per la possibilità di essere lavorato in fili finissimi e con molto difficili da fondere. Soffre però il problema dell'ossidazione durante il riscaldamento. Seppure sia un materiale molto resistente all'ossidazione, una volta riscaldato questa caratteristica si riduce drasticamente. Come possa reagire , riscaldato, a contatto con i liquidi, questo non ci è dato saperlo con precisione. Ammettendone la non tossicità, è un materiale davvero impossibile da usare nello svapo per questioni meramente pratiche. Può funzionare tranquillamente in TC, e questo probabilmente è il suo uso quasi esclusivo. Và usato in fili estremamente fini, e con "estremamente" non scherzo... roba sotto gli 0.2mm, o la resistività sarà troppo bassa. Facendo due esempi, 6 spire su punta da 3 con tungsteno da 26GA (0.4mm) vi dà una resistenza di 0.03ohm (zero-punto-zero-tre!) , con un filo da 32GA ( siamo già a 0.12ohm (UNA resistenza), con un impalpabile filo da 38GA (!!!!! 0.1mm) stiamo ad un "accettabile" 0.45ohm (certo...con una superficie di contatto praticamente nulla, e dunque una vaporizzazione praticamente nulla...ma tant'è...). Il tungsteno obbligherebbe l'uso di fili di misure così piccole da annullare ogni vantaggio del materiale con una superficie di contatto praticamente inesistente. Zirconio: lo zirconio e le sue leghe vengono usate in chirurgia e odontoiatria (grazie alla loro non tossicità e resistenza alla corrosione), è un metallo estremamente resistente alle corrosioni tanto da essere usato anche in ambito chimico in ambienti o con prodotti altamente corrosivi, viene usato in ambito nucleare come schermatura e come materiale costruttivo nei reattori nucleari, il suo ossido viene usato per trattare le lenti fotografiche (che costano un rene...ne sò qualcosa ). In lega viene usato per realizzare i super conduttori. Dal punto di vista di nostro interesse, ha una capacità resistiva di circa il 25% più alta del tungsteno, ma pur sempre valori estremamente bassi e scarsamente usabili. Valgono dunque le considerazioni fatte in precedenza con il tungsteno, con l'aggiunta che non si sà chiaramente come impostare un eventuale TCR Aluchrom : Giuro che mi mancava, e onestamente ne sò molto poco. E' una lega di ferro (70%) Cromo (25%) e Alluminio (5%). E dunque definibile come acciaio ferritico, quasi sicuramente catalogato nel sistema AISI nel gruppo 400 (simile all'acciaio 430 di cui si parlava prima) ma non ho al momento a portata testi che mi diano la dettagliata classificazione del gruppo AISI 400 per cercare la catalogazione corretta. Da quel che vedo viene usato come refrattario (ho trovato prodotti anche in pasta da spalmare per il trattamento dei camini e dei forni...) e la cosa sarebbe compatibile con la sua composizione (l'alluminio viene aggiunto per aumentare la resistenza alla corrosione a caldo). Avanzo l'ipotesi sia il materiale più adatto fra i tre allo svapo, ma non ci giurerei troppo e non avendo dati concreti, non saprei nemmeno come usarlo.
  11. Perplessità da neofita

    in effetti me lo sono sempre chiesto pure io il perchè non adottare un'opzione di bypass. La risposta più ragionevole che mi son trovato, stà nella ridotta possibilità di applicazione rispetto alla versatilità del circuito. Considerato che il dna75 , come circuito, è progettato sia per box con 18650 (e 26650, che di fatto non cambia praticamente nulla) ma anche per box con pacchi batteria LiPo, l'applicabilità del bypass si ridurrebbe esclusivamente alle versioni con 18650/26650 (perciò programmare 2 software uguali ma leggermente diversi, prevedere 2 distribuzioni separate,2 firmware da aggiornare e seguire, etc...) In modo esponenziale, parlando del dna200 e del nuovo dna250 , che nascono pensati per 3*18650 ( o 2*18650 nelle versioni "ridotte" dna133 e dna166) e nel contempo anche per pacchi batteria LiPo, tale funzione risulta se non del tutto inapplicabile, quantomeno poco utile. Considerato perciò che la funzione bypass sarebbe realmente applicabile solo ai dna75 (e dna60, volendo ben vedere, ma tralasciando gli ormai obsoleti dna40 e dna30), e nel ambito del dna75 solo su sistemi con singola 18650, non ha senso progettare una funzione a rischio che poi qualcuno trovi il verso di trasportarla anche nelle altre versioni , con tutti i rischi che seguono. Perchè, come azienda, sanno perfettamente che implementare una simile funzione , fosse anche solo sbloccabile da software Evolve, è matematico che poi venga abilitata anche su dispositivi che non dovrebbero averla. E se poi succede qualcosa e qualcuno si fà male perchè abilita il bypass su una dna250 con lipo? Certo, ha fatto una modifica non prevista dalla casa,ma intanto è tutta pubblicità negativa per Evolve, perchè la funzione l'ha prevista (anche se per modelli diversi).Credete davvero che un qualsiasi giornallista starebbe li a spiegare che tizio si è fatto del male perchè ha abilitato una funzione prevista, ma per altri modelli? Questione molto diversa è se qualcuno, con un hack del firmware, introduce una funzione nuova (il bypass) che il produttore non ha mai previsto, li Evolve si salva sempre e comunque; il tizio si è fatto male perchè ha manomesso il device abilitando funzioni non progettate dalla casa. Questione molto più semplice
  12. Perplessità da neofita

    infatti il DNA non ha nessuna modalità bypass in nessuna versione , in particolare nelle versioni maggiori (vi voglio vedere a fare bypass con una lipo a 11 V ) Comunque una cosa, nel confronto iniziale, non è stata presa completamente in considerazione: la pico dopo tipo 4 tiri ,con quella coil, eroga meno di 11W e continua a calare, la VT ne eroga costanti 12.5. Anche se sembra poco 1.5W, stiamo parlando di un 12% in meno.
  13. genio del male Si, infatti è quello l' anomalo che non riuscivo a spiegarmi. Ha un drop stabile fino a quando la batteria non ha praticamente raggiunto pari erogazione del drop, poi calano assieme O_o Ho fatto pure la prova dopo un po di uso, quando sentivo (finalmente) l'erogazione all'atomizzatore "calare", e misurata la box sul tab mi dava come uscita 3.47 , misurate le singole batterie a multimetro mi usciva 3.50 (un po di differenza di lettura dovuta a diversi strumenti ci può stare, viste le qualità complessive). Non ho fatto misurazioni "con carico", non mi convinceva troppo l'idea di misurare il voltaggio ai capi delle torrette ,di un'atomizzatore con resistenza montata,erò volendo posso fare anche quelle. Altra cosa "curiosa" è che il mosfet , di norma, scalda in modo sensibile (non che bruci...ma il calore si dovrebbe sentire). Questo resta a temperatura ambiente scaldando appena appena dopo parecchio uso
  14. Ma è quello che non mi quadra. I due tubi si comportano correttamente, è la box, che ha giusto quei due componenti, che si comporta in quel modo strano, e mi pare strano siano i componenti a causarlo. Alla fine son 3 fili, un led e un mosfet... la teoria dice che la perdita dovuta ad assorbimenti parassiti dovrebbe dare un'uscita in linea con i due tubi...anzi...il tubo di "ferraccio" dovrebbe avere una perdita superiore alla box... invece si comporta come se avesse uno step-down attivo: eroga costanti 3.6V fino a quando le batterie non sono scese sotto i 3.6V... un po come fosse una box vari-volt con l'impostazione bloccata Alla fine ha anche i suoi vantaggi, hai un meccanico con l'erogazione costante che non cala
  15. Si esattamente. Tubi o box collegati al connettore del TAB,perciò senza atomizzatori o resistenze (tolta quella interna del tab che serve per la lettura...vabbè, era scontato ) Ripeto, non è un problema il comportamento in sè (alla fine la bix eroga in modo costante 3.6... mi può anche star bene) , è che non capisco il perchè, non trovo un senso... Ah, la box non ha conduzioni sulla scocca, solo cavi. è incastrato e incollato, e non mi riesce leggere il codice stampato sopra... edit: Con un gioco di specchi (...) son riuscito a leggere le scritte (spero) del mosfet STPS30H100Ct 7SANF VW PHL 412