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  1. Che filo usare per alti watt?

    Se questa affermazione fosse anche solo minimamente vera ..... ...... questa risposta non ti servirebbe perché lo sapresti da solo Se non lo sai significa che magari hai la manualità necessaria per arrotolare del filo su un tondino e per stringere un contatto ma che di sicuro significa che non sai rigenerare. Poi vuoi sapere che filo comprare ma non dici per farci che cosa ..... un dual coil? .... un quad coil? ..... su quale atom? .... Invece di un atteggiamento piccato ed arrogante forse un po' di umiltà e di studio potrebbero servirti ..... almeno per far sì che la convinzione che mostri sulle tue capacità nel rigenerare sia un po' meno campata per aria. Vuoi farti un'idea concreta su come sia fatta una rigenerazione per altissime potenze? Guardati le rigenerazioni fatte da @sevenper la Hammer of God...... Vuoi sapere che filo comprare senza dare nessuna indicazione utile? Uno "grosso", possibilmente composito, di massa elevata ma materiale a resistività medio-bassa (ma non bassissima per evitare di richiedere amperaggi più elevati del limite di corrente previsto dalla tua box) per limitare l'inerzia termica così da combinare una reattività sufficiente ad una superficie laterale disperdente compresa tra circa 700 e 1.000 mm2 così da poter contenere il valore di W/mm2 entro un parametro di heat-flux accettabile...... semplice no? Ciao!
  2. In realtà tutti i device potrebbero usare il Ni200 in power purché si raggiunga la resistenza minima letta che in VW è di solito più alta che in TC. Il problema non è però la box ma la difficoltà, con resistenze tanto basse su fili relativamente sottili, di ottenere la giusta potenza per vaporizzare a temperatura corrette. Il TC modula in continuo la potenza per stabilizzare la temperatura e risolve il problema, in Power invece hai un'uscita fissa e la devi indovinare..... Tu quindi cercavi il riferimento sulle tabelle per trovare la potenza a cui regolare la box ..... Visto che in ogni caso, e quindi anche con il Ni200, il parametro principale per definire la temperatura di evaporazione è e resta quello dei W/mm2, tieni presente che la potenza necessaria, al di là del diverso valore di resistenza, sarà più o meno la stessa che ti servirebbe per un filo in Kanthal o in acciaio di uguale diametro (o di uguali diametri twistati in modo analogo) con cui costruire una coil con lo stesso numero di spire di pari diametro interno. Ovviamente, vista la resistenza estremamente inferiore, il voltaggio a cui si ottiene quella potenza sarà molto più basso. Non ti nascondo che non sarà semplicissimo perché molto dipenderà dalla stabilità del circuito visto che una variazione anche piccola del voltaggio su resistenze tanto basse genera una variazione di potenza notevole. Questo è uno dei motivi per i quali si dice sempre di non usare il Ni200 senza il controllo di temperatura attivo. Ciao!
  3. Provo a farla più semplice ...... Quelle tabelle sono per regolare i watt in base al filo ed alla resistenza. Il Ni200 non si usa in VW e quindi per il Ni200 quelle tabelle non servono. Se però vuoi sapere a che filo corrisponde un filo twistato, la corrispondenza la trovi prendendo il diametro del filo e moltiplicandolo per la radice quadrata di due, ossia per 1,4142. Nel tuo caso: 0,20 x 1,4142 = 0,28 (più lo twisti stretto però meno il calcolo è preciso ed il diametro corrispondente aumenta). Ciao!
  4. Né alle une né alle altre. Il Ni200 si usa solo ed esclusivamente con il controllo della temperatura e le tabelle relative alla resa del sistema impostate sui watt nulla hanno a che vedere con il TC. Detto questo e ribadito che i fili compositi (e quelli twistati sempre compositi sono) sono poco adatti all'uso con il TC, uno 0,20 twistato non molto stretto corrisponde, grossomodo, ad uno 0,28 e non ad uno 0,40. il filo ritorto (come anche il parallel) ha come corrispondenza da un punto di vista elettrico (ovvero come corrispondenza di resistenza ottenuta con pari lunghezza di filo o, più in generale, di resistività) un filo che abbia un diametro pari al diametro dei fili twistati moltiplicato per la radice quadrata di 2 (ovvero, per semplicità, moltiplicato per 1,4142). Ciao!
  5. Dal mio punto di vista, l'aspetto da cui partire è la massa del filo. Certo la potenza dissipata per unità di superficie (W/mm2) con i fili spessi è dimezzata (o più) rispetto ai valori che si prendevano a riferimento anni fa ma ma questo dipende dall'energia termica totale che può essere dissipata. Un filo sottile disperderà immediatamente nel liquido che lo bagna la sua energia termica in quanto la massa del filo scaldato è relativamente piccola rispetto alla massa del liquido che lo circonda e quindi, in proporzione, ne potrà disperdere di più (anche se il valore assoluto sarà estremamente inferiore). Va anche considerato che l'incremento della massa è esponenziale (o, meglio, semi-esponenziale ovvero la metà di un incremento esponenziale diretto) rispetto all'aumento del diametro e, quindi, della superficie laterale disperdente (raggio al quadrato contro raggio per due) e questo contribuisce ad incrementare ulteriormente l'energia termica complessivamente disponibile da disperdere rispetto alla superficie da cui può essere rilasciata e, di conseguenza, sulla massa di liquido con quest'ultima a contatto. L'incremento di energia disponibile cresce quindi più velocemente rispetto alla superficie laterale. Siccome la potenza specifica (heat-flux) indica l'energia che occorre fornire per mantenere costante la temperatura di evaporazione quantitativo di energia che potremmo chiamare "potenza di equilibrio" ovvero l'energia che rappresenta il punto di pareggio tra calore sviluppato e calore disperso (e più è alta la temperatura maggiore è la velocità di dispersione così che ad ogni temperatura corrisponde una diversa potenza di equilibrio), ne consegue che l'energia da ripristinare nella massa del filo cresce, nel suo valore assoluto, in proporzione alla superficie disperdente ma meno rispetto alla massa. Più la massa aumenta più la forbice tra essa e la superficie laterale aumenta e, per questo all'aumento di diametro del filo va ridotta la potenza in termini di heat-flux. Questo negli atom polmonari è parzialmente compensato dall'enorme incremento del flusso d'aria, ma negli atom "da guancia" non vi è alcuna compensazione e l'effetto è avvertibile in tutta la sua portata. Spero di essere riuscito a spiegarmi ............. Ciao! EDIT: Questa potenza in proporzione inferiore provoca la maggiore inerzia del filo ossia una minore velocità dello stesso nello scaldarsi (reattività). Questo spiega anche perché, specie con i fili spessi, si tenda ad usare materiali più reattivi rispetto al classico Kanthal come il nichel-cromo o l'acciaio.
  6. Ebbene sì, lo confesso ..... (un esempio) Non è così... la tensione della batteria è e rimane quella che è in quel momento, il circuito in step up fa solo da boost, per portarla alla tensione richiesta per fornire quella data potenza... Vero che il circuito, almeno nel caso di step-up, fa solo da boost ma va considerato che il circuito, per assorbire "energia" la deve prendere da qualche parte e questa parte non può essere che la batteria così che, per assorbire energia dalla batteria, genera necessariamente una corrente ossia un incremento degli ampere che verrebbero calcolati dalla sola applicazione delle formule nude e crude. Altrettanto vero però che questa energia non è particolarmente elevata e che, per questo, l'amperaggio (o, meglio, il flusso di corrente misurato in ampere) che ne deriva è pressoché trascurabile, specie ad alte potenze impiegate. Poi ci sarebbero anche il discorso sul maggior assorbimento quando lavora in step-up e cosette così ma non sono fondamentali per definire un "ordine di grandezza" che possa garantire un utilizzo ragionevolmente sicuro. No... a parità di potenza, che la tensione venga elevata o no, il prelievo di corrente è sempre lo stesso e continua ad essere dipendente sempre e solo dal livello di carica residua della batteria. Forse qui @grizzly intendeva fare un confronto tra la corrente prelevata dalla cella e quella che va all'atom e non affermare che vari la corrente prelevata dalla batteria cosa che, come dici correttamente non sarebbe vera Anche questo è vero, se tu stai elevando la potenza (W) oltre il limite di ampere che la batteria può fornire al livello di carica attuale, puoi ricevere un weak battery molto prima, in termini di "carica residua", di quando sei a potenze molto inferiori. Vero anche perché la cella, più sarà alta la potenza settata e conseguentemente l'amperaggio prelevato, più subirà un alto voltage drop e quindi il voltaggio sotto carico (che è poi quello che determina il "weak battery") si ridurrà rispetto a quello a riposo. Direi piuttosto diviso la tensione sotto carico della batteria quando il circuito stacca. Certo questo non è un valore rilevabile direttamente senza attrezzature "sofisticate" ma che, con batterie in salute e potenze non estreme può essere stimato in 0,3/0,4 volt meno della tensione rilevata a riposo quando il circuito stacca la batteria considerandola scarica. Con i device elettronici è comunque vero che il sapere quale sia la carica massima della batteria è, almeno dal punto di vista della sicurezza, sostanzialmente inutile. Quello che conta sapere è solo la carica minima (sotto carico) che la batteria avrà un attimo prima che il circuito la giudichi scarica e la potenza in quel momento settata. Quindi sulla maggior parte dei device basterà prendere la potenza settata, dividerla per il numero delle batterie (ed è indifferente che siano in serie o in parallelo) e quindi dividere ulteriormente per per tre (volt). Su alcuni circuiti, come quello della Smok Alien ad esempio, le batterie vengono spremute molto di più (carica residua a riposo anche un pelo sotto i 3V) e nel caso l'ultima divisione sarebbe più prudente farla per 2,5 piuttosto che per 3..... Ciao!
  7. Diverse coil per diversi scopi: delucidazioni

    ed, ovviamente quanto scritto nei post precedenti ........ Vero con solo una piccola precisazione ........ Scusa se ti rispondo solo con dei link ma lì credo troverai gran parte delle risposte. Ciao!
  8. Se vuoi provare il TC con il Ni200 ti suggerisco di usare fili di diametro compreso tra 0,25 e 0,32 mm. (30Ga/28Ga) Un filo in Ni200 da 0,40 (26Ga) è, come hai avuto modo di vedere dalle simulazioni, quasi del tutto inutile per lo scopo e fare riferimento a questa misura per screditare l'uso del TC perde di significato; nel caso è sbagliata la scelta del filo, non l'uso del TC. Per evitare che il filo piuttosto sottile unito alla malleabilità del Nichel puro ti crei problemi con coil che si deformano mentre le monti, ti suggerisco di usareil cosiddetto "Nichel temprato" (o Hard finished) che, ad esempio, puoi trovare qui e che ha una rigidità sinile quasi a quella del Kanthal ed agevola notevolmente la realizzazione delle coil. Sempre per evitare problemi, soprattutto in fase di test del sistema, adotta sempre e solo setup single coil. In proposito puoi leggere questo post ed il link in esso contenuto, partendo dal post linkato e leggendo anche la discussione che da esso si sviluppa. Un altro ottimo materiale per il TC è l'acciaio inox. Per l'uso con il TC, piuttosto che il più comune e diffuso SS316L, ti suggerirei se lo devi acquistare di orientarti verso lo SS317L che, avendo un coefficiente termico (TCR) più elevato, migliora la precisione del sistema nel mantenere la temperatura impostata. (vedi QUI oppure QUI degli esempi). Con l'acciaio, grazie alla maggiore resistività (0,75 Ω mm²/m contro gli 0,096 Ω mm²/m del Ni200), puoi usare anche wire di diametro maggiore, anche oltre lo 0,50 ma ricorda che, se scendi molto con la resistenza finale, il TCR non elevatissimo renderà meno semplice al circuito il mantenere correttamente le temperature impostate. Per questo ti suggerirei di restare comunque su fili intorno allo 0,40. Anche per l'acciaio setup sempre e solo single coil, specie per iniziare. Ciao! EDIT : Il Ni80, comunque, non centra nulla con il controllo della temperatura. Si tratta di un ottimo materiale, detto anche semplicemente nichrome, ma non è utilizzabile in TC. Il Titanio lo lascerei proprio perdere, specie all'inizio, perché, al di là delle discussioni sulla sua salubrità, è molto complesso da gestire e va lavorato solo a freddo. Se lo scaldi per aggiustare la coil appena raggiunge la temperatura di 600°C (se ben ricordo) si ossida e lo fa con tale violenza da poter anche letteralmente prendere fuoco.
  9. Se monti lo stesso atom con la medesima head-coil su box diverse e la lettura è sensibilmente diversa, il problema è, secondo me, di sicuro legato alla box. Se la lettura fosse più alta la spiegazione potrebbe effettivamente risiedere in un qualche problema di contatto ma, se è del 30% inferiore, il problema credo sia diverso. O si tratta della taratura dell'ohmmetro o nella box c'è qualcosa che crea un'interferenza. Se la lettura è più bassa, a pari potenza impostata corrisponderà una regolazione dei volt inferiore e quindi una potenza effettiva ridotta. A 14W con la resistenza letta a 1,8 ohm la box dovrebbe regolare il voltaggio erogato a 5,02 volt mentre se la resistenza viene letta a 1,21 ohm, i volt dovrebbero essere impostati a 4,1. Con un voltaggio di 4,1V la resistenza da 1,8 ohm svilupperà una potenza di poco meno di 9,5W (o qualcosa di più se la resistenza effettiva è inferiore agli 1,8 ohm nominali) nonostante l'impostazione a 14W. Se però regolando la tua Pico (che legge 1,21 ohm) a 14W ottieni un risultato pari a quello che hai su altre box a pari potenza ma con lettura della resistenza più alta .... il mistero si infittisce. Ciao!
  10. Aroma che non si miscela alla base

    Non so proprio dove tu abbia reperito la composizione percentuale dell'aroma sul sito del produttore, io non l'ho trovata. Il solo fatto che sia indicata una composizione mi fa dubitare che si tratti dell'aroma e non, piuttosto, del liquido già pronto. Ora non so delle nuove produzioni ma le boccette di aroma che ho io hanno la plastica azzurra, il tappo bluette e non bianco e l'etichetta non è gialla ma una foto policroma di frutti vari.... però sono ancora di quelli prodotti in Italia. Nemmeno dei liquidi pronti comunque sul sito del produttore è riportata la composizione, neppure nella scheda tecnica ( https://lopsrl.it/shop/index.php?controller=attachment&id_attachment=37 ) Facci comunque sapere se e cosa ti risponderanno dalla ditta produttrice....... visto che, personalmente, non ho mai avuto problemi di miscelazione Ciao!
  11. https://www.fasttech.com/search?14G%20needle Io la uso a 100 mg/ml ma, preparando minimo 1/2 litro se non un litro di base per volta, mi basta una siringa da 20 ml che riempio da sopra direttamente dal flaccone dopo aver tolto lo stantuffo e tenendo un dito (con guanto) a chiudere il foro di uscita, nessun ago. Per PG e VG cilindro graduato o, visto i quantitativi, un becher graduato ed un imbuto. Per gli aromi o contagocce o a seconda dei quantitativi necessari, siringa da insulina o siringhe da 2 ml (vaccini) o da 5 ml di solito senza ago. Per mettere la base nelle boccette per il refil siringa da 60 ml con ago da 14G (siringa riempita da sopra) Ciao!
  12. Il Nichrome non è il Nichel (Ni200) ..... è una lega di Nichel (80%) e Cromo (20%) ed è ben diverso dal punto di vista elettrico. La resistività del Nichrome (detto anche Nikrothal o Ni80) è di 1,08 Ω mm²/m (valore che rappresenta la resistenza uno spezzone di quel materiale lungo un metro la cui superficie di sezione sia di 1 mm2) contro gli 1,45 Ω mm²/m del Kanthal A1 e gli 0,75 Ω mm²/m dello SS316L. La sua resistività è perciò a metà strada tra Kanthal e SS ed è tutt'altro che bassa.... Secondo me, in nichrome però la misura migliore per cominciare a provare un atom come il Moradin è lo 0,40, ossia il 26Ga che rappresenta un buon punto di equilibrio tra facilità di costruzione della coil, sua rigidità, reattività del setup e resa sia in termini di vapore che di aroma anche senza esagerare con la potenza. Ciao!
  13. La rigenerazione del deck velocity è identica su tutti gli aromamizer che lo montano, tanto che il deck del Supreme e del Supreme V2 sono identici ed intercambiabili. Il fatto che questo lo abbiano per ora ancora in pochi per questo conta poco. Al limite quindi puoi dare un'occhiata anche ai thread delle altre versioni per trovare suggerimenti in materia. Questo atom ha il pregio (tra gli altri) di essere molto versatile ed accettare senza problemi rigenerazioni sia tranquille che molto spinte, orientativamente, tanto per darti un'idea, va benissimo sia con stup da 40W così come con setting da 150/160W. Questo significa che con i fili puoi sbizzarrirti a piacere in base alle tue preferenze. Se vuoi un setting molto tranquillo anche un wire da 0,40/0,45 va bene, se vuoi spingere molto di più anche file compositi, magari evitendo quelli proprio estremi pensati per il cloud su dripper. Ultimamente sul deck velocity ci sto alternano setting abbastanxa tranquitti con un monofilo da 0,57 mm (23Ga) o con clapton 26-32Ga (0,40-0,20 mm) o, per rigenerazioni un po' più spinte, 24-32Ga (0,50-0,20 mm) con 5 o 6 spire su punta da 3/3,5 mm poste in verticale. Per il cotone vanno bene un po' tutti. Il deck postless secondo me non è "migliore", è semplicemente "diverso". Le coil di base si montano orizzontale e non verticali e, grazie all'enorme spazio disponibile, puoi osare molto anche con i fili più complessi, specie se fai single coil dove puoi tenere diametri delle spire anche di 4,5/5 mm. Ciao!
  14. Pico resin più leggera?

    Me la ricordo bene ed anche con una certa nostalgia: marmellata di "Rosa Canina" (varietà di rosa selvatica che ha poco/nulla a che vedere con le rose coltivate) della ditta "La Bulgara". Poi è proprio sparita la ditta. Ne ho trovate un paio di altri produttori ma non c'era storia: quella era buonissima, le altre al massimo decenti. Ciao!