Cheshire

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Su Cheshire

  1. Filo resistenza fai da te

    Non è che sbagli a fare la build... la resistenza finale è anche giusta (in teoria 0.05, ma la differenza è accettabile). è che hai proprio sbagliato filo Troppo grosso per l'acciaio(anche fosse acciaio 316,leggermente più resistivo, guadagneresti forse 0.01ohm) , e spero che in foto la modalità l'avessi impostata solo per la foto. Vedo impostato il controllo temperatura (e ci stà, il 304 puoi usarlo in controllo temperatura) ma vedo impostato come riferimento il Nichel. Se tu volessi usarlo in TC (misura permettendo) ,dovresti caricarti un profilo personalizzato di TC apposito per l'acciaio 304 (che è diverso anche dal profilo dell'acciaio 316) Sempre ammessa una misura più "umana" , puoi usarlo anche in power come tutti gli acciai. Quello manco in power riesci a mandarlo, troppo basso per la lettura su tante box, richiederebbe dai 90 ai 130W che si traducono tipo in 38-46A (e ovviamente nemmeno pensare di usarlo in meccanico, tanto per essere chiari) Nel caso specifico, hai proprio sbagliato filo
  2. Tralasciando che a 35 anni lezioni di vita da te, proprio, mi fanno solo ridere... e con questo qualsiasi altra tua considerazione personale su di me vedi bene ti tenertela fra i denti, che di stare al mondo se vuoi ti posso insegnare qualcosa. E no, senza simpatia, perchè se mi tocchi il personale senza nessun motivo, divento davvero poco simpatico. Se non ricordo male tu affermasti che io ero maleducato, ma vedo che, per l'ennesima volta, il tuo distorto concetto si palesa, e chi pecca di arroganza qui non sono io. Tornando ad argomenti più seri, visto che saprai benissimo come la digressione su valutazioni personali denoti solo l'incapacità di sostenere il discorso in atto... non ti sei nemmeno accorto che la risposta alle tue domande te la stai dando da solo. Tu parli di modder che vogliono prodotti da definire "TPD ready", e ovviamente devono adattarsi ala normativa (che comincio sinceramente a credere tu abbia letto ma capito forse nei punti e nelle virgole). Si tratta di un valore aggiunto che danno al loro prodotto. Da un lato scegli se adeguarti alla normativa, dall'altro scegli se ignorarla e vendere un prodotto dichiarandone una destinazione d'uso diversa. Non c'è molto da capire, e sinceramente questo tuo voler ribattere l'ovvio, Io con il mio prodotto NON sono obbligato a sottostare alle direttive della TPD, e non lo sono perchè io non vendo un prodotto destinato ad un'uso di competenza della normativa. Guarda che è semplice, sei pure laureato, ci puoi arrivare. Ti ho portato fior fiore di esempi di come funziona nel mondo reale la cosa, ma credo tu non ne abbia compreso nemmeno uno stando a come ti poni. Dimmi un po, visto che tu ne capisci, perchè non vai a spiegare a Kangertech, Eleaf, Joyetech, Smok, che tutti i loro prodotti fra meno di 2 mesi saranno , secondo la tua interpretazione, fuori legge? Perchè non gli vai a dire che dovrebbero immettere sul mercato prodotti adeguati, "a norma", invece di continuare ad investire su prodotti che non dovranno più essere commercializzati? Cos'è... credi che tutte le aziende stiano li con i prodotti "TPD ready" nascosti, pronti a metterli in commercio il 20 maggio, tutti assieme, saturando il mercato di colpo? Non era più intelligente iniziare a venderli per tempo, sfruttando la paura mediatica dell'ingresso della normativa? GLi spieghi anche un po di economia e gestione aziendale visto che ci sei? Son tutte sceme che continuano a buttar fuori prodotti nuovi, che continuano a vendere kit fra poco illegali? O forse hanno avvocati un pochino più preparati di te, e sanno benissimo che in nessuna parte del mondo puoi vietare la vendita di un prodotto destinato ad un'uso, solo perchè usandolo in modo improprio può violare una normativa che di per se non lo riguarda? Mentre gli vai a spiegare che devono sbrigarsi a rivoluzionare il loro catalogo, mi cerceresti per cortesia una qualsiasi sentenza italiana, dove la commercializzazione di un prodotto è stata sospesa a causa dell'uso improprio, e contrario alle specifiche del costruttore, applicato dai consumatori? Ne voglio una. Perchè questo alla fine è il punto: bandire un prodotto perchè, se usato senza rispettare le direttive del costruttore , può essere usato in violazione ad una normativa che intrinsecamente non lo riguarda. Te lo ripeto e te lo sintetizzo: Vuoi vendere il tuo dripper con la scritta/dichiarazione/certificazione "TPD Ready"? ti adegui. Te ne sbatti la ciolla della TPD e vuoi continuare a vendere il tuo prodotto? Lo dichiari come non adatto all'uso con nicotina. Nel primo caso ti puoi vantare una certificazione, nel secondo te ne sbatti e vendi, che tanto non ti possono vietare nulla.
  3. Variazione lettura valore resistenza su dna

    vero, ma credo sia opportuno ricondurre questo assestamento alle variazioni date dal cotone e dal liquido più che la coil in sè. Parliamo di misure talmente "piccole" che anche la viscosità del liquido in relazione alla temperatura può influenzare la misurazione
  4. Variazione lettura valore resistenza su dna

    Se parliamo di kanthal non è del tutto vero, per avere una variazione del 2% sulla letttura il kanthal dovrebbe passare i 600°; su una coil da 0.5ohm, significa che a 600° è variata fino a 0.51ohm... diamogli tanto, sommiamoci anche un massimale di variazione conduttiva data dal cotone e dal liquido, e forse arrivi a 0.55-0.58. Una variazione come esposta nel topic è sicuramente causata da fissaggi o ossidazioni.
  5. ti faccio presente solo un dettaglio: Nel primo esempio automobilistico, il costruttore stà truffando il cliente dichiarando il falso. La dichiarazione di una caratteristica alterata è molto differente dalla dichiarazione di una destinazione d'uso (ci sono migliaia di sentenze a riguardo). Nel secondo esempio sei tu responsabile della modifica ma, guada un po, se il costruttore non specificasse la differente destinazione d'uso del componente, sarebbe perseguibile per lo stesso reato di sopra. E sai perchè, perchè un ricambio se venduto deve rispettare le normative correlate alla sua applicazione, e ne fanno eccezione tutti quei ricambi la cui destinazione appunto è l'uso non pubblico. Mettila come ti pare, ma se Sony stessa (per dirne una, che non ho voglia di annotare qualche centinaio di aziende che sfruttano questo sistema), pone destinazioni d'uso ben chiare al fine di evitare ogni sorta di implicazione legale, il motivo è solo questo. Fatto stà, e te lo dico per esperienza diretta, che di procedimenti giuridici per l'uso di ricambi non omologati ne son pieni i tribunali, di condanne e sanzioni varie ne vedi una ogni 3 giorni, ma di aziende implicate nei procedimenti o con i prodotti bloccati alla vendita...zero. Non è una questione di diversi destinatari, è questione di diverse destinazioni d'uso, perchè se appunto il costruttore non dichiarasse eventuali limiti di uso rispetto alle normative vigenti , il cliente lecitamente da per assunto che il prodotto sia utilizzabile nelle logiche destinazioni d'uso. Se io non ti specifico che quello scarico non è a norma, tu lo monti come ricambio, ti fermano, e te la rifai con me; se io non ti specifico che quell'atomizzatore non è destinato alla nicotina (che poi si parla di atomizzatori, non ti allargare parlando di "sigaretta elettronica" che è una definizione completamente diversa e molto più larga, si fà solo inutile confusione) tu dai per scontato che il prodotto sia utilizzabile anche con essa . L'esempio del tappo delle bic fra l'altro è fuorviante, visto che si tratta dell'applicazione di una norrmativa che prevede l'impossibilità di soffocamento, e che da infinite aziende è interpretata con la produzione di tappi non forati ma di forme di ridotta possibilità di occlusione delle vie aeree(secondo varie logiche, che vanno dal non ostruire il condotto completamente il condotto laringo-tracheale , al presentare forme di facile espulsione, presentare scanalature o condotti che garantiscano un passaggio d'aria... le soluzioni sono molteplici); ti basti infatti guardare in una qualunque cartoleria per notare come solo alcuni prodotti e produttori adottino il tappo forato. Facendo un riassunto... Abbiamo ricambi che dichiarano candidamente "non per uso pubblico" abbiamo gomme dichiarate "non per uso agonistico" abbiamo sacchetti con l'avvertenza "non ingerire" abbiamo celle al litio con l'avvertenza "solo per pacchi batteria" abbiamo aziende informatiche che specificano che i loro prodotti "non sono commestibili" abbiamo aziende informatiche che vendono i loro router come "non destinati all'uso professionale" abbiamo aziende di giocattoli che vendono i loro prodotti come "non destinati ad età inferiore a X" abbiamo aziende dolciarie che specificano nei loro prodotti alle arachidi che "contiene arachidi" abbiamo aziende che producono integratori in barattoli da chilo ad uso sportivo che specificano "non destinato all'uso continuativo" o "non adatto all'uso sportivo" abbiamo aziende chimiche che vendono detersivi concentrati al pubblico /tramite catene come Metro, ma anche altri distributori) specificando "non destinato all'uso domestico" abbiamo aziende di elettrodomestici che non lesinano di specificare che il gatto non và in lavatrice, che pentole in metallo non vanno nel microonde (ma và?) o che la lavastoviglie non lava la biancheria (sarebbe bello...). E questi sono solo alcuni esempi, che ,secondo il tuo appunto, sarebbero del tutto inutili poichè senza valore legale. Evidentemente alle aziende piace scrivere.
  6. si, il principio è lo stesso. Se io produttore ti vendo una mela di cera e ti dico che non è destinata ad uso alimentare non sono imputabile se: -tu te la mangi e ti senti male -tu la vendi come commestibile Io produttore posso imporre delle limitazioni di uso al mio prodotto, se tu consumatore non le rispetti di certo non chiami in causa me, non c'è interpretazione che tenga. Se io ti vendo un dripper e specifico che non è destinato all'uso con liquidi contenenti nicotina , e tu non rispetti le mie direttive, è un problema tuo di uso improprio del prodotto. Come ti ho detto, il principio legislativo è lo stesso dell'esempio portato. Compri uno scarico della Borla, un sedile della Sparco o una cintura 3 punti della (ormai defunta) Sabelt e cosa ci trovi scritto? Non destinato all'uso su strade pubbliche. La destinazione d'uso è chiara. E se mi fermano con uno scarico della Borla? Credi che chiamano in causa l'azienda e ne bloccano la vendita dei suoi prodotti perchè violano il CDS? (e tecnicamente, in caso di incidente, puoi andare nel penale, visto che l'assicurazione tua non risponde) No, perchè stai usando il prodotto in modo improprio, differente da quanto specificato dal costruttore.
  7. mi sfugge come questo possa contemplare una dichiarazione di destinazione d'uso data dal produttore. Il mercato italiano è pieno di prodotti in libera vendita il cui uso nativo, di fatto, infrange svariate norme. Restano in libera vendita sulla base della dichiarazione del costruttore , che ne indica uno scopo d'uso differente da quello in violazione alle normative vigenti. Porto ad esempio il settore dei ricambi automobilistici, il cosiddetto aftermarket, pieno di scarichi, condotti di aspirazione, fari, e modifiche di vario tipo che violano, nella loro applicazione ed uso, innumerevoli norme (tanto del CDS quanto CC e CPP). Queste violazioni però avvengono solo se il loro uso è destinato all'ambiente civile/pubblico, in violazione a quanto specificato dal costruttore, che non lesina di specificare "prodotto destinato all'uso su terreno privato". Tali prodotti infatti restano liberi in vendita ed acquisto proprio perchè il produttore ne specifica un'uso (lecito) e l'utilizzatore poi sceglie se seguire le indicazioni del costruttore o violarle, incappando nelle relative sanzioni che non possono chiamare in causa prodotto o produttore.
  8. e così mi hai rovinato la magia della spiegazione (non trovavo il link al calcolatore, e sono abituato a fare i conti a mente ) mi spiace dirtelo, ma temo che l'unica soluzione sia comprarsi un piccolo frigo,o trovare un'amico con cantina e/o frigo in esubero dove stoccare le bottiglie...non vedo alternative la questione della tenuta stagna e dell'apertura "child proof" è effettivamente limitante, ma, quantomeno in italia è facilmente raggirabile. Se non ricordo male le limitazioni riguardano i prodotti contenenti nicotina o destinati al contenere nicotina. Nel momento che il produttore del dripper non specifica nulla a riguardo , o specifica che il suo prodotto NON è destinato all'uso con liquidi contenenti nicotina (una scritta tipo "prodotto non destinato a liquidi con nicotina" o "non adatto a liquidi con nicotina", per capirsi) il prodotto è perfettamente commercializzabile ,e il consumatore che lo usa con liquidi con nicotina di fatto solleva da ogni responsabilità il produttore (l'utente usa in modo improprio il prodotto, stesso discorso della dicitura "non adatte alle ecig" o "non usabile fuori dai pacchi batteria" presente sulle batterie 18650) Si tratta dello stesso "buco" legislativo grazie al quale vengono vendute le cartine e i vari bong/ciloom. Sono prodotti destinati all'uso di sostanze stupefacenti? non necessariamente, indipendentemente poi dalla destinazione d'uso che và per la maggiore.
  9. bhe... tu hai una base a 36 e vuoi un liquido a 6. significa che devi ridurre a 1/6 la base con nicotina (36 iniziali / 6 finali = 6 parti) Di conseguenza ogni 1000ml di base a 6nico , 1/6 saranno composti da base a 36, ovvero (1000/6) 167ml. Per fare 1 litro di base a 6 , ti serviranno 167ml di base a 36nico e il resto base neutra. Ora tu hai 1250ml di base a 36 e vuoi sapere quanta base a 6 ti esce. Ti basta fare il conto al contrario. Prendi la tua base a 36 e la moltiplichi per 6 (il numero di parti). Ecco che con 1250ml a 36 ottieni (1250 * 6 ) ottieni 7500ml di base a 6.
  10. occhio con concentrazioni così elevate. A 100mg sarebbe buona norma usare guanti, maschera, occhiali e locali molto areati (credo addirittura sia consigliata la cappa aspirante). Farsi del male con nicotina così alta non è uno scherzo. Personalmente preferisco spendere di più ma limitarmi a concentrazioni 36-48 e rischiare molto meno (e già 48 non è acqua distillata ) . Poi, onestamente, sarà che lo guardo per il mio standard personale, ma 1 litro a 100mg per me significano 50 litri a 2mg, ripeto... 50 LITRI ... la lascio in eredità
  11. Grazie per i complimenti, ma ho solo riassunto parte di una vecchia discussione fatta sul forum proprio riguardo la TPD ;dove, a dirla tutta, anch'io inizialmente avevo interpretato quell'articolo come limitazione per tutti i tank, ma per quanto provai a fare "l'avvocato del diavolo", alla fine tutte le interpretazioni fantasiose che avevo provato ad avanzare a difesa del "vietiamo tutti i tank oltre 2ml" non reggono. Che la TPD comporterà problemi è palese, che incrementerà i costi è altrettanto palese. La questione è che chi rigenera o si fà i liquidi, o usa sistemi a testina/tank, non è di per se il bersaglio della TPD. La TPD è una normativa che, di fatto, vuole limitare l'accesso alle ecig, e non è fatta per colpire il consumatore "avanzato" come sostanzialmente tutti noi, ma quel consumatore (o futuro consumatore) che si approccia per la prima volta alla ecig, che la vede in tabaccheria accanto alle sigarette. Sfavorire e complicare il passaggio da sigaretta a ecig, questo è di fatto lo scopo della TPD. Basti pensare che dal nostro punto di vista, invece di limitare i rischi nel maneggio di basi ad alta concentrazione, hanno imposto a tutti di farsi i liquidi da sè (liquido base venduto assieme a boccetta da 10ml a 20nico). Però è il nostro punto di vista, quello di gente che già "è dentro" il mondo dello svapo. Chi si approccia per la prima volta (ed è il pensiero che abbiamo fatto tutti all'inizio) è "uff...ma guarda se per smettere con le sigarette mi devo mettere a fare il piccolo chimico". Ed è ovvio che chi si approccia alla ecig viene spaventato dalla cosa, e con facilità si compra un pacchetto di sigarette con foto terrificanti (che nessuno guarda) e scritte spaventose (che nessuno legge).
  12. L'inghilterra è un'altro di quei paesi molto restrittivi riguardo la nicotina , e spesso con un sistema giudizziaro che porta i produttori a specificare l'ovvio pur di non incorrere in processi anche solo mediatici. Si tratta di una scelta aziendale dovuta o ad un'imposizione dello stato in particolare, o ad una necessaria tutela verso un sistema giuridico un pochino particolare (tipo quello americano,che campa di cause assurde intentate sperando nel giudice fuori di testa o nella mediazione con rimborso per chiudere tutto in fretta) Giusto per farsi due risate e capire perchè, alla fine, in certi stati i produttori tentano in tutti i modi di proteggersi da cause basate sull'ovvio (della serie, un genitore che cita la Aspire perchè non aveva scritto sulla scatola del suo atomizzatore, comprato per il figlio,che poteva essere usato con nicotina...cosa che a noi fà rovesciare dalle risate, ma ai leali delle aziende fà ridere di meno), datevi una letta qui : http://www.ilgiornale.it/news/attenzione-niente-gatti-lavatrice-tutte-follie-dei-libretti.html (e credo manchi quella di apple, che specifica nelle avvertenze di non mangiare l'ipod shuffle)
  13. dipende dall'uso che ne fai. Io con 2 flaconi a 36 di nico ci vado avanti più di un'anno svapando 10-15ml al giorno.
  14. molto buone anche quelle, le uso (usavo, visto che le ho finite al momento ) per farmi i liquidi 80VG e 90VG senza nicotina, e anche a quelle concentrazioni il dolce del VG non è esagerato come si potrebbe pensare. Detto chiaro, ho trovato basi 50/50 che erano decisamente più dolci delle 80/20 fatte con i prodotti di farmacondo (svapate ovviamente senza aroma o nicotina che possano modificare il sapore, prassi che faccio tutte le volte che provo una base nuova). Secondo me in certe basi, invece della VG ci tirano dentro la margarina, altrimenti non si spiega
  15. vero, chi più chi meno. Però ti dirò, la mia ex che svapava solo tabacchi e del dolce non voleva nemmeno l'ombra, i liquidi su base avoria 50/50 li svapava senza problemi, se erano con le gioark 50/50 se ne accorgeva al primo tiro. Il discorso tuo è assolutamente vero, però è anche vero che, a pari concentrazioni, in alcune basi il dolce è molto più marcato.